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Di Elisabetta Nardini docente precaria e militante Pcup

La quotidianitร  di un docente precario รจ una snervante routine, costellata dal bisogno impellente di lavorare, dal desiderio di rientrare a scuola e dalla voglia di buttare tutto allโ€™aria e andare a fare altro. Ogni mattina infatti, da metร  agosto in poi, gli insegnanti precari si svegliano con la speranza che oggi possa essere il giorno. La tazza di caffรจ รจ calda tra le mani, mentre, come di consueto, controllano lโ€™email e il telefono.

Le GPS, il dannato algoritmo, lโ€™interpello e tutte le diavolerie che sanciscono lโ€™imbruttimento del nostro lavoro. Un mercato del bestiame nel quale, nostro malgrado, siamo merce.

Gli studenti sono immagini di un futuro sognato, ma il presente รจ un limbo nel quale abbiamo piani in mente, ci pensiamo a preparare lezioni, a sfogliare libri di testo, mentre la vita รจ in attesa.

Ogni notifica fa sobbalzare, solo per scoprire magari che รจ solo un messaggio dalla newsletter della scuola o un avviso parziale. Con le persone il discorso ricade sempre sulle stesse domande: ยซHai avuto notizie? Ti hanno chiamato?ยป.

Le risposte sono sempre volte a mascherare lโ€™incertezza e la frustrazione, alimentate dallโ€™osservare il calendario appeso alla parete, contando i giorni che passano, perchรฉ ogni data รจ unโ€™opportunitร  perduta, unโ€™altra chance di entrare in aula e condividere la passione per lโ€™insegnamento.

La vita dellโ€™insegnante precario รจ fatta di speranza, di attesa e di disillusione.

La speranza che le porte della scuola si aprano definitivamente ma, fino ad allora, si continua ad aspettare di entrare in aula e di fare la differenza, un passo alla volta.

Perchรฉ si puรฒ fare la differenza, malgrado lโ€™imbruttimento della nostra professione.

Finchรฉ, una sera, arriva la tanto agognata e-mail con su scritto: ยซassegnazione sedeยป e, normalmente, la presa di servizio รจ la mattina seguente. Ma vuoi un poโ€™ di fortuna sul fatto che sia una sede vicina? No, ti assegnano una sede magari a 60 km da casa, che tu hai comunque messo tra le scelte per paura di non lavorare e hai magari dato disponibilitร  per tutta la provincia eโ€ฆ maledizione, ti convocano nel punto piรน remoto.

Pazienza, la felicitร  di un incarico al 31 agosto supera la scocciatura della distanza e del mezzo stipendio che dovrai sborsare per il carburante, anche perchรฉ, con le nuove regole delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze), se rifiuti un incarico da GPS, subirai pesanti sanzioni, ovvero non potrai accettare nessun altro incarico al 30 giugno o al 31 agosto, da nessun tipo di graduatoria (GPS, GI) e neppure tramite interpello (che รจ una ricerca diretta effettuata dalle scuole che non hanno coperto il proprio fabbisogno tramite graduatorie).

Ad esempio, se, come capita spesso, convocano da GPS in una scuola raggiungibile solo in auto, si resta allโ€™improvviso senza macchina e per motivi economici non se ne puรฒ comprare unโ€™altra e quindi si rinuncia, si รจ fuori.

Si rimane senza la possibilitร  di avere un incarico annuale. Resta solo la possibilitร  di accettare supplenze brevi e saltuarie. Chissร  quando, chissร  dove e per quanto tempo.

Ma hai avuto il posto e adesso, a completare questo stato dโ€™animo e questo quadretto indecoroso delle convocazioni, si configurano altri ostacoli.

Infatti, quel girone dantesco che รจ il settore istruzione, bisognoso di una riforma seria e accurata sin dai tempi di Aristotele, sta subendo lโ€™ennesimo colpo di mano ad opera dellโ€™attuale governo.

Un capitolo della manovra economica รจ stato dedicato alla revisione della spesa e ha toccato anche la scuola, malgrado il regalino degli arretrati e la finta elemosina degli aumenti che si vedranno in busta paga da questo mese di agosto.

Nel testo di tale manovra, bollinato e arrivato alla Camera, si annunciava una riduzione di migliaia di posti dellโ€™organico dellโ€™autonomia.

Tradotto: da questโ€™anno sono previsti meno insegnanti, ma anche meno segretari e bidelli.

Se si leggono i vari comunicati del ministro Valditara, si doveva trattare di una misura transitoria di riduzione del turnover, che non avrebbe intaccato la dotazione complessiva.

Leggendo perรฒ a fondo quanto specificato nella legge di bilancio, ciรฒ che si evince รจ ben altro, poichรฉ tra le misure fiscali รจ stato chiaramente previsto che le amministrazioni pubbliche, tra cui anche la scuola, potranno assumere personale indeterminato per una spesa pari al 75% di quella relativa al personale di ruolo cessato nellโ€™anno precedente.

A tale proposito, da varie tabelle si evince che con i denari derivanti dai tagli alla scuola รจ previsto un risparmio di circa 250 milioni di euro entro fine 2028. Quindi le rassicurazioni del ministro Valditara sono del tutto ingiustificate, poichรฉ non viene specificata da nessuna parte la temporaneitร  delle misure ma, anzi, i dati del risparmio che si otterrebbe non denotano certo temporaneitร .

Attualmente noi docenti siamo in estasi per i tanto agognati e sbandierati aumenti nominali dellโ€™1,5% delle risorse per la scuola, ma essi cozzano pesantemente coi dati stimati ufficialmente, che danno questโ€™anno unโ€™inflazione dellโ€™1,7% in termini reali.

Ancora una volta, fumo negli occhi.

Le attuali coltellate inferte alla Scuola da questa Finanziaria, che nasconde i tagli, sono soprattutto tre: la revisione degli organici annuali e non triennali, cioรจ tagli sicuri; posti di โ€œpotenziamentoโ€ extra Organico; supplenze al prof. giร  in servizio.

Ci stanno palesemente prendendo in giro, perchรฉ in precedenza lo stesso ministro aveva dichiarato che non avrebbe cercato risorse per la legge di bilancio nel settore scolastico e invece assisteremo a un ulteriore depotenziamento del sistema pubblico, che graverร  sulle spalle dei dirigenti scolastici e metterร  intere aree in difficoltร .

Il ministro Valditara ha giร  tradito pesantemente quanto previsto in sede normativa, visti i tagli di 5.660 insegnanti nel 2025/26 e la cancellazione di 2.174 collaboratori scolastici e assistenti amministrativi nel 2026/27, alla faccia degli Organici invariati per un triennio!

รˆ opportuno che spieghi cosa sono gli โ€œorganiciโ€: sono i documenti che citano il numero di docenti, collaboratori scolastici (ex โ€œbidelliโ€), assistenti amministrativi (personale della Segreteria), DSGA (ex โ€œsegretariโ€) e Dirigenti scolastici (ex โ€œpresidiโ€).

Il numero di tutti gli โ€œoperatori scolasticiโ€ (insegnanti, bidelli, personale di Segreteria, segretari e presidi) รจ determinato dal numero degli alunni e studenti iscritti alle Scuole di ogni ordine e grado; ma, soprattutto, dal numero di iscritti necessari per formare una classe e dal numero di classi richieste per avere lโ€™โ€œAutonomia Scolasticaโ€ (volgarmente detta Scuola) con un preside e un segretario.

La linea di questo governo, tra tagli, riforme inutili e dannose, con lo spettro dellโ€™autonomia differenziata, รจ quella di smembrare il sistema istruzione che garantisce un diritto costituzionale a bambini e ragazzi.

Fatti di particolare gravitร  che non accadevano dai tempi dei governi Tremonti e Gelmini.

Al di lร  delle valutazioni economiche e politiche, occorre soffermarsi sul danno sociale che la riduzione e la riorganizzazione del personale scolastico arrecano, portando gradualmente a classi piรน affollate e limitando le opportunitร  per unโ€™istruzione personalizzata.

Inoltre, anche se questo รจ un film giร  visto, perchรฉ la riduzione del numero di istituzioni scolastiche รจ in corso da un ventennio, non significa che non si debba continuare a combattere, perchรฉ si tratta di un danno enorme, soprattutto in aree in cui รจ presente unโ€™utenza difficile.

In molte periferie, perdere una scuola a causa magari di accorpamenti significa perdere lโ€™unico presidio culturale ed educativo dello Stato e, per questo motivo, comitati di insegnanti e genitori sono da tempo sul piede di guerra.

A fronte delle succitate problematiche affrontate dal personale scolastico, il Governo cosa dice? Non dice nulla. Anzi, da una parte richiede oltre 900 alunni per mantenere in vita una Scuola, dallโ€™altra ha lanciato il โ€œDecreto Caivanoโ€ (art. 10-bis D.L. 123/2023, convertito in Legge n. 159/2023), che prevede la formazione delle classi di otto Regioni, Sardegna compresa, con un numero inferiore di alunni rispetto a quelli indicati dal DPR 81/2009.

Peccato che gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali non riescano a rispettare le richieste di applicazione di tale Decreto presentate dalle Scuole, perchรฉ il Ministero dellโ€™Istruzione e del Merito di Giuseppe Valditara non ha conferito un numero sufficiente di cattedre. Un gatto che si morde la coda.

Al Ministero perรฒ sono affaccendati con la propaganda per gli aumenti, gli arretrati e altri risibili benefici in arrivo, ma ciรฒ non cambia di una virgola lo stato penoso in cui versa la scuola pubblica.

Tra questi โ€œregaliniโ€, si รจ ottenuto il Bonus Docenti assegnato anche agli insegnanti non di ruolo, fatto figurare come buona azione, ma tale misura in realtร  ci รจ stata richiesta dallโ€™Europa, perchรฉ eravamo in infrazione e quindi ci si doveva adeguare per forza.

Peccato che i destinatari ricevano 383 euro anzichรฉ 500 e solamente i precari al 30 giugno o al 31 agosto. Chi ha un contratto, ad esempio, al 10 giugno, resterร  escluso pur ricoprendo lo stesso identico ruolo del personale annuale.

Vale la pena, infine, considerare che il quadretto attuale รจ aggravato dallโ€™elargizione di quasi 1.000.000.000 di euro alle scuole private, in palese violazione dellโ€™art. 33 della Costituzione, con nuovi fondi pari a 20 milioni di euro, stanziati sotto forma di bonus da 1.500 euro destinato a chi ha ISEE fino a 30.000 euro e manda i figli alle scuole paritarie.

Alla scuola pubblica quindi non si dร , alla scuola pubblica si toglie sempre.

Una misura, a detta del Ministro, volta a favorire la libertร  di scelta educativa e di supporto alle famiglie meno abbienti, ma che suscita un vespaio di giuste polemiche poichรฉ depauperare la Scuola Pubblica significa avere Cittadine/i meno istruite/i e quindi non in grado di comprendere la differenza tra le bugie della propaganda e la realtร  dei tagli e degli sprechi indiscriminati a favore di investimenti improponibili.

Questo รจ solo un quadro generale di ciรฒ che sta avvenendo e, nel mentre, il Ministro dellโ€™Istruzione e del Merito continua a minimizzare e si spazientisce, quando gli unici a doversi spazientire dovrebbero essere i docenti ed il personale ATA, vittime di un sistema che li sta schiacciando.

Mai come ora la scuola deve essere il luogo in cui i ragazzi diventano i cittadini del domani, un posto dove ognuno puรฒ trovare le risposte ai piccoli o grandi disastri della quotidianitร  attraverso la cultura e dove noi docenti possiamo svolgere il nostro ruolo un poโ€™ piรน serenamente ed efficacemente.

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