
Anche quest’anno, come Partito Comunista di Unità Popolare, siamo stati presenti, su invito del Partito Comunista Portoghese, alla Festa do Avante, che, come ogni anno, ha messo a disposizione dei partiti comunisti e delle organizzazioni progressiste di tutt’Europa e di tanti Paesi del mondo uno spazio positivo di confronto e dialogo, di relazione e approfondimento.
Come ci hanno detto i compagni e le compagne del Partito Comunista Portoghese, non è solo una festa per tutti e per tutte, una festa di popolo e dei popoli del mondo, ma anche un contributo positivo e fattivo per il dialogo e il coordinamento nella direzione dell’unità tra le forze comuniste a livello mondiale. Fondamentale, in questo senso, il panel “Contro il militarismo e la guerra! Per un’Europa di pace e di cooperazione!”.
“Il capitalismo porta la guerra come le nuvole portano la pioggia”
Il militarismo e le politiche interventiste degli Stati Uniti e delle altre potenze imperialiste riunite nel G7 sono espressione della natura sfruttatrice e predatoria del capitalismo e inseparabili dall’aggravarsi della sua crisi strutturale. Nonostante presentino i più alti livelli di disuguaglianza e povertà tra le principali potenze capitaliste, gli Stati Uniti sono anche, di gran lunga, il paese che spende di più in armamenti e in guerre. Il prossimo bilancio militare proposto dall’amministrazione Trump prevede un aumento di quasi il 50% della spesa militare, stabilendo un nuovo record di circa 1500 miliardi di dollari, pari a oltre il 40% dell’intera spesa militare globale.
Gli Stati Uniti possiedono inoltre oltre 800 basi e installazioni militari sparse in tutti i continenti. Solo in Italia sono 120 le basi e le installazioni militari USA e NATO, sparse ovunque lungo la penisola, inclusi depositi, radar e centri di comunicazioni con una presenza di oltre 12 mila militari statunitensi. E si trovano in uno stato di guerra permanente. Solo tra il 1991 e il 2022, hanno effettuato 251 interventi militari in altri paesi, più dei 218 interventi effettuati nei 193 anni precedenti, tra il 1798 e il 1990!
La NATO nel suo complesso rappresenta il 55% della spesa militare globale, quattro volte di più del bilancio della difesa cinese e dieci volte di più del bilancio della difesa russo. Aggiungendo le spese militari degli alleati della NATO come Giappone, Australia, Corea del Sud e Israele, si arriva al 60% della spesa militare globale, e, ciononostante, la NATO intende compiere addirittura un ulteriore e significativo incremento delle spese belliche, andando, sempre più decisamente e pericolosamente, vero una strategia di riarmo, militarizzazione e consolidamento dei presupposti per la guerra.
Il mondo è nel mirino dell’imperialismo!
Le azioni coercitive, ingerenti e aggressive degli Stati Uniti sono dirette, in un modo o nell’altro, contro tutti i paesi e i popoli che rivendicano i propri diritti e la propria sovranità e rifiutano i dettami dell’imperialismo e del neocolonialismo. In particolare, gli Stati Uniti identificano la Repubblica Popolare Cinese come il loro principale obiettivo strategico. Gli Stati Uniti non accettano concorrenti, né paesi sovrani; vogliono imporre il loro dominio egemonico sul pianeta a tutti i costi.
Pertanto, stanno facendo tutto il possibile per cercare di arrestare il rapido sviluppo economico, tecnologico e sociale della Cina. La promozione, da parte dell’imperialismo, del separatismo a Taiwan – territorio riconosciuto dalle Nazioni Unite e dalle stesse potenze imperialiste come parte integrante della Cina – la militarizzazione della regione Asia-Pacifico o l’escalation delle sanzioni economiche, anche con proiezione extraterritoriale, sono strumenti, del tutto illegali secondo il diritto internazionale, utilizzati dall’imperialismo per tentare di contenere lo sviluppo e il ruolo crescente della Cina.
Dietro il militarismo e la guerra si cela la minaccia del fascismo
Il militarismo va di pari passo con le politiche neoliberiste contro i lavoratori e il popolo, richiede il sacrificio dei loro salari e dei loro diritti, e la guerra richiede il sacrificio delle loro stesse vite. Pertanto, la dipendenza dalla guerra induce i governi al servizio del grande capitale a rafforzare l’autoritarismo, a limitare le libertà e i diritti democratici e a cedere alle tentazioni autoritarie, e a reprimere coloro che mostrano solidarietà con le vittime dell’imperialismo, come il popolo palestinese, o che si oppongono alla politica di guerra.
Pertanto, il grande capitale sta promuovendo e alimentando le forze di estrema destra e apertamente fasciste, tentando di creare le condizioni per imporre con la forza la propria politica di crescente sfruttamento e attacchi ai diritti e alla sovranità politica, alla quale si oppone la resistenza e la lotta dei lavoratori e del popolo. La storia dimostra che fascismo e guerra vanno sempre di pari passo e che, appunto, “il capitalismo porta la guerra come le nuvole portano la pioggia”.
Intensifichiamo la lotta per la pace! No al militarismo e alla guerra!
In un mondo segnato da gravi minacce, ma anche da un potenziale di resistenza e di lotta da parte di lavoratori e popoli, la lotta contro il militarismo e la guerra è una questione urgente nel nostro tempo. Dalla Festa do Avante, anche quest’anno, viene quindi un messaggio che è anche un grido di lotta e di impegno. Dare una possibilità alla pace, dire no al genocidio, alla barbarie, alla sequela di morte, sofferenza e distruzione della guerra, ai rischi dell’orrore nucleare. Rafforzare la lotta per la pace e la libertà in Palestina, denunciare e respingere l’escalation e la corsa agli armamenti dell’imperialismo.
Intensificare la lotta contro la NATO, contro la militarizzazione dell’Europa e contro l’aumento delle spese militari, che sacrificano le condizioni di vita dei lavoratori e dei popoli. Lottare per un mondo libero dalle armi nucleari. Rafforzare la lotta per la pace e la mobilitazione per un mondo di giustizia e uguaglianza. Unire la lotta per la pace e contro la guerra, il movimento antimperialista e la solidarietà con i popoli, e la lotta dei lavoratori e delle più vaste masse popolari in difesa della democrazia e del progresso. Se il capitalismo è la fonte delle guerre, solo il socialismo può garantire la pace e il futuro dell’umanità.
