Che Guevara, memoria e lotta per la rivoluzione

Dipartimento Esteri PCUP

Il 14 giugno è una data importante per l’intero movimento comunista internazionale, nella quale commemoriamo l’anniversario della nascita del Comandante Ernesto “Che” Guevara.

Il “Che” non è solo una figura iconica del movimento rivoluzionario mondiale e della battaglia internazionalista per l’autodeterminazione, l’indipendenza e la liberazione dei popoli, delle più alte e nobili cause della dignità e della giustizia; il “Che” è anche una figura storica e politica di riferimento, fondamentale, nella costruzione del socialismo.

La sua vita, il suo pensiero e le sue azioni rappresentano un esempio concreto, palpabile, di cosa significhi essere internazionalisti, antimperialisti, rivoluzionari, di cosa rappresenti e cosa comporti la lotta dalla parte dei “dannati della Terra”, dalla parte della giustizia contro l’oppressione, lo sfruttamento e il dominio, di cosa significhi dare la vita per le più alte e nobili cause della giustizia e dell’umanità.

Come ebbe a ricordare il leader storico e comandante in capo della Rivoluzione socialista a Cuba, infatti, in occasione del 40. anniversario della dichiarazione del carattere socialista della Rivoluzione cubana: “Senza il socialismo, Cuba non si sarebbe trasformata in esempio per molte persone nel mondo e nella portavoce leale e costante delle cause più giuste dell’umanità”.

Nato il 14 giugno 1928, a Rosario, in Argentina, Ernesto “Che” Guevara ha forgiato la sua profonda e nobile coscienza politica e sociale viaggiando in tutta l’America Latina ed entrando direttamente, personalmente, a contatto con la povertà, la diseguaglianza e lo sfruttamento imperialista e neocoloniale, facendo una cosa sola della consapevolezza personale e della lotta rivoluzionaria contro ogni forma di ingiustizia.

Si unì al Movimento 26 Luglio al fianco del Comandate e leader storico della rivoluzione socialista a Cuba, Fidel, diventando uno stratega chiave per il trionfo della rivoluzione cubana nel 1959. Dopo aver ricoperto incarichi di alto livello nella nascente repubblica socialista di Cuba (ove fu prima Presidente della Banca centrale tra il 1959 e il 1961 e poi Ministro dell’Industria e dell’Economia tra il 1961 e il 1965), il suo impegno internazionalista lo portò a dimettersi  dagli incarichi istituzionali per concorrere alla propagazione e allo sviluppo della lotta rivoluzionaria in altri Paesi del mondo, in altre latitudini e altre geografie del pianeta.

Ha combattuto per la liberazione del Congo nel 1965 e, successivamente, in Bolivia dove fu assassinato per ordine dell’imperialismo nell’ottobre del 1967. Evidentemente, tuttavia, la sua morte fisica non ha fatto altro che amplificare la sua eredità, fino al punto da consegnarlo alla leggenda.

Ancora oggi, la sua fermezza ideologica, la sua etica rivoluzionaria, la sua profondità umana, la sua cultura politica, il suo concetto di “uomo nuovo” rimangono un lascito imprescindibile, una bussola per la lotta degli antimperialisti e dei rivoluzionari, ovunque nel mondo.

Non solo, come ebbe a dire Fidel, “il Che portò le idee del marxismo-leninismo alla loro espressione più fresca, più pura e più rivoluzionaria”, ma ancora, sempre nelle parole, anche queste ormai entrate nella storia, di Fidel: “Se volessimo esprimere come aspiriamo che siano i nostri combattenti rivoluzionari, i nostri militanti, i nostri uomini, dovremmo dire senza esitazione: che siano come il Che! Se volessimo esprimere come vogliamo che siano gli uomini delle future generazioni, dovremmo dire: che siano come il Che! Se volessimo dire come desideriamo che siano educati i nostri bambini, dovremmo dire: vogliamo che si educhino nello spirito del Che! Se volessimo un modello di uomo, un modello di uomo che non appartiene a questo tempo, che appartiene al futuro, dico di cuore che questo modello senza una singola macchia nella sua condotta, nel suo atteggiamento, nella sua esistenza, questo modello è il Che! Se volessimo esprimere come desideriamo che siano i nostri figli, dovremmo dire con tutto il cuore di veementi rivoluzionari: che siano come il Che!”.

Con la sua profonda e umanissima lezione rivoluzionaria, non possiamo che ripetere, ancora e ancora: fino alla vittoria, sempre! 

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