
Gli Stati Uniti e Israele hanno scatenato una brutale guerra di aggressione contro l’Iran: sono pesantemente colpite non solo la capitale Teheran, ma anche tutte le principali città del Paese, Isfahan, Qom e Karaj e diverse altre, e, a dispetto di quanto affermato nella propaganda di guerra di Trump e Netanyahu, l’obiettivo è chiaro: una vasta e massiccia guerra di aggressione per provocare la più violenta destabilizzazione del Paese e il più brutale cambio di governo in Iran, per determinare un cruento colpo di stato e installare un governo fantoccio, un vero e proprio collaborazionista, servile e allineato agli interessi e al disegno imperialista e sionista nella regione.
Con questa guerra di aggressione, mirata a distruggere l’Iran, a colpirne la sovranità e l’indipendenza, a provocare distruzione e sofferenza tra la popolazione civile, l’imperialismo statunitense si conferma ciò che è, la più pericolosa minaccia alla pace e alla sicurezza nel mondo e la più pesante aggressione alla indipendenza e alla libertà dei popoli, e, allo stesso modo, il regime sionista e suprematista di Israele si conferma ciò che è, l’avamposto del disegno di dominio in Asia occidentale, un dominio da imporre al prezzo di morte, distruzione, sangue e sofferenze, con la continua e criminale occupazione della Palestina, del Libano meridionale, del Golan siriano, le inenarrabili sofferenze imposte alla popolazione palestinese, e il genocidio, consumato in diretta televisiva e con la vergognosa complicità delle potenze occidentali, del popolo palestinese a Gaza.
La guerra di aggressione contro l’Iran, che fa seguito alla vile aggressione e all’inaudito sequestro del presidente legittimo e della prima combattente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro e Cilia Flores, al blocco energetico e al tentativo di invasione armata ai danni di Cuba socialista, alle continue minacce contro la Colombia e il Messico, perfino contro la Danimarca, alleato della Nato, per il controllo della Groenlandia, e ai piani di riarmo e militarizzazione del Pacifico diretti contro la Repubblica popolare cinese, mostra chiaramente la portata del disegno USA: una potenza in declino, gravata da un debito insostenibile, in preda agli effetti della doppia crisi, produttiva e commerciale, e dilaniata da una crisi sociale e culturale interna senza precedenti, che decide di rispondere al fallimento del proprio sistema e alla decadenza del suo ruolo nel mondo attraverso la via più diretta, brutale e pericolosa, quella della guerra economica, con i dazi e le misure coercitive unilaterali, e quella della guerra militare, con continue violazioni e aggressioni.
Come nei casi precedenti, della destabilizzazione violenta della Siria, della guerra di aggressione e di genocidio in Palestina, del tentato e fallito colpo di stato in Venezuela, del blocco e della tentata invasione mercenaria a Cuba, anche l’aggressione contro l’Iran è ben più di una nuova, l’ennesima, criminale violazione del diritto internazionale, della giustizia internazionale e dell’ordine internazionale: è l’ennesima applicazione della guerra multidimensionale, in cui l’aggressione armata si accompagna alla guerra mediatica, fatta di propaganda di guerra, controllo dell’informazione e della comunicazione, manipolazione dell’opinione pubblica, e alla guerra economica, come mostrano non solo i dazi e le sanzioni, ma anche le varie ed estese misure coercitive unilaterali, anch’esse del tutto arbitrarie, criminali e illegittime, selettivamente imposte a tutti i “nemici dell’Impero”, dalla Federazione Russa alla Repubblica Bolivariana del Venezuela, da Cuba socialista al Nicaragua sandinista, fino, evidentemente, all’Iran. Una guerra attraverso cui gli Stati Uniti e Israele sempre più puntano a precipitare l’intero pianeta in una spirale di guerra e terrore.
Non meno responsabili, sul piano politico e strategico, sono i Paesi, servili e complici, alleati degli USA e di Israele: insopportabile e vergognosa, da questo punto di vista, la posizione dell’Italia e del Governo Meloni, che rinuncia ad esprimere qualsiasi visione di politica internazionale e a giocare qualsivoglia ruolo nella regione strategica del Mediterraneo, Nord Africa e Asia occidentale, scegliendo un posizionamento vassallo e subordinato agli interessi e agli obiettivi della potenza statunitense. Si tratta di un chiaro esempio di “compattamento” del blocco occidentale, all’insegna della guerra e del genocidio, a difesa delle proprie sempre più incerte prerogative e della propria sempre più fragile egemonia, di fronte alla Cina popolare, al Sud globale, ai BRICS e al mondo multipolare che avanza. Le vergognose prese di posizione di ministri del governo italiano e perfino la sua partecipazione all’indecente “Board of Peace” di Trump indicano il fallimento di una intera classe dirigente, la svendita di sovranità e dignità nazionale, la vergogna in cui viene precipitato il nostro Paese.
Come Partito Comunista di Unità Popolare siamo ben consapevoli della posta in gioco, nella contesa storica tra dominio ed emancipazione, tra impero e sovranità, tra un mondo ordinato dal profitto e dal potere e uno fondato sui bisogni umani e la dignità collettiva: contro l’imperialismo e le sue guerre, a fianco di tutti i popoli che resistono al dominio del più forte e lottano per la propria autodeterminazione e per la pace con giustizia sociale; per la cacciata del Governo Meloni e il più ampio fronte di massa contro la guerra e l’imperialismo, contro la NATO e la UE, a difesa della pace e della giustizia, con le lotte dei popoli per la pace e il progresso sociale.
ESIGIAMO
– la fine immediata dei bombardamenti USA e Israele
– il ritiro di tutte le truppe italiane nelle missioni internazionali, soprattutto in mediorente
– fine di tutte le sanzioni e riattivazione dei canali diplomatici e commerciali con l’Iran
Proponiamo a tutte le forze responsabili mobilitazioni in tutta Italia davanti le basi NATO, alle ambasciate e ai consolati USA e Israele
