A cura del Dipartimento Esteri del PCUP

I membri della delegazione internazionale presenti a Nairobi, capitale del Kenya, impegnati nei lavori della Conferenza antimperialista e nelle proteste contro il Summit Africa-Francia, sono stati rilasciati oggi, 15 maggio, ma ciò impone non di ridurre, bensì di incrementare l’impegno e la lotta di tutti gli antimperialisti conseguenti per la piena autodeterminazione e sovranità di tutti i popoli, dell’Africa e del mondo, e contro l’imperialismo, il colonialismo, il neocolonialismo e le autorità locali asservite agli interessi neocoloniali.
In Kenya, i compagni e le compagne del Partito Comunista Marxista del Kenya sono in prima fila nelle lotte e nelle manifestazioni contro il regime di Ruto e sono costantemente colpiti dalla violenza e dalla repressione del regime. Il regime ha vietato manifestazioni, istituito posti di blocco nella capitale e non solo, impedito la copertura mediatica durante le proteste, attuato incarcerazioni e torture, schierato l’esercito contro le proteste. L’asservimento ai diktat imperialistici e agli interessi neocoloniali, in uno con la campagna di violenza e repressione interna, fa il paio, come di consueto, con l’applicazione di misure economiche e sociali ferocemente antipopolari, letteralmente di lacrime e sangue, da scaricare interamente sui lavoratori e sulle masse popolari e i segmenti più poveri della popolazione. È in via di definizione, da parte del regime di Ruto, una nuova offensiva di austerità, che include un’accisa del 25% sui telefoni cellulari, l’IVA sui servizi digitali e basati su piattaforme, una maggiore tassazione sugli abiti usati, un aumento dell’imposta mensile sul reddito da locazione e norme più severe in materia di conformità fiscale che rafforzeranno le agenzie fiscali nei confronti soprattutto di piccole imprese e lavoratori informali, con il chiaro intento di colpire direttamente proprio settori tra i più fragili dell’economia nazionale. È facile intuire che simile misure comporteranno l’aumento del costo delle comunicazioni, dei servizi digitali, degli affitti, perfino degli abiti a basso costo e dei beni di prima necessità per milioni e milioni di persone.
La condizione materiale delle popolazioni kenyote, già durissima, sarà ulteriormente aggravata da queste misure, nel contesto già pesantissimo della crisi economica mondiale, portata dal fortissimo aumento dei costi energetici, del prezzo del carburante e dei generi alimentari, e del costo della vita, conseguenza dell’aggressione imperialistica di Usa e Israele contro l’Iran, che ha già provocato un grave shock nell’approvvigionamento petrolifero e un forte aumento dei prezzi non solo in Kenya. Il regime di Ruto si conferma, pertanto, strumento dell’imperialismo. Il Kenya è stato designato nel novero dei “principali alleati” non NATO, ha condannato la difesa attiva missilistica dell’Iran nel contesto dell’aggressione subita dalla Repubblica Islamica a opera di Usa e Israele, è sempre più allineato alla proiezione offensiva dell’imperialismo statunitense non solo in Africa ed è sempre più sulla via di diventare una vera e propria piattaforma per la proiezione dell’imperialismo contro le lotte e le rivendicazioni dei popoli.
Nel contesto di una vera e propria Terza Guerra Mondiale sempre più dispiegata lungo tutti i fronti dell’aggressività imperialistica e delle guerre, ultima in ordine di tempo in Iran, e dei genocidi, come quello della popolazione palestinese a Gaza, scatenate dagli Stati Uniti e dai loro alleati, è sempre più urgente e necessario sviluppare la lotta antimperialista su scala mondiale, promuovendo sempre più ampie convergenze e unità d’azione, e moltiplicando l’iniziativa di lotta sociale e di lotta democratica, per una democrazia autentica, contro l’imperialismo, per la pace con giustizia sociale.
Come abbiamo più volte ribadito, come Partito Comunista di Unità Popolare, l’autodeterminazione e l’indipendenza dell’Africa potranno essere raggiunte solo con una piena e completa liberazione del continente dall’imperialismo, dal colonialismo e dal neocolonialismo. Oggi, dall’Africa, tra gli altri dal Mali, dal Niger e dal Burkina Faso, con l’Alleanza degli Stati del Sahel, viene una delle più coraggiose iniziative nel senso della liberazione e dell’emancipazione dal dominio imperialistico e neocoloniale, in particolare della Francia e degli Stati Uniti, e nel senso, viceversa, della autodeterminazione, della sovranità e della dignità.
Per questo, come Partito Comunista di Unità Popolare, esigiamo la fine della repressione e della persecuzione, sul piano politico e giudiziario, nei confronti di attivisti e movimenti anticapitalisti e antimperialisti, la sospensione immediata di tutti gli accordi militari, politici ed economici imperialisti imposti al Kenya e al continente africano, e, da parte nostra, moltiplicheremo il nostro impegno per la fine dell’imperialismo, del colonialismo e del neocolonialismo, a fianco delle lotte dei popoli per la propria autodeterminazione, dignità e sovranità. La lotta contro l’imperialismo e il neocolonialismo continua!
