Il 19 Aprile si è tenuto, presso l’ambasciata di Cuba, l’incontro con Rigoberto Zarza Ross, direttore per l’Europa dell’Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP).

Di Marco Paparella PCUP Roma

Il 19 Aprile si è tenuto a Roma presso l’ambasciata un incontro in cui hanno partecipato il nuovo ambasciatore Jorge Luis Cepero Anguilar e Rigoberto Zarza Ross, direttore per l’Europa dell’Istituto Cubano di Amicizia coi Popoli (ICAP).

L’incontro s’è tenuto in una sala gremita ed ha riguardato più temi, a partire dalla resistenza del popolo cubano di fronte al rinnovato blocco imposto dagli Stati Uniti. Da oltre sessant’anni l’isola resiste all’ingerenza ed al costante embargo americano, ma l’offensiva che viene portata avanti da gennaio è tra le più violente di sempre. La penuria di carburanti, generi alimentari e farmaci sta influendo pesantemente sullo stato della popolazioni e le difficoltà materiali aggravano sempre più il difficile tenore di vita.

Le difficoltà erano iniziate fin dal 3 gennaio (giorno del rapimento del presidente del Venezuela Nicola Maduro) che ha estromesso Cuba dalla possibilità d’acquistare il petrolio venezuelano, ma un altro attacco è venuto dalla risoluzione approvata il 29 gennaio dagli Stati Uniti, in cui si minacciava ogni Paese latinoamericano che avesse voluto intrattenere rapporti commerciali con Cuba ed evitare l’embargo. Se da una parte vi sono alcuni Paesi amici (Colombia, Messico ed in parte Brasile) che sostengono e provano ad aiutare l’isola martoriata, molti altri Stati – come Ecaduor o Costarica, citati come esempio – hanno ridotto le relazioni diplomatiche ai limiti per paura di ritorsioni da parte del vicino statunitense.

Se le difficoltà e le sfide da affrontare rimangono impervie e quasi insostenibili per questa piccola isola combattiva, emergono tuttavia possibilità di sviluppo e di resistenza inaspettate. Da una parte è stato ricordato come il rinnovo della solidarietà internazionale da parte dei popoli – seppur solo simbolica ed a livello d’opinione pubblica – porti alla luce dei fatti l’azione criminosa perpetrata dall’amministrazione Trump (condannata più volte dall’Onu ed anche dalla stessa Unione Europea), ma dall’altra ciò che sta garantendo la tenuta del Paese è la presenza stessa dei e con i Brics.

Infatti anche se Cuba risulta non ancora membro effettivo, ma solo associato, l’assistenza fornita è indispensabile per poter continuare a resistere. In primis vi sono gli aiuti materiali, in particolare Russia e Cina: se la prima sta cercando di garantire con le sue navi cisterna un rifornimento in termini di petrolio e carburante utile per poter tener attive le strutture pubbliche (scuole, ospedali, edifici governativi, …), la seconda fornisce aiuti in generi alimentari e sta cercando d’accelerare una transizione energetica basata sullo sfruttamento dell’energia solare attraverso l’installazione di nuovi pannelli fotovoltaici. L’importanza del sistema Brics non si limita a ciò e sfodera la sua importanza in altri settori.

La possibilità di far parte di questo gruppo, permette a Cuba di poter richiedere prestiti e finanziamenti a tasso agevolato attraverso le Banche centrali di molti degli Stati aderenti i quali –potendo godere di sovranità ed indipendenza monetaria attraverso una loro valuta – garantiscono fondi più facili da sostenere e da poter ripagare; se si pensa che a livello internazionale l’altra grande alternativa è il Fondo Monetario Internazionale, è facile immaginare quanto tale possibilità risulti utile e vantaggiosa per uno Stato.

La sovranità monetaria è un fatto più volte sottolineato dai relatori ed in particolare da Zara Ross, il quale ha voluto ricordare quanto l’obiettivo dei Brics è di creare una nuova moneta, una valuta transazionale indipendente dal sistema di valuta regolata ed imposta dal dollaro. Di fronte a questa possibilità, è facile notare la politica aggressiva statunitense degli ultimi anni portata contro ogni possibile Stato indipendente o estraneo al sistema capitalistico-occidentale vigente (Cuba, Venezuela, Iran): la nascita di un nuovo mondo multipolare che si sta delineando tra attori forti ed attivi, rischia di dare il colpo di grazia ad un sistema traballante e sempre più in crisi strutturale come quello del decadente impero americano.

L’incontro tenuto il 19 ha potuto porre in luce come la solidarietà internazionalista sia un fattore fondamentale per garantire un’adeguata narrazione politica e garantire una presa di coscienza da parte della popolazione, ma ha sottolineato come solo un’organizzazione internazionale indipendente può garantire forze e possibilità ad ogni Stato che voglia attuare una politica propria e staccata dagli interessi dominanti e sfruttatori da parte degli Usa, dell’Unione Europea e del blocco occidentale capitalistico.

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