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Il Partito della Guerra le prova tutte. Spinto dalla disperazione, ormai si spinge sempre piรน in lร , cercando continuamente un nuovo pretesto per alzare lโ€™asticella dello scontro.

Carlo Calenda lo ha gridato forte e chiaro: sullโ€™esplosione di Colleferro insinua un possibile coinvolgimento russo e chiede al Governo di riferire in Parlamento.

Ma cโ€™รจ un fatto elementare che dovrebbe valere per tutti: la Procura di Velletri, che indaga sullโ€™esplosione allโ€™ex Simmel di Colleferro, non ha indicato alcun elemento che conduca a una pista russa. Le indagini sono appena iniziate e, proprio per questo, oggi si puรฒ ipotizzare tutto e il contrario di tutto.

Ed รจ precisamente in questo spazio di incertezza che si inserisce Calenda, con la sua consueta retorica guerrafondaia, tentando di insinuare nellโ€™opinione pubblica il dubbio che dietro lโ€™esplosione possa esserci un sabotaggio russo.

Noi diciamo una cosa semplice: prima vengono le indagini, poi le conclusioni. Non il contrario.

IL PRETESTO CHE SERVE AL PARTITO DELLA GUERRA

Gli esponenti del Partito della Guerra non sono certo degli ingenui. Al di lร  delle fake news della propaganda Nazi-Ucraina, troppo spesso riprese dalla nostra stampa come veritร  assolute, sanno perfettamente che la situazione sul campo di battaglia รจ drammatica per Zelensky. Lโ€™Ucraina รจ a corto di uomini, i russi sono a pochi kilometri dalle ultime fortezze di Kramatorsk e Sloviansk, eโ€™ in atto un blocco navale russo sullโ€™Ucraina, Zelensky non ha piรน missili Patriot e i governi europei a sostegno dellโ€™Ucraina sono in grande difficoltร . 

Il cancelliere tedesco Merz ha un indice di gradimento ai minimi, Macron รจ alle prese con crisi istituzionale e democratica permanente, Meloni e il centrodestra senza Vannacci sono destinati alla sconfitta, la Gran Bretagna il maggiore sponsor del governo Zelensky ha cambiato ben 5 primi ministri dallโ€™inizio dellโ€™operazione speciale di Putin. 

E sanno altrettanto bene che una eventuale disfatta di Kiev rappresenterebbe una pesantissima sconfitta politica per lโ€™Unione Europea e per quellโ€™establishment che, per anni, ha sostenuto una guerra contro la Russia presentandola come inevitabile e vittoriosa.

Per questo alcuni personaggi, come Calenda, sembrano spingere sempre piรน verso il coinvolgimento diretto dei Paesi europei e dellโ€™Italia nel conflitto.

Le insinuazioni sullโ€™esplosione di Colleferro, se trasformate in una pista geopolitica senza prove, si inseriscono perfettamente in questa logica.

Ed รจ una logica suicida.

UNA GUERRA DIRETTA CON LA RUSSIA SAREBBE UN INCUBO

Chi insiste sulla strada dellโ€™escalation dovrebbe spiegare agli italiani una cosa fondamentale: anche un coinvolgimento diretto degli Stati europei sul fronte del Donbass non garantirebbe affatto una vittoria contro la Russia.

Al contrario, significherebbe aprire uno scenario dagli esiti imprevedibili e potenzialmente catastrofici.

1) Migliaia di morti al fronte.

Nessun popolo europeo sarebbe disposto a sostenere il costo umano di una guerra convenzionale su vasta scala.

2) Lโ€™Europa non รจ preparata a una guerra lunga.

Gli eserciti europei hanno capacitร  e scorte limitate e le stesse industrie militari dovrebbero affrontare una mobilitazione produttiva di dimensioni enormi per sostenere un conflitto prolungato.

3)Il rischio nucleare sarebbe reale.

Un confronto diretto NATO-Russia aprirebbe la porta a una spirale di escalation dagli esiti incontrollabili. Lo stesso Lucio Caracciolo, direttore di Limes, ha piรน volte richiamato lโ€™attenzione sul rischio che un confronto diretto possa degenerare rapidamente fino al livello nucleare e questo tipo di guerra durerebbe 30 minuti. 

Questo รจ lo scenario verso cui Calenda e il Partito della Guerra pretendono di condurci?

Lโ€™ITALIA NON DEVE COMBATTERE CONTRO LA RUSSIA

Calenda puรฒ continuare a invocare escalation, riarmo e coinvolgimento diretto quanto vuole.

Noi diciamo NO.

Lโ€™Italia non ha nulla da guadagnare da una guerra contro la Russia.

Il popolo italiano non ha alcun interesse a mandare i propri figli a combattere sul fronte orientale.

Lโ€™Italia ha bisogno di pace, sicurezza, energia a prezzi accessibili, commercio e rapporti economici con tutti i Paesi, Russia compresa.

Abbiamo bisogno del mercato russo e delle sue risorse; la Russia ha bisogno dellโ€™Italia, del nostro know-how, della nostra tecnologia e delle nostre capacitร  industriali.

Questa รจ la strada che vogliamo: un partenariato fondato sulla cooperazione e sulla prosperitร  reciproca, non sulla guerra e sulla contrapposizione permanente.

Calenda puรฒ latrare quanto vuole.

Noi non andremo mai in guerra contro i russi. Non lo permetteremo. 

Il Partito Comunista di Unitร  Popolare del Lazio non accetterร  che Colleferro diventi il pretesto per trascinare lโ€™Italia dentro una guerra contro la Russia.

BASTA ESCALATION.

BASTA PROPAGANDA DI GUERRA.

PACE CON LA RUSSIA.

Lโ€™ITALIA FUORI DALLA GUERRA.

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