Nel centenario della nascita di Fidel, leader storico della Rivoluzione a Cuba, gigante del Novecento.

Segreteria nazionale del Partito Comunista di Unità Popolare

«Ciò che gli imperialisti non ci possono perdonare», dichiarò Fidel Castro il 16 aprile 1961, nella storica dichiarazione sul carattere socialista della rivoluzione, «è che siamo qui, che abbiamo portato avanti una rivoluzione socialista proprio sotto il naso degli Stati Uniti…». La rivoluzione socialista a Cuba si inventò, sin dal primo momento, con cimento storico e creativo, difendendo pace e giustizia e preservando indipendenza e sovranità, consapevole del «senso del momento storico» e basandosi sulla lunga esperienza storica, politica, economica, sociale e culturale del marxismo e del leninismo, nutrendosi degli apporti fecondi che venivano dai marxismi novecenteschi, da Gramsci a Mao.

Fu Fidel, leader storico della Rivoluzione, in quanto gramscianamente e leninianamente dirigente e intellettuale, a guidare questa battaglia storica. Nel corso della sua vita, si è distinto come fervente e costante difensore della solidarietà, dell’amicizia tra i popoli, del multilateralismo, e instancabile promotore di una pace antimperialista. Ha sempre sostenuto che la pace è «pace positiva», legata indissolubilmente alla giustizia sociale, alla fine del colonialismo in tutte le sue forme e al rispetto della sovranità. I suoi discorsi alle Nazioni Unite (del 1960, 1979 e 2000, in particolare) sono pietre miliari della difesa di un ordine internazionale basato sull’eguaglianza e la giustizia e Cuba socialista è, da sempre, un fattore di pace, sicurezza ed equilibro nella regione e nel mondo intero.

Sin dal trionfo della rivoluzione, Cuba ha fatto della pace un preciso indirizzo politico, mantenendo una politica estera coerente di solidarietà internazionalista, non solo con i popoli del Sud del mondo ma anche con non pochi Paesi più ricchi. La storia del Novecento è piena delle pagine gloriose scritte dal socialismo cubano, dalla sua direzione politica, dai suoi combattenti eroici. Cuba ha inviato combattenti in Africa per sostenere le lotte di liberazione e i processi di decolonizzazione e di indipendenza, dall’azione del “Che” in Congo (1965) alla lotta contro l’apartheid in Sudafrica (1975-1989), dal sostegno a Bolivia, Guinea-Bissau (1966-1974), Etiopia (1977-1989), Namibia (1975-1990), Angola (1975-1991) fino al sostegno alla gloriosa lotta di liberazione dell’Algeria, e ha inviato medici, infermieri, tecnici, insegnanti e maestri di alfabetizzazione letteralmente ai quattro angoli del mondo per fornire cura e sostegno ai più poveri e ai popoli oppressi di tutto il pianeta.

Non vi è angolo di mondo che non abbia visto all’opera il messaggio di Fidel e l’azione del socialismo cubano, la stella vivida e luminosa della Rivoluzione. Tra i Paesi del G7, in particolare l’Italia deve il suo ringraziamento all’eroica e fattiva solidarietà di Cuba: 38 medici in Piemonte durante la prima ondata della pandemia di Covid-19; 52 medici in Lombardia per fronteggiare l’emergenza sanitaria; e ancora 500 medici in Calabria, ancora negli anni successivi alla pandemia, per impedire un vero e proprio collasso del sistema sanitario calabrese. E, a fronte di tutto ciò, Cuba, com’è noto, è, da oltre 65 anni, sottoposta al più lungo, crudele e inumano blocco economico mai imposto a un’intera nazione che comporta situazioni di vita sempre più difficili ed estreme per tutti i cubani.

Ispirata dal pensiero di Fidel, quella di Cuba è una vera e propria politica di pace a tutto tondo, attiva, dinamica e antimperialista, legata alla sovranità, all’indipendenza e all’autodeterminazione, alla cooperazione sud-sud, alla solidarietà internazionalista e all’eredità di Fidel, nella cui declinazione essa non solo matura sul terreno della lotta contro l’imperialismo e per l’affermazione dei principi fondamentali del socialismo cubano, libertà, dignità, emancipazione, indipendenza, solidarietà; bensì si svolge anche sul terreno di un’indicazione teorica autonoma e si configura coma una bussola, potente e attuale, nella lotta contro la guerra imperialista e per la pace. Essa è basata su cinque capisaldi: la visione cubana della pace; l’antimperialismo; la solidarietà internazionale e internazionalista; il ruolo geopolitico di carattere storico; l’impegno costante nel costruire pace con giustizia e diritti.

Nel centenario della sua nascita, la lezione di Fidel, la sua visione strategica, la sua prospettiva antimperialista e il suo pensiero politico e ideologico sono una guida imprescindibile per costruire un orizzonte di pace e giustizia nel turbolento scenario della guerra imperialista del nostro tempo. Come Partito Comunista di Unità Popolare siamo e saremo,  sempre e incrollabilmente, con Cuba socialista, e con le sue straordinarie conquiste di libertà, giustizia, pace, sovranità e indipendenza. 

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