Il Partito Comunista Cinese celebra il suo 105° anniversario.

La Segreteria Nazionale del PCUP

Il primo luglio il Partito Comunista Cinese celebra il suo 105° anniversario. Per i lavoratori e le lavoratrici del mondo intero, per il movimento generale di classe, per tutti i comunisti, gli antimperialisti e i democratici avanzati, per tutti gli amanti della pace e per quanti sono impegnati nella lotta contro le pretese dell’imperialismo e la prepotenza del mondo unipolare, la data di fondazione del glorioso Partito Comunista Cinese non è semplicemente una data sul calendario, ma una celebrazione di memoria attiva nella lotta e nella battaglia politica quotidiana: il partito della classe operaia, dei contadini e degli operai, salito al potere attraverso una rivoluzione lunga e vittoriosa (1927-1949), esiste ed è attivo, opera e costruisce, giorno dopo giorno, il socialismo dai caratteri cinesi per una nuova era, nel Paese, la Repubblica Popolare Cinese, che è oggi il primo Paese al mondo per popolazione, con l’India, e la prima potenza economica globale in termini reali.

Nel 1917, al culmine del processo rivoluzionario che aveva portato prima, nel 1905, alla fine dell’assolutismo zarista e all’istituzione della prima Duma, poi, nel febbraio 1917, all’abdicazione dello zar, alla fine della dinastia Romanov e alla cessazione dello zarismo, infine, nell’ottobre 1917, al compimento della rivoluzione degli operai, dei contadini e dei soldati e alla fondazione del primo stato socialista della storia, si innesca il processo storico e politico che, di lì ad alcuni anni avrebbe portato alla fondazione del Partito comunista in Cina. Con il suo primo congresso, tra il 23 e il 31 luglio 1921, furono definiti gli obiettivi del Partito Comunista Cinese, che era stato fondato il precedente 1 luglio, nell’allora Concessione francese di Shanghai, con una cinquantina di iscritti, e il supporto dell’Internazionale Comunista: rovesciare la borghesia, ricostruire il Paese per mano delle classi lavoratrici, adoperarsi per l’eliminazione della divisione di classe, instaurare la dittatura democratica e rivoluzionaria del proletariato, abolire la proprietà privata capitalista e instaurare la proprietà collettiva dell’intera società su tutti gli assetti fondamentali della produzione, la terra, le grandi imprese, le banche. Compito centrale del Partito sarebbe stato quello di organizzare la classe operaia e fornire una guida al movimento operaio complessivo.

Il Partito Comunista Cinese ha una storia gloriosa di liberazione e di lotta: contro il militarismo giapponese, contro l’imperialismo statunitense, contro le ingerenze coloniali e neocoloniali. Non solo ha dimostrato che il socialismo non è un’utopia, ma una questione di organizzazione, disciplina e avanguardia, ma ha anche scritto le pagine più nobili della storia cinese del XX e del XXI secolo: contro l’egemonismo da grande potenza, contro il colonialismo e il neocolonialismo, contro l’imperialismo e le sue guerre, per uno sviluppo prospero e pacifico, per la definizione di vie nazionali al socialismo capaci di garantire il più potente sviluppo e il più esteso benessere ai lavoratori e alle più ampie masse popolari di tutti i Paesi.

Innumerevoli le conquiste del socialismo cinese con alla sua testa il Partito Comunista Cinese: lo sradicamento della povertà, raggiunto tramite massicci investimenti economici, sociali e infrastrutturali nelle aree rurali (strade, alloggi, infrastrutture, elettricità, energia, comunicazioni, internet), che ha portato a liberare dalla povertà, solo negli ultimi cinquant’anni, oltre 900 milioni di persone, il più grande processo di liberazione dalla povertà dell’intera storia umana; e poi la realizzazione del primo sistema sanitario con copertura universale delle cure di base; e poi ancora il gigantesco programma di protezione, tutele e previdenza sociale, vastissimo in numero e carattere. Senza contare gli straordinari, avanguardistici e pioneristici sviluppi nel campo delle tecnologie avanzate, delle nanotecnologie, della robotica, delle comunicazioni avanzate, dell’intelligenza artificiale.

Oggi sempre più, mentre gli Stati Uniti mettono Taiwan, il Giappone e le Filippine contro la Cina, l’Unione europea vara il proprio più grande programma di riarmo, militarizzazione e guerra a oltranza contro la Russia e la Nato si intromette in Asia e in tutti gli scacchieri del pianeta, mentre l’Occidente progetta la costruzione di città separate per le élite tecno-capitalistiche e di mondi ostili basati sul possesso esclusivo dei dati, degli algoritmi e di apparati militari sempre più mostruosi e distruttivi, è proprio il socialismo cinese, con la sua visione di una comunità di destino condiviso per l’intera umanità, a diventare uno scudo per tutti coloro che non vogliono vivere in un mondo sfigurato dal dominio della tecnica, della finanza, del capitale e della guerra.

Al segretario generale del Partito Comunista Cinese, presidente Xi Jinping, al Comitato Centrale, a tutti i compagni e le compagne del Partito Comunista Cinese vanno, da parte del Partito Comunista di Unità Popolare, i più fraterni auguri e le più vibranti congratulazioni, nella lunga strada di avanzamenti, di amicizia e di cooperazione che porterà il Partito e la Cina tutta a sempre più grandi traguardi a beneficio del popolo cinese e di tutta l’umanità. 

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