
La libertà non si concede, si conquista. Un appello alla solidarietà internazionalista con il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), Ahmad Saadat, e con tutti i prigionieri politici. Libertà per tutti i prigionieri!
Dall’appello lanciato da Samidoun: Rete di Solidarietà con i Prigionieri Palestinesi, in occasione della Settimana di Azione per la Liberazione di Ahmad Sa’adat e tutti i prigionieri palestinesi.
Il 15 gennaio 2026 ricorre il 24° anniversario del rapimento di Ahmad Sa’adat, leader del movimento di liberazione palestinese e Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, da parte della cosiddetta “Autorità Palestinese” nell’ambito del suo “coordinamento di sicurezza” con il regime sionista.
Per quattro anni, Sa’adat e i suoi compagni sono stati imprigionati dall’Autorità Palestinese – sotto la sorveglianza di agenti statunitensi, britannici e canadesi – prima di essere rapiti, ancora una volta, il 14 marzo 2006 dalle forze di occupazione sioniste. Da allora, Sa’adat e i suoi compagni, leader del movimento dei prigionieri palestinesi, sono detenuti nelle famigerate prigioni sioniste, sottoposti a isolamento, torture, abusi medici e negligenza. Oggi, figurano tra i prigionieri di spicco quotidianamente minacciati di morte nelle carceri dell’occupazione.
Dal 7 ottobre 2023, nel contesto dell’inondazione di Al-Aqsa e del genocidio in corso del popolo palestinese, soprattutto a Gaza, almeno 87 prigionieri palestinesi identificati sono già stati assassinati all’interno delle carceri sioniste, direttamente sotto tortura o a causa di deliberate negligenze e abusi medici. In quasi tutti i casi, l’occupazione continua a tenere in ostaggio i corpi dei martiri, oltre a quelli di centinaia di martiri tenuti prigionieri dal regime sionista.
I prigionieri palestinesi sono sottoposti a una politica di privazione di cibo, privati delle visite dei familiari e persino di quelle legali, e soggetti a ripetute incursioni e attacchi all’interno delle carceri, il tutto con il pretesto di uno “stato di emergenza” che si protrae da oltre due anni.
I leader del movimento dei prigionieri, di cui Ahmad Sa’adat è una figura di spicco, insieme a Marwan Barghouti, Abdullah Barghouti, Ahed Abu Ghoulmeh, Anas Jaradat, Hassan Salameh, Abbas al-Sayyed, Ibrahim Hamed, Jamal Abu al-Haija, Muammar Shahrour, Muhannad Shreim e altri esponenti del movimento, sono presi di mira e subiscono abusi. Sono stati ripetutamente aggrediti e picchiati dalle guardie carcerarie, minacciati di morte, privati di cure mediche, lasciati morire di fame e rinchiusi in isolamento.
Allo stesso tempo, Ben-Gvir, responsabile della gestione dei prigionieri, e l’intero governo sionista stanno promuovendo una nuova “legge sull’esecuzione capitale” per legalizzare l’assassinio dei prigionieri palestinesi, in particolare di quelli designati come “prigionieri d’élite”.
Ora più che mai, dobbiamo organizzarci e far sentire la nostra voce per salvare, proteggere e liberare tutti i prigionieri palestinesi, e sostenere questi leader della resistenza e del movimento di liberazione palestinese sotto attacco.
I prigionieri palestinesi sono leader della Resistenza, in prima linea per la giustizia e la liberazione, che lottano incessantemente, con una volontà incrollabile, per la libertà in mezzo alle condizioni più terribili di tortura, abusi, negligenza medica e uccisioni deliberate. Questo è un momento cruciale per agire, intensificare la lotta e far sentire la loro voce – per la giustizia, il ritorno e la liberazione.
L’appello completo, lanciato in occasione della Settimana di Azione per la Liberazione di Ahmad Sa’adat e tutti i prigionieri palestinesi è qui: https://samidoun.net/2026/01/15-25-january-2026-join-the-week-of-action-to-free-ahmad-saadat-and-all-palestinian-prisoners.
