di Lois Pérez Leira, 14 marzo 2026

Alla fine di aprile, Mosca non solo darà il benvenuto alla primavera, ma anche a quello che si preannuncia come l’epicentro di un sisma ideologico globale: il Congresso Mondiale per il Nuovo Socialismo del XXI secolo. Con il nome di “Sovintern”, questa iniziativa mira a unire partiti comunisti e socialisti e fronti ampi di ogni continente. Stiamo assistendo a un mero esercizio di nostalgia sovietica o alla strutturazione di una vera alternativa al declino del modello unipolare occidentale?
Una diagnosi urgente.
La convocazione di Sovintern non nasce dal nulla. Si basa su una diagnosi cruda e, per molti, inconfutabile. Viviamo in un’epoca in cui le élite occidentali sembrano aver esaurito la loro capacità di offrire stabilità. Il testo della convocazione è inequivocabile: guerra, neocolonialismo e un rischio ambientale senza precedenti.
L’argomentazione centrale è che il modello occidentale di “dominio globale” è in recessione, non solo economicamente, ma anche moralmente. Mentre il Sud del mondo si rafforza e avanza verso la multipolarità, la classe lavoratrice, sia al Nord che al Sud, vede i propri diritti erodersi e la ricchezza concentrarsi in una cerchia ristretta. È in questo scenario di incertezza che il socialismo intende riappropriarsi del suo ruolo storico.
Dall’Urss al “bolscevismo digitale”.
L’aspetto più affascinante di questa proposta è la sua dualità. Da un lato, vi è un’esplicita affermazione dei valori della civiltà sovietica: istruzione universale, assistenza sanitaria gratuita ed esplorazione scientifica a fini pacifici. Il Sovintern non fugge dal passato; lo abbraccia come prova che un’altra organizzazione sociale era, ed è, possibile.
Tuttavia, il progetto evita di cadere nell’anacronismo introducendo un concetto d’avanguardia: “bolscevichi digitali”. La proposta di creare una piattaforma online contemporanea, sicura e multilingue per un congresso permanente riconosce che la lotta politica oggi si combatte anche sui server e sulle reti. L’idea di una “Internazionale interattiva” potrebbe essere una chiave per superare le barriere geografiche che storicamente hanno limitato il coordinamento della sinistra globale.
Le sfide della “Grande Alleanza”.
Il cammino verso la Sovintern non sarà privo di ostacoli. Coordinare partiti che mantengono la propria “indipendenza politica e ideologica”, dal marxismo-leninismo più ortodosso al progressismo di fronte ampio, richiede una straordinaria abilità diplomatica.
Inoltre, individuare Mosca come sede nell’attuale contesto geopolitico invierà un messaggio inequivocabile: il nuovo socialismo non solo persegue la giustizia sociale, ma si allinea strategicamente con la rottura dell’ordine stabilito dalla Nato e da Washington.
Verso una nuova realtà politica?
Lo slogan “Cooperazione, non sfruttamento” risuona con forza in un mondo stanco di sanzioni e conflitti. Se la Sovintern riuscirà a trascendere la retorica e a consolidare la rete sociale globale di cui parla il suo appello all’azione, potremmo assistere alla nascita della prima vera struttura di resistenza politica adatta all’era dell’informazione.
L’incontro di Mosca alla fine di aprile sarà la cartina di tornasole. La sinistra globale riuscirà a unirsi nel quadro di un’unica piattaforma digitale e politica, o rimarrà una reliquia idealizzata del mondo che fu? Per ora, l’invito è sul tavolo: la ricerca della “pace invece della guerra” è un obiettivo che pochi, a prescindere dalla propria ideologia, oserebbero mettere in discussione.
