Per una mobilitazione di popolo a difesa di Cuba

Gianmarco Pisa responsabile Dipartimento Esteri PCUP

Ha scritto Isaac Saney, coordinatore del programma di Studi sulla diaspora afroamericana presso la Dalhousie University di Halifax, che “la lotta per difendere la Revolución – per preservare l’indipendenza, la sovranità e l’autodeterminazione di Cuba – non è semplicemente la lotta di una piccola nazione caraibica che resiste a un vicino potente. È piuttosto una lotta con conseguenze profonde e incalcolabili per l’America Latina, i Caraibi e la lotta globale per la giustizia, la dignità e i diritti dei popoli”.

“La posta in gioco a Cuba non è mai stata solo Cuba. Il destino della Revolución è inscindibile dalla più ampia contesa storica tra dominio ed emancipazione, tra impero e sovranità, tra un mondo ordinato dal profitto e dal potere e uno fondato sui bisogni umani e la dignità collettiva”.

Ancora una volta, gli Stati Uniti si spingono a sostenere che Cuba rappresenterebbe una minaccia per la propria sicurezza nazionale, un’accusa falsa, ridicola e inverosimile. Hanno imposto un blocco petrolifero, con conseguente paralisi di ospedali, scuole, industrie, servizi e trasporti.

Stanno cercando di impedire ai medici cubani, tra cui quelli attivi e indispensabili in Italia, di salvare vite; stanno tentando di paralizzare il sistema educativo, interamente pubblico, gratuito e universale; stanno cercando di privare Cuba perfino dell’energia necessaria per garantire l’accesso all’acqua e al cibo; in breve, intendono strangolare e asfissiare un Paese e un popolo.

Cuba non promuove il terrorismo, piuttosto ne è stata e continua a esserne vittima. Agisce per la pace e realizza quotidianamente solidarietà internazionale e internazionalista. È impegnata, sin dal trionfo della Revolución, a costruire una società giusta ed equa. Ha sradicato l’analfabetismo, curato milioni e milioni di persone, e ridotto i tassi di mortalità infantile e materna a livelli paragonabili a quelli dei Paesi più avanzati del mondo.

Non lancia bombe ma invia medici e insegnanti in altre nazioni, in tutti i continenti. Sviluppa vaccini distribuiti gratuitamente e, durante la pandemia di covid 19, ha dato un contributo essenziale, anche qui in Italia, a salvare vite, migliaia di vite. Promuove lo sport come diritto del popolo ed è il paese di lingua spagnola ad aver vinto il maggior numero di medaglie nella storia dei Giochi Olimpici.

Promuove l’arte e la cultura come diritto di tutti/e, e ha un sistema gratuito di scuole d’arte, dove si sono formati e si formano attori/attrici, registi/e, artisti/e, musicisti/e, ballerini/e, molti provenienti da famiglie povere, la cui arte è riconosciuta a livello internazionale e che, in un sistema diverso da quello cubano, difficilmente avrebbero potuto affermarsi.

Ci uniamo pertanto alla voce delle autorità e del popolo di Cuba che, compatto, resiste all’aggressione imperialistica e difende la propria libertà, indipendenza, sovranità, la propria autodeterminazione, il proprio originale modello economico e sociale, le conquiste straordinarie, sul piano politico, sociale, culturale, conseguite in oltre 60 anni di Revolución.  

Condanniamo l’ennesima escalation statunitense, il criminale bloqueo, le oltre 240 misure coercitive unilaterali e il più recente blocco petrolifero contro Cuba.

Esprimiamo la più ampia solidarietà internazionalista, una solidarietà politica e concreta, a difesa di Cuba, faro di dignità, giustizia ed emancipazione per il mondo intero.

Sosteniamo, sviluppiamo e moltiplichiamo tutte le iniziative, in senso internazionalista e antimperialista, a difesa di Cuba socialista e rilanciamo la proposta di una grande, sempre più urgente e necessaria, manifestazione nazionale, una mobilitazione di popolo a difesa di Cuba.

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