Di Marco Perillo operaio meccaniche Stellantis Mirafiori e di Leonardo Locci responsabile lavoro Piemonte

Un progetto di cambiamento sociale nel nostro Paese non può prescindere da un reale e solido rapporto con il mondo del lavoro dipendente, la classe produttrice della reale ricchezza materiale e immateriale che fa funzionare l’economia del Paese. È partendo da questa consapevolezza che il PCUP decide, nel suo agire politico, di intraprendere un contatto diretto con i lavoratori la dove si creano le possibilità.
Nel caso specifico relativo al settore industriale strategico dell’automotive, rappresentato in modo monopolistico e parassitario nel nostro Paese da Stellantis, il PCUP ha deciso di presidiare lo stabilimento torinese Mirafiori di Stellantis, per aprire e consolidare un rapporto diretto con i lavoratori che tuttora sono rimasti in produzione dopo le molteplici dimissioni incentivate che, nei solo primi tre mesi di quest’anno, sono arrivati a oltre 1.000 in tutti gli stabilimenti italiani.
Mirafiori, con i suoi 3 milioni di metri quadri di superfice, è un simbolo storico della classe operaia italiana che in diverse occasioni ha stabilito i tempi e l’entità dei rinnovi contrattuali di diverse categorie di lavoratori che prendevano le lotte dello stabilimento come riferimento, tale era la sua forza contrattuale. Mirafiori è lo stabilimento che eroicamente si è speso nella lotta dei 35 giorni dell’ottobre 1980 nel braccio di ferro con l’amministratore delegato dell’allora FIAT, Romiti, ma che fu tradito dalle forze politiche e sindacali concertative le quali, anziché sostenere la dura lotta dei lavoratori, ritennero più giusto sopravvalutare il corteo dei 40.000 organizzato contro il blocco dei cancelli di Mirafiori a cui parteciparono capi e capetti accompagnati da loro parenti e amici, altrimenti non sarebbero arrivati a quel numero, chiedendo il rispetto del “loro” diritto al lavoro e la riapertura dei cancelli.
Quel criminale atto di tradimento dell’eroismo della classe operaia dell’allora FIAT ha portato oggi alla vergognosa e paradossale situazione in cui la politica industriale del settore dell’automotive, strategico per l’economia del Paese rappresentando il 6% del PIL, è tutta in mano al presidente di Stellantis, Elkann che esercita un monopolio parassitario, dannoso per la nostra economia.
Il parassitismo del monopolio della gestione Elkann è dimostrato dal chiaro ed evidente progetto di non puntare più, per il futuro, al potenziamento della ricerca e dello sviluppo nella produzione di veicoli, bensì di puntare ad una esistenza prevalentemente di rendita attraverso accordi joint venture con società cinesi.
Infatti, Stellantis ha acquisito recentemente il 20% della start up LEAPMOTOR, produttrice di city car e fondata in Cina nel 2016, e il 51% della società LEAPMOTOR INTERNATIONAL, creata nell’ottobre 2023. All’industria automobilistica cinese verrà messa a disposizione tutta la rete distributiva e di assistenza sul territorio di oltre 30 Paesi in cui è presente Stellantis, facendole risparmiare almeno due anni che sarebbero stati necessari per la costruzione di nuovi stabilimenti.
I guadagni futuri Elkann conta di conseguirli attraverso la semplice partecipazione azionaria in un mercato automotive in cui produzione, ricerca e sviluppo saranno a carico di LEAPMOTOR. Nello specifico, allo stabilimento di Mirafiori in questo progetto per il futuro è previsto che siano assegnate solo poche e semplici lavorazioni di carrozzeria per un modello di furgoncino elettrico da città, il VAN TO3, sempre di produzione LEAPMOTOR.
Dalle voci che arrivano dall’interno dello stabilimento Mirafiori le condizioni ambientali sono lo specchio del disinteresse e dei disinvestimenti che progressivamente si sono accumulati nel tempo. Rumori assordanti e ambienti nocivi perché non si investe nella tutela della salute del lavoratore e carichi di lavoro che fanno arrivare esausti a fine turno.
Il PCUP vorrà consolidare il rapporto vivo e diretto con i lavoratori Stellantis di Mirafiori, nella convinzione che soltanto il passaggio ad una gestione e programmazione aziendale pubblica, soltanto con una nazionalizzazione degli stabilimenti italiani di Stellantis, si potrà salvare e dare una prospettiva di futuro per il settore strategico dell’automotive, salvando il patrimonio di esperienza, capacità di progettazione e ricerca che la forza lavoro ha saputo esprimere nella storia della galassia FIAT-FCA-STELLANTIS.

