Segreteria Nazionale Partito Comunista Unità Popolare

Incapace di mantenere la propria egemonia, alle prese con una profonda crisi economica, sociale e, perfino, valoriale, sconfitto sul campo dalla straordinaria resistenza iraniana che ha saputo difendersi dall’aggressione statunitense e sionista e ha costretto la Casa Bianca a proporre un cessate il fuoco e accettare il piano negoziale di dieci punti proposto dall’Iran, l’imperialismo mostra tuttavia, alle prese con la propria crisi sempre più profonda e le proprie contraddizioni sempre più insanabili, il suo volto più inumano e violento.
Gli Stati Uniti scatenano guerre una dopo l’altra, stagliano la propria prepotenza sull’intero emisfero occidentale, riducono i cosiddetti alleati, tra i quali l’Italia, sempre più allo stato di cortigiani e vassalli, colpiscono la Nigeria, attaccano lo Yemen, aggrediscono l’Iran, e manifestano, al tempo stesso, il più pieno sostegno al progetto di sterminio del popolo palestinese che lo Stato di Israele sta perseguendo, al servizio del disegno suprematista della “Grande Israele”.
Lo Stato di Israele, a sua volta, consuma il genocidio del popolo palestinese di Gaza in diretta televisiva, tra sparute critiche e diffusa complicità delle potenze occidentali, dell’Unione europea e della Nato, avvia aggressioni in tutta la regione, nel sud della Siria, contro il Libano, contro lo Yemen, e sabota ogni ipotesi di sia pur fragile cessate il fuoco in Iran, compiendo l’ennesimo crimine di guerra e contro l’umanità sulla popolazione libanese: 160 bombe in 10 minuti, lanciate da 50 caccia su tutto il Libano, al prezzo di centinaia di vittime, distruzione e sofferenza senza fine.
Per l’Italia, la complicità con gli Stati Uniti e la presenza stessa delle oltre cento basi militari Usa e Nato sul nostro territorio non rappresentano solo un impedimento per una politica estera autonoma e indipendente, in linea con i bisogni e gli interessi delle masse popolari, dei lavoratori e delle lavoratrici del nostro Paese; rappresentano anche un rischio che, come ha indicato lo svolgimento stesso della guerra in Iran, espone il nostro Paese alle conseguenze imprevedibili dei progetti di guerra e dell’aggressività senza limiti degli Stati Uniti.
La complicità con Israele, responsabile di genocidio, pone l’Italia in una condizione insostenibile sul piano politico, giuridico, e, in ultima istanza, etico. La Corte penale internazionale ha emesso mandati d’arresto per crimini di guerra e contro l’umanità nei confronti del premier Netanyahu e dell’ex ministro della difesa Gallant. Diverse autorità delle Nazioni Unite hanno stigmatizzato le azioni dello Stato di Israele come autentico genocidio.
La partecipazione nella guerra e la complicità di fatto con il genocidio pongono il nostro Paese in stridente, e gravissima, contraddizione non solo con il diritto internazionale e la Costituzione repubblicana, ma con le più basilari ragioni dell’umanità, della giustizia e della pace.
Come Partito Comunista di Unità Popolare, insieme con tutte le forze sinceramente amanti della pace e della giustizia, abbiamo più volte ribadito i contenuti fondamentali della nostra lotta: cessazione immediata del genocidio e delle aggressioni in Libano, Siria, Yemen, Iran; pieno sostegno alla lotta di resistenza e di liberazione del popolo palestinese; liberazione dei prigionieri e diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi; pieno riconoscimento del diritto di autodeterminazione; ripresa e rilancio della campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS), interruzione immediata di ogni rapporto di gemellaggio con Israele da parte degli enti locali; contro ogni assurda, insostenibile e strumentale equiparazione tra antisionismo e antisemitismo, avanzata con l’unico obiettivo di delegittimare la lotta contro l’occupazione e la colonizzazione del territorio palestinese; cessazione dell’esportazione di armi verso Israele e legittime sanzioni economiche, diplomatiche e militari.
Questi ultimi, peraltro, sono temi di iniziativa politica e sociale sempre più urgente.
La Costituzione, con l’art. 11 e il ripudio della guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, e il quadro normativo, con la legge 185/1990 e il Trattato sul commercio delle armi in vigore dal 2014, vietano la fornitura di armi a Paesi coinvolti in politiche di guerra e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.
È una fondamentale questione di diritto e di giustizia: non si tratta solo del rispetto del diritto e della legalità, si tratta in particolare della lotta contro la criminale proiezione di potenza dell’imperialismo e del sionismo e a fianco delle lotte dei popoli per la propria libertà e i propri diritti.
Come Partito Comunista di Unità Popolare sosteniamo tutte le campagne e le iniziative coerentemente dalla parte della resistenza dei popoli in lotta contro l’imperialismo; le iniziative e le attività della campagna BDS per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele; la sospensione della cooperazione militare, l’acquisto e la vendita di armamenti con e da Israele; la sospensione dell’accordo di partenariato Ue-Israele.
È un terreno decisivo di civiltà e di giustizia che ci vedrà costantemente impegnati, nel senso della costruzione di un fronte ampio di popolo e di massa, per la più ampia mobilitazione popolare a difesa delle ragioni della pace e della giustizia.
