Come PCUP sosteniamo lo sciopero di Docenti e personale ATA promosso da vari sindacati, contro le prove invalsi, per l’aumento salariale del 30% di docenti e ATA, per assunzioni stabili e la fine del precariato, contro la riforma dei tecnici, per pensioni con retributivo, contro l’autonomia differenziata.

Invitiamo tutti a scioperare e partecipare alle mobilitazioni, la scuola è la spina dorsale di un Paese, dove si costruiscono le generazioni future e si investe sul proprio futuro.
La linea è chiara, fare una scuola per i ricchi e una per i poveri, tagliare sempre più insegnanti, precarizzarli e pagarli meno, ridurre i fondi per gli istituti scolastici e creare una cultura militare per inculcarla fin da piccoli per le future guerre che l’Italia dovrà fare.
DOBBIAMO IMPEDIRLO!
CONTRO LE PROVE INVALSI.
Il 6 e 7 maggio nella scuola Primaria vengono somministrate le prove Invalsi; scioperando, si potrà impedire lo svolgimento di questi quiz inutili e dannosi che:
a) non hanno determinato sviluppi positivi nel sistema educativo;
b) non misurano competenze poiché sono costituite da test decontestualizzati a risposta chiusa o aperta univoca; la valutazione delle competenze richiede strumenti specifici;
c) hanno diffuso nelle scuole la pratica del /teaching to test/, sottraendo tempo e attenzione alla didattica attiva.
RECUPERO DI ALMENOIL 30% DEL POTERE D’ACQUISTO DI DOCENTI ED ATA
Negli ultimi 30 anni, il potere d’acquisto di docenti ed ATA si è ridotto di circa il 30%. Gli aumenti del 6% nel contratto-miseria appena firmato non solo non compensano il forte calo dei salari, ma sono lontanissimi pure dal coprire l’inflazione del 14,8% dell’ultimo triennio. Questa continua perdita svaluta la funzione educativa, impoverendo le condizioni di vita di docenti e ATA. La qualità dell’istruzione dipende anche dal riconoscimento economico dei suoi protagonisti.
RITIRO DELLA RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI
La riduzione da 5 a 4 anni di studio negli Istituti Tecnici comporterebbe la compressione dei programmi e l’abbassamento della qualità, l’aumento delle ore settimanali e dei carichi di lavoro e di studio per docenti e studenti, la drastica perdita di posti di lavoro, l’aumento delle diseguaglianze educative, perché colpirebbe maggiormente gli studenti più “fragili” per i quali l’istruzione è l’unico motore di crescita.
PER DOCENTI ED ATA PENSIONE COME L’ULTIMO STIPENDIO E IN ETÀ COMPATIBILE CON UN LAVORO GRAVOSO E USURANTE – NO AL FONDO ESPERO E AL SILENZIO-ASSENSO
È necessario aumentare le risorse per le pensioni, garantendole pari all’ultimo stipendio e a un’età compatibile con la fatica fisica e psicologica del lavoro docente ed ATA. Il Fondo Espero è un’inaccettabile privatizzazione della previdenza, per giunta usando il liberticida silenzio-assenso per i neo-assunti.
ASSUNZIONE SU TUTTI I POSTI DISPONIBILI E RIPRISTINO DEL “DOPPIO CANALE” PER ELIMINARE IL PRECARIATO
Da decenni, più di 200.000 docenti e ATA vivono nell’instabilità cronica, privi di continuità didattica e di tutele, situazione che e danneggia la qualità dell’insegnamento e la continuità educativa. È necessario assumere “in ruolo” su tutti i posti vacanti e disponibili in organico, con procedure snelle e trasparenti e ripristinando il “doppio canale”.
RUOLO UNICO DEI DOCENTI.
La frammentazione degli insegnanti in ruoli e contratti differenziati ha creato disuguaglianze ingiustificate. Il ruolo unico docente, dall’Infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, intende riconoscere la natura unitaria della funzione docente. L’insegnamento, pur con le sue specificità, è fondato sulla medesima finalità educativa e formativa: dunque, con il ruolo unico, verrebbero superate le disparità contrattuali e di carriera.
NO ALLE INDICAZIONI NAZIONALI 2025.
Indicazioni fortemente ideologiche, intrise di nazionalismo e retorica, che usano la “valorizzazione dei talenti” per una selezione classista, per costruire l’egemonia politico-culturale della destra con l’ossessione identitaria e occidentalista, soprattutto nell’insegnamento della Storia, e con l’autoritarismo che le attraversa e che vieta (o limita) la didattica su sessualità ed affettività anche alle medie e alle superiori.
NO ALL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA.
L’Autonomia Differenziata non garantisce i servizi essenziali e i diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale, frammenta scuola e sanità creando disuguaglianze nell’offerta formativa, nei diritti sociali, in particolare nei diritti all’istruzione e alla salute della popolazione.
CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE.
Contro la cultura della guerra e la militarizzazione delle scuole. Gli stessi interessi di profitto per cui si aumentano le spese militari e si trascina l’Italia nei piani criminali UE-NATO tagliando fondi alla scuola
