COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL PARTITO COMUNISTA DI UNITÀ POPOLARE

Per una larga alleanza popolare, contro la guerra, il carovita e la crisi sociale

L’Italia e l’Europa attraversano una fase estremamente delicata. Le tensioni internazionali, l’escalation dei conflitti e il progressivo coinvolgimento delle potenze occidentali alimentano il rischio di un allargamento della guerra su scala mondiale. Il nostro Paese, vincolato alla NATO e subordinato agli interessi strategici di Washington e Bruxelles, rischia di essere trascinato in una catastrofe che non corrisponde in alcun modo agli interessi dei lavoratori e del popolo italiano.

La priorità politica deve essere dunque impedire questa deriva: lavorare per la pace, contrastare il riarmo, opporsi all’utilizzo del territorio italiano come piattaforma militare e affermare con forza la necessità di tenere l’Italia fuori dal conflitto. Non vogliamo che le risorse pubbliche vengano sottratte a salari, pensioni, sanità, scuola e servizi sociali per alimentare l’economia di guerra.

A questa emergenza si accompagna una crisi sociale sempre più grave. Il carovita erode il potere d’acquisto, i salari restano insufficienti, la precarietà si estende e ampi settori popolari sono ormai esasperati da condizioni di vita insostenibili. Le mobilitazioni che hanno attraversato il Paese, culminate anche nello sciopero generale del 30 ottobre, dimostrano che esiste una disponibilità crescente alla lotta e alla convergenza tra lavoratori, studenti e altri settori sociali. Queste energie non possono essere disperse: hanno bisogno di una prospettiva politica e di una rappresentanza capace di dare continuità alle rivendicazioni.

È in questo quadro che la Segreteria Nazionale del Partito Comunista di Unità Popolare ha aderito al progetto Agorà e continua a sostenerlo nella costruzione sui territori, ma ritiene parimenti importante allargare ulteriormente il fronte sociale e politico; per questo accogliamo positivamente la proposta avanzata da Riconquistare l’Italia di lavorare alla costruzione di un’alleanza politica insieme ad altre forze organizzate.

Riteniamo che sia giunto il momento di compiere un salto di qualità. Non serve l’ennesimo cartello elettorale costruito attorno a poche sigle, né un accordo ristretto a organizzazioni che si riconoscono già nelle medesime tradizioni politiche. Occorre lavorare alla più larga unità popolare possibile, coinvolgendo tutte le forze politiche, sociali, culturali e associative che si collocano fuori dal sistema di potere dominante e che intendono contrastare, su basi concrete, la guerra, il carovita, le politiche neoliberiste, la subordinazione dell’Italia agli organismi sovranazionali e il progressivo impoverimento delle classi popolari.

Il PCUP ritiene che questa convergenza debba rispettare il pluralismo delle organizzazioni partecipanti, senza pretendere di cancellarne le identità e le differenze. L’unità deve fondarsi su obiettivi politici condivisi e su un programma essenziale, capace di parlare a quel vasto popolo che non si riconosce più nelle forze politiche tradizionali e che chiede risposte concrete alla crisi.

Esiste inoltre una questione democratica che non possiamo ignorare. Le regole elettorali e le soglie previste per la presentazione delle liste costituiscono un ostacolo particolarmente gravoso per le forze politiche indipendenti dai blocchi dominanti. Per superarlo occorre una mobilitazione comune, capace di mettere in campo le energie organizzative e territoriali necessarie a raccogliere le firme richieste e a garantire la presenza alle prossime elezioni politiche. Non possiamo accettare che una parte significativa del Paese venga privata della possibilità di esprimere una rappresentanza politica autonoma.

La proposta di Riconquistare l’Italia può quindi rappresentare un punto di partenza importante. La Segreteria Nazionale del PCUP è disponibile ad avviare un confronto immediato con tutte le realtà interessate, nella convinzione che sia necessario costruire un percorso aperto, inclusivo e operativo, senza preclusioni preventive.

Il nostro Documento Politico congressuale indica la necessità di ricollocare al centro il lavoro e la lotta di classe, uscire dalla NATO e dall’Unione Europea e costruire un partito comunista quale cardine unitario di un fronte di massa e di popolo. Questa impostazione non è in contraddizione con la costruzione di un’alleanza più ampia: ne costituisce il contributo specifico, nella consapevolezza che nessuna forza, da sola, può affrontare le dimensioni della crisi attuale e che sia necessario confrontarsi e giungere ad una sintesi capace di valorizzare gli elementi di convergenza piuttosto che di differenziazione.

Lanciamo un accorato appello alla responsabilità che grava oggi su chi dirige le organizzazioni. Non si può rimanere a guardare o tentare azioni velleitarie in solitaria, davanti le manifestazioni oceaniche, gli scioperi di massa e il protagonismo in difesa della costituzione. Chiediamo a tutti la massima responsabilità in questa fase storica particolarmente grave.

È il momento di unire le forze, superare le divisioni e dare voce politica a chi oggi non trova rappresentanza. Dalla lotta contro la guerra e il carovita alla costruzione di un’alternativa politica: lavoriamo insieme per restituire al popolo italiano la possibilità di decidere il proprio futuro.

La Segreteria Nazionale del Partito Comunista di Unità Popolare

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