Il piano industriale Stellantis di Elkan è un progetto di deindustrializzazione per l’Italia. Il governo può e deve intervenire sul controllo di Stellantis per impedire il declino industriale. La golden power è lo strumento applicabile dal governo.

Di Leonardo Locci responsabile Lavoro Piemonte, del Comitato Centrale PCUP

L’UTILIZZO DELLA GOLDEN POWER SAREBBE UNA DOVEROSA APPLICAZIONE DELLA COSTITUZIONE

Il piano industriale Stellantis presentato a Detroit il 21 maggio scorso rappresenta una condanna alla deindustrializzazione ed emarginazione del ruolo dell’Italia nel settore automotive sul piano internazionale. Infatti, i 60 miliardi di euro di investimenti previsti fino al 2030 e i progetti di sviluppo produttivo e commerciale sono destinati prevalentemente agli Stati Uniti, alla Spagna, alla Francia, al Marocco e all’Algeria.

Il disimpegno di Stellantis dal tessuto produttivo del Paese è ulteriormente dimostrato dal progetto di trasferimento di centinaia di aziende dell’indotto dell’automotive dal territorio nazionale al territorio algerino per avere una filiera corta di approvvigionamento della componentistica necessaria allo stabilimento Stellantis di Tafraoui. Con questa finalità è stato organizzato alla Unione Industriale di Torino il 2 febbraio 2026 un convegno in cui Stellantis ha illustrato alle decine di aziende presenti le agevolazioni di cui avrebbero beneficiato in territorio algerino.

Se questo è il futuro che Stellantis delinea da qui al 2030 le conseguenze di deindustrializzazione e impoverimento del tessuto industriale nazionale, con inevitabili e catastrofiche ricadute negative sul piano occupazionale e sociale, saranno inevitabili.

A fronte di questa prospettiva diventa necessario esigere l’intervento del governo per svolgere le funzioni di controllo nella gestione del settore dell’automotive, strategico nell’economia del Paese, di cui Stellantis rappresenta il monopolio assoluto.

L’intervento del governo non sarebbe una indebita ingerenza nella gestione aziendale, bensì l’applicazione di un obbligo previsto dalla Costituzione il cui articolo 41 prevede: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.

È palese come un piano di deindustrializzazione come quello presentato da Stellantis rappresenti un danno all’economia del Paese e alla società attraverso la negazione del diritto al lavoro fondamentale per la creazione della ricchezza nel Paese e come strumento con cui la persona realizza la propria emancipazione e difende la propria dignità con l’inserimento sociale.

L’intervento dello Stato nella gestione della produzione nel settore automotive è necessario, possibile e doveroso per il carattere strategico del settore produttivo rappresentando il 6% del PIL ed occupando circa 300 mila lavoratori, considerando l’indotto.

E lo strumento che consente l’intervento del governo nella gestione di settori economici strategici, tra cui rientra a pieno titolo l’automotive, esiste già ed è la GOLDEN POWER, strumento normativo introdotto dal decreto-legge 21/2012 finalizzato a tutelare gli interessi strategici del Paese.

La GOLDEN POWER è uno strumento che il governo Meloni nel 2025 ha applicato ben 14 volte e anche a metà giugno 2026 per porre condizioni in operazioni societarie che riguardavano asset strategici per la sicurezza nazionale. È stato applicato anche il 10 aprile 2026 in seguito alla richiesta dell’amministratore delegato dell’azienda privata Pirelli, Tronchetti Provera, per ottenere l’intervento del governo Meloni finalizzato a limitare il peso del socio cinese, SINOCHEM, nel consiglio di amministrazione. Alla SINOCHEM, avendo la maggioranza relativa col 34,1%, applicando le leggi di mercato spetterebbero 8 consiglieri su 15 complessivi divenendo determinante nelle scelte industriali. L’applicazione della GOLDEN POWER ha impedito questo e fatto scendere da 8 a 3 il numero dei consiglieri dimostrando che il governo ha il potere di intervento quando lo ritiene necessario. Tuttavia, l’applicazione della GOLDEN POWER nel caso Pirelli non è stato un atto di sovranità del governo Meloni, bensì un ulteriore esempio di sudditanza e servilismo per soddisfare una richiesta del governo Trump. Infatti, una norma varata da Donald Trump consente agli Usa di bandire le vendite di prodotti contenenti software o hardware, come i nuovi pneumatici Cyber Tyre di Pirelli, realizzati da aziende che abbiano soci rilevanti cinesi o russi.

Se l’applicazione della GOLDEN POWER è possibile per soddisfare condizioni di Paesi terzi, anche agendo in deroga alle leggi di mercato, a maggiore ragione sarà possibile, necessario e doveroso applicare tale strumento nel momento in cui si tratta di difendere gli interessi economici strategici nazionali.

STELLANTIS HA NECESSITÀ DI UN PIANO DI RILANCIO CHE VALORIZZI, CON ADEGUATI INVESTIMENTI, I PROPRI CENTRI DI RICERCA E SVILUPPO E I LAVORATORI CHE IN ESSI SI APPLICANO CON CAPACITÀ ED ESPERIENZA.

STELLANTIS HA NECESSITÀ DI POTENZIARE GLI STABILIMENTI ITALIANI ATTRAVERSO UN PIANO DI RINNOVAMENTO DEI MODELLI E DELLE TECNOLOGIE APPLICATE ALL’AUTOMOTIVE, BLOCCANDO IL PROCESSO DI DEFINANZIAMENTO E DEINDUSTRIALIZZAZIONE IN ATTO AD OPERA DELLA FAMIGLIA ELKAN.

IL GOVERNO MELONI HA GLI STRUMENTI ED IL DOVERE DI INTERVENIRE PER PORRE LE CONDIZIONI AFFINCHÉ IL PIANO DI STELLANTIS SIA EFFETTIVAMENTE DI SVILUPPO PER LA NOSTRA ECONOMIA IMPEDENDO IL PROGETTO DI DECLINO E DEINDUSTRIALIZZAZIONE PRESENTATO DALLA FAMIGLIA ELKAN.

LUGLIO 2026

Lascia un commento