La pace e qualche ragionamento sul Movimento 5 Stelle

Di Nino Frosini, PCUP Federazione di Pisa

Potrebbe sembrare uno slogan, ma è invece la questione centrale dell’attuale fase politica. Ma soprattutto è lo snodo cruciale atto a capire se per l’umanità ci sarà ancora un futuro da scrivere.

Mi pare quindi evidente, se mettiamo la Pace come premessa a qualsiasi altra considerazione politica, ideologica e culturale, quanto ciò sia poi vincolante in termini di scelte.

Purtroppo, nel panorama politico, strettosi a coorte intorno a Zelensky, non vi sono significative eccezioni. Sì, certo, la Lega ha i suoi bravi mal di pancia e pure dentro Fratelli d’Italia non mancano i borborigmi. Ma si sa, le responsabilità di governo pesano e le briglie della Nato, affittataci dagli americani -che però ne restano padroni- sono tenute ben strette.

Se poi a queste sommiamo le pressioni del business di bombe, missili e fucili… beh, eccoci qua. E ahinoi! Le cose vanno assai peggio sul versante delle opposizioni elettorali. Sì, soltanto elettorali; perché sul piano politico, se da una parte (a destra) si racconta di “obbligate” velleità guerriere, nella sinistra liberale si narra di guerra giusta, di pace, di democrazia e fucilate a fin di bene.

Laddove il bene, la Nato e l’Europa sono un’unica cosa. Un’unica cosa come il Partito Democratico Usa e quello italiano. Anche se poi a contare è solo quello d’oltreoceano.

Ma è tutta così l’opposizione? Solo opposizione elettorale e senza elementi di autentico rilievo politico? Beh, considerando le dichiarazioni e le prese di posizione (gli atti un po’ meno…) sembrerebbe di no. Sembra che il Movimento 5 Stelle abbia sviluppato posizioni assai diverse su tutte le questioni inerenti la guerra fra Russia e Ucraina, sui rischi altissimi ad essa connessi e sul da farsi.

D’altra parte, quando ci si trova ad assistere ad atti di guerra che da parte ucraina si iniziano ad estendere contro l’Iran, non dovrebbe volerci molto a intuirne i potenziali e nefasti sviluppi.

Però nel PD, a parte le fisiologiche articolazioni dovute alla sua natura e agli svariati escamotage suggeriti da tattica e malafede, nulla si muove verso politiche di pace e tutto viaggia a fianco delle istituzioni politico “armiere” dei belligeranti: UE, Nato, Volenterosi.

Quindi il vero nodo è: cosa faranno i 5 Stelle?

Perché se Conte e il suo movimento recepiscono una verità assai facile e letteralmente urlata dai fatti, e cioè che il Partito Democratico vuole il Campo Largo per sconfiggere elettoralmente la Meloni, ma non vuole affatto sfilarsi dalla guerra, anzi…

Ecco: se recepiscono tutto ciò e conseguentemente lo traducono in atti politici, qualsiasi persona o soggetto politico che sia dovrebbe esser capace di prenderne atto.

Insomma: il Movimento 5 Stelle come forza avversa alla guerra e fuori dal Campo Largo sarebbe buonissima cosa. Buona e da sostenere. Senza se e senza ma.

Se la Pace davvero viene prima di ogni altro aspetto -ed è veramente così- allora in questa fase storica non possono esserci titubanze, ma solo imperativi dettati dall’attualità politica e dai tremendi scenari internazionali.

Del resto, la togliattiana svolta di Salerno si basava proprio sull’alleanza antifascista partendo dall’avversione al fascismo. E fu proposta persino ai monarchici, molti dei quali affollavano gli alti gradi dell’esercito, avevano una discreta presenza nell’intellighenzia, negli apparati statali, ed erano antifascisti e antinazisti.

Insomma, sia pur con qualche anno di ritardo, si erano schierati con nettezza.

Dico questo perché sarebbe osceno pensare di criticare i “guerrieri d’Occidente” e poi camminarci insieme. La svolta di Salerno non si rivolgeva a chi nel Partito Nazionale Fascista criticava Mussolini ma restava fascista, oppure il contrario. No, vediamo di far chiarezza: si rivolgeva a chi volgeva le armi contro i fascisti per sparargli.

Quello allora era il compito prioritario. Oggi questa priorità è affidata alla pace.

Se vuoi essere credibile su questo piano non puoi certo farlo accompagnandoti a chi avendo ricevuto l’ordine di non fare una “pace sbagliata”, magari pensa di fare la “guerra giusta” insieme a Zelensky…

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