Resumen Latinoamericano, 31 marzo 2026

Dal 25 al 29 aprile si terrà a Mosca un incontro internazionale di forze politiche di sinistra, Sovintern, un chiaro riferimento all’appello per una “Internazionale Sovietica”, come un tempo esisteva l’Internazionale Comunista (Comintern).
Celebriamo questo appello fondamentale come una necessità storica urgente. Noi che ci ispiriamo al marxismo sappiamo che la lotta contro il capitalismo e per la costruzione del socialismo è una lotta di classe che articola dialetticamente la sfera nazionale di espressione della lotta e il carattere internazionale della costruzione del socialismo.
Se facciamo una rapida analisi del capitalismo (è sempre stato così, ma in questa fase le condizioni si sono accelerate), il mercato capitalistico è sempre stato un mercato globale (come descrive Marx nel capitolo XXIV del Capitale; anche alle sue origini, lo sviluppo industriale in Inghilterra richiese la colonizzazione e la tratta degli schiavi) e in questa fase di globalizzazione finanziaria, questo si è moltiplicato esponenzialmente.
D’altro canto, questa stessa tendenza è evidente nell’articolazione politica dell’imperialismo e nella complicità delle grandi potenze nelle azioni criminali dell’asse Usa-sionista, come si può constatare nel loro sostegno all’entità sionista e al genocidio che essa sta perpetrando in Palestina, o nella successione di crimini imperialisti contro i popoli di Afghanistan, Iraq, Libia, Somalia, Siria, Russia, Venezuela, Cuba e ora Iran.
Osserviamo inoltre che i nostri nemici di classe si stanno organizzando in diversi modi, ad esempio il recente incontro dei governi filo-fascisti della Nostra America in Florida sotto la bandiera dello “Scudo delle Americhe”, o gli incontri dell’“Internazionale” di estrema destra in vari paesi per coordinare le azioni (che hanno dato i loro frutti, vista la loro avanzata nel nostro continente).
Pertanto, è essenziale ricostruire uno spazio di articolazione teorica e politica per riconquistare l’iniziativa nella lotta di classe, promuovendo sia la riflessione sia lo sviluppo di tattiche comuni per affrontare il nemico di classe a livello locale, regionale e internazionale. È fondamentale riprendere l’iniziativa e costruire un terreno comune per porre il movimento della sinistra di classe in prima linea nella lotta internazionale per la costruzione del socialismo.
Ci troviamo in una fase storica in cui ci stiamo avvicinando a un pericoloso precipizio. Le forze imperialiste sono disperate a causa della perdita di egemonia ed è per questo che stanno diventando sempre più pericolose e violente. Diversi sono gli indicatori di questa tendenza, non solo la violenza scatenata dal sionismo contro la Palestina, ma anche le azioni terroristiche compiute dall’imperialismo contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, tra cui l’omicidio di civili e il rapimento del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, la deputata Cilia Flores, o l’ingiustificata aggressione militare dell’asse sionista-statunitense contro la Repubblica Islamica dell’Iran, incluso l’assassinio dell’ayatollah Ali Khamenei.
Per tutte queste ragioni, è essenziale recuperare un attributo intrinseco del movimento socialista e rivoluzionario, presente nel Dna dei nostri partiti: un’internazionale di forze anticapitaliste. Questa esigenza fu riconosciuta già nel 1864, anno di fondazione della Prima Internazionale, sette anni prima del primo governo operaio della storia: la Comune di Parigi.
Il nemico di classe, di fronte alla minaccia ai propri interessi, mette da parte le divergenze tattiche per unirsi a sostegno di un’egemonia strategica. Dobbiamo imparare la lezione: gli interessi strategici del proletariato devono prevalere sulle divergenze tattiche. Dobbiamo prima risolvere le contraddizioni principali, antagonistiche, e poi affrontare quelle secondarie. A tal fine, questo incontro convocato a Mosca deve servirci per rafforzarci, fornendoci un programma strategico comune e consolidando i legami fraterni tra le organizzazioni rivoluzionarie.
È essenziale accantonare le divergenze tattiche minori per progredire nella costruzione di una strategia comune. Dobbiamo rafforzare i nostri punti di accordo per superare le divergenze tattiche e iniziare a considerare che esiste qualcosa che ci trascende e va oltre i nostri ego: la necessità storica dell’unità per porre fine al capitalismo, in particolare nelle sue attuali forme aggressive: neofascismo, imperialismo e sionismo, che ci pongono, ancora una volta, sull’orlo dell’estinzione come specie (come diceva Marx: il capitale distrugge le sue due fonti di ricchezza: l’uomo e la natura).
Oggi più che mai, l’appello di Rosa Luxemburg del 1915, durante la Prima Guerra Mondiale, risuona con forza di fronte alla devastazione provocata dall’imperialismo: socialismo o barbarie.
