Álvaro Cunhal (10 novembre 1913 – 12 giugno 2005), figura fondamentale di dirigente politico e intellettuale del movimento comunista e rivoluzionario mondiale, un punto di riferimento!

di Gianmarco Pisa responsabile esteri MpRC e del Coordinamento Nazionale “Uniti per il Partito Comunista”

Persconferentie van de leider van de Portugese Communistische Part ij, Alvaro Cunhal in Krasnapolsky in Amsterdam; vlnr Albano Nunes , Domingos Abrantes en Cunhal *17 april 1980

Figura fondamentale di dirigente politico e intellettuale del movimento comunista e rivoluzionario mondiale, Álvaro Cunhal (10 novembre 1913 – 12 giugno 2005) è una figura a tutto tondo del pensiero e della prassi del movimento comunista portoghese e internazionale. Coraggioso e incrollabile combattente contro la dittatura di Salazar, durante la quale fu più volte messo in prigione, laureatosi in giurisprudenza, in carcere, nel 1937, è stato membro del Partito dal 1936, quindi segretario del Comitato centrale del PCP dal 1942 al 1949, e infine segretario generale dal 1961. Costretto all’esilio sin da quello stesso 1961, rientrò in patria con la gloriosa Rivoluzione dei Garofani (1974), ricoprendo per un anno, tra il 1974 e il 1975, la carica di Ministro dell’azione governativa nel governo rivoluzionario, proseguendo poi, per tutti gli anni Ottanta e sino al 1992, prima e dopo la fine dell’esperienza storica del socialismo sovietico, a svolgere un ruolo politico, intellettuale e culturale di primaria grandezza, non solo per il movimento comunista, ma anche per il più ampio movimento democratico.

Sono tanti i motivi per i quali ricordare oggi, 10 novembre, a venti anni dalla scomparsa, la figura e il lascito, che vive nel presente, di questo straordinario dirigente rivoluzionario. Alla sua raffinatissima cultura politica e filosofica, si deve una declinazione umanistica, rigorosa e mai dogmatica, della concezione leninista del Partito come soggetto politico di una dinamica umana, storica e sociale, che coinvolge le forze di produzione e il movimento di massa dei lavoratori e delle lavoratrici, di milioni di uomini e donne, nel progetto della trasformazione rivoluzionaria, nella direzione della trasformazione della società in senso socialista.

La sua concezione del partito rivoluzionario, “il Partito dalle pareti di vetro”, parla la lingua della trasparenza e della ricerca del dibattito aperto, come premessa di una ricerca politica e teorica antidogmatica, della pratica di un centralismo democratico propriamente rivoluzionario, che anticipa, nella vita del Partito, le caratteristiche della futura società socialista per la quale lottare.  La sua consapevolezza dell’attualità dell’imperialismo e della necessità della lotta antimperialista lo convincono, sin dai tempi dell’amministrazione Reagan, con una capacità davvero impressionante di lettura della tendenza storica, che “nella sua espressione più avventuristica e irresponsabile, com’è attualmente il governo degli Stati Uniti, lancia la corsa agli armamenti nucleari e alla militarizzazione dello spazio, e scatena una politica di vera crociata anticomunista, mettendo in pericolo la pace mondiale e l’esistenza stessa dell’umanità”, con parole che sarebbero anche oggi di attualità inconfutabile.

Rigorosamente marxista e leninista, Álvaro Cunhal ha sempre messo in guardia da ogni forma di dogmatismo e di idealismo, di pensiero speculativo e astratto: “Un marxista-leninista non può mai opporre i testi alla realtà. Non può negare una realtà che gli si presenta con il pretesto che i maestri non l’avevano prevista… Non si è marxista-leninista solo perché si dice «Viva il marxismo-leninismo» e si afferma la fedeltà ai principi, se questi sono intesi come pietrificati e fuori dalla realtà in cui si lotta. Per un partito che si dice marxista-leninista è importante esserlo di fatto”. E, unitamente a questa impostazione, l’analisi concreta della situazione concreta, per poter dare soluzioni concrete, efficaci, ai problemi reali, materiali che si parano innanzi nel cammino dell’emancipazione umana e della trasformazione politica: “I fatti provano che non ci sono né “modelli” di rivoluzione né “modelli” di socialismo. Ci sono leggi generali di sviluppo sociale che si verificano dovunque. Ci sono caratteristiche fondamentali, relative al modo di produzione e ai rapporti di produzione, delle formazioni sociali ed economiche che si succedono nella storia. In un processo di carattere universale ci sono esperienze di validità universale. Ma le specificità delle situazioni e dei processi determinano ed esigono una crescente differenziazione nelle soluzioni di problemi concreti, che in ogni Paese si presentano alle forze di trasformazione”.

Fondamentale la sua concezione della soggettività. “Essere comunista, scrive Cunhal, non consiste solo nell’avere un obiettivo politico e lottare per la sua realizzazione. Essere comunista non è solo un modo di agire politicamente. È un modo di pensare, di sentire e di vivere. E questo significa che i comunisti non hanno solo obiettivi politici e sociali, non hanno solo un’ideologia e un ideale di trasformazione della società, ma anche una morale propria, differente dalla morale della borghesia e superiore ad essa… la causa operaia ispira concetti e sentimenti di umanità, generosità, fraternità, solidarietà, amore per gli esseri umani”.

Come Movimento per la Rinascita Comunista, impegnati nella Piattaforma Uniti per il Partito Comunista, siamo orgogliosi di aver conseguito, con il fondamentale supporto della direzione politica del Partito Comunista Portoghese, la prima traduzione italiana assoluta del fondamentale lavoro di Álvaro Cunhal, “Il partito dalle pareti di vetro. Il Partito Comunista come strumento del processo rivoluzionario e «anticipazione» del socialismo”, e riconosciamo nella sua lezione, umana, politica, storica, un tratto decisivo nella nostra stessa costituzione. Ci uniamo, pertanto, a tutti i compagni e le compagne del Partito Comunista Portoghese nel ricordo di questa straordinaria figura del movimento comunista e rivoluzionario mondiale e siamo certi che, anche nel suo nome, sempre nuove vittorie e conquiste, nelle più diverse battaglie a difesa dei lavoratori e delle masse popolari, della democrazia e della giustizia sociale, contro la guerra e per la pace, saranno conseguite.

Lascia un commento