Segreteria PCUP
Comunicato

Sei compagni e compagne, cinque a Napoli e uno a Firenze, tra i quali, in buona sostanza, ampia parte del gruppo dirigente dei Carc di Napoli e Campania, sono stati colpiti, all’alba del 21 aprile, da un pesante provvedimento repressivo, che ha visto, in particolare, le abitazioni perquisite e i compagni e le compagne tradotti in Questura.
Si tratta di una misura pesantemente repressiva, volta a colpire la libertà di iniziativa politica e la stessa agibilità democratica, che si inserisce nel più ampio quadro di sistematica repressione del dissenso e della protesta, mirata a colpire l’iniziativa politica e le lotte sociali, che il governo reazionario delle destre ha ampiamento implementato, e di cui ha dato prova in ormai innumerevoli circostanze, sia con specifiche misure volte a colpire la libertà di critica e di dissenso, sia con provvedimenti normativi, a partire dai famigerati decreti sicurezza, che comprimono e sfigurano quella stessa democrazia borghese, formale, da loro stessi declamata con vuote parole.
Il pesante clima di intimidazione e di repressione, a suon di interventi disciplinari e circolari ministeriali, che sta colpendo la scuola, l’università, e i luoghi di produzione del sapere, aggredendo direttamente la libertà di insegnamento e la costruzione di un sapere critico, non omologato ai diktat delle destre; la militarizzazione delle scuole, dell’università e degli spazi urbani, con interventi repressivi e famigerate zone rosse, volte addirittura a interdire fondamentali diritti di mobilità e di cittadinanza; una stampa sempre più omologata e conformista; intellettuali e figure di primo piano del mondo della ricerca, dell’arte e della cultura cui letteralmente si impedisce di parlare e che vengono, come nel caso, non unico, del prof. Angelo D’Orsi, deliberatamente sottoposti a censura, e perfino parlamentari nazionali ed europei, tanto di destra quanto di centrosinistra, che addirittura esultano di fronte a questo stato di cose, sono solo alcuni tra i casi più eclatanti, per nulla isolati, che vengono a definire un disegno preciso: repressione del dissenso, aggressione alla libertà di iniziativa sociale, sindacale e politica, attacco alle lotte sociali e dei lavoratori, mortificazione della stessa democrazia.
Sempre più, con la democrazia, è in questione l’agibilità della lotta, su tutti i piani, politico, sociale, culturale, per la trasformazione sociale; lotta sociale e lotta democratica sono sempre più indisgiungibili e sempre più devono essere parte di una comune battaglia per la democrazia sostanziale, per la giustizia sociale, per un cambiamento radicale, in senso socialista, dello stato di cose presenti.
Come Partito Comunista di Unità Popolare, esprimendo la più piena solidarietà ai compagni e alle compagne colpiti dalla torsione repressiva, moltiplicheremo la nostra iniziativa non solo a difesa di tutti gli spazi di lotta sociale e di agibilità democratica, ma per un vero e proprio cambio di paradigma, per la democrazia piena e autentica, per il socialismo.
