L’incontro del Partito Comunista di Unità Popolare con l’Ambasciata in Italia della Repubblica Popolare Democratica di Corea.

In un clima di grande cordialità e amicizia si è tenuto venerdì 27 marzo l’incontro tra Fosco Giannini, Segretario nazionale e Gianmarco Pisa responsabile esteri del Partito Comunista di Unità Popolare con l’Ambasciata in Italia della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Tante le motivazioni politiche di questa importante occasione di scambio e dialogo: sul piano generale, l’importanza decisiva, a livello storico e politico, del socialismo coreano, del carattere della trasformazione in senso socialista della Corea, e dell’originale esperimento di trasformazione che il socialismo coreano ha posto in essere e sempre più incisivamente va consolidando. E poi ancora, sul piano politico e strategico, direttamente proiettato nell’attualità, il ruolo della Repubblica Popolare Democratica di Corea nello scacchiere regionale e internazionale, di fronte alle minacce sempre più esplicite dell’imperialismo statunitense e dell’imperialismo nipponico nella regione dell’Asia orientale e del Pacifico, il ruolo sempre più aggressivo assunto dalla Corea del Sud e dal Giappone stesso in linea con gli interessi nord-americani nell’area e in chiara funzione anti-russa e, soprattutto, anti-cinese, la minaccia di guerra, e di guerra nucleare, che gli Stati Uniti stendono sul continente e sul pianeta intero, ponendo, potenzialmente, a rischio la sopravvivenza del pianeta e il futuro stesso dell’umanità.

In termini generali, l’Asia rappresenta uno scenario strategico, sovente trascurato, in realtà decisivo, per i comunisti in Italia. Da un lato, si confermano la carica vitale e il potenziale innovativo di esperienze socialiste storiche in pieno sviluppo, a partire dalla Repubblica popolare cinese, passando per la Repubblica socialista del Vietnam, la Repubblica popolare democratica del Laos, e, appunto, la Repubblica popolare democratica di Corea, che non solo prosegue nel suo autonomo e creativo progetto di costruzione e innovazione del socialismo (basato sul «Socialismo del Juche», centrato nei principi di indipendenza, creatività e coscienza, e concepito come una declinazione antropocentrica e patriottica del leninismo), ma registra significativi sviluppi in termini di avanzamento tecnologico e di crescita economica. Dall’altro, si manifestano in specifici contesti tendenze progressive, declinate in termini di istanze di giustizia sociale e di indipendenza nazionale, come nel caso dello Sri Lanka (dove i comunisti del JVP hanno vinto le elezioni presidenziali e parlamentari del 2024) o, in India, con il caso del Kerala (dove i comunisti del CPI(M) governano e dove, grazie alla lunga esperienza comunista di governo, è stata conseguita, il primo novembre scorso, l’eliminazione della povertà estrema, primo stato indiano a raggiungere tale obiettivo) che mostrano chiaramente le aspirazioni di vaste masse del continente asiatico, nei più vari scacchieri, in senso antimperialista e patriottico.

Nello specifico dell’originale modello di trasformazione in senso socialista sperimentato in Corea, il Socialismo del Juche rappresenta «la grande ideologia guida dell’era dell’indipendenza, volta alla costruzione del nostro stile di socialismo incentrato sul partito rivoluzionario jucheano, sulle forze armate rivoluzionarie, sul governo popolare, sulle masse popolari e sulla difesa del Paese, affermando una potenza socialista indipendente, autosufficiente e autonoma». Il recente, storico, IX Congresso del Partito del Lavoro di Corea, sul quale l’incontro si è ampiamente soffermato, ha avuto un carattere di primaria importanza e ha consentito di porre obiettivi di vasta portata al centro dell’impegno delle autorità e del popolo coreano. Il Congresso ha posto come obiettivo quello della costruzione, dell’implementazione e del consolidamento di basi di sviluppo orientate a un rafforzamento della stabilità e della sostenibilità dello sviluppo economico e sociale, nel senso di orientare il processo di trasformazione sempre più verso un obiettivo generale di “qualità dello sviluppo”, e, di conseguenza, per il miglioramento sostanziale della qualità della vita della popolazione, consolidando, al tempo stesso, i successi conseguiti durante il mandato precedente, scaturito dall’VIII Congresso.

L’avvio del nuovo piano quinquennale 2026-2030 ha posto quindi l’attenzione sui nuovi obiettivi per il nuovo piano, in particolare, lo sviluppo economico e sociale basato sulla scienza e la tecnologia, la qualità dello sviluppo a beneficio della popolazione nella sua totalità, l’ampliamento del benessere e del miglioramento ulteriore delle condizioni di vita del popolo, e l’ulteriore sviluppo, nel tempo delle minacce ibride, della guerra multidimensionale e della terza guerra mondiale, ormai conclamata, dispiegata dall’imperialismo, del settore della difesa. Il discorso programmatico del Segretario Generale del Partito del Lavoro di Corea e Presidente della Repubblica Popolare Democratica di Corea, Kim Jong-un, alla I sessione della XV Assemblea Popolare Suprema, ha fatto precisamente riferimento a queste chiavi dello sviluppo, richiamando l’importanza decisiva di “procedere con maggior vigore con le tre rivoluzioni (ideologica, tecnologica e culturale) di pari passo con la situazione attuale dell’edificazione socialista, aderendo coerentemente al principio di indipendenza, autosufficienza e autonomia nella difesa e al principio del primato del popolo”, osservando altresì, per un verso, che “l’ambito principale della nostra lotta attuale è lo sviluppo regionale, volto a trasformare le condizioni di vita delle popolazioni di provincia” e, per l’altro, che “dovranno essere trovate soluzioni corrette nell’ottica di dare una gestione unificata a tutte le attività economiche nel territorio della Repubblica, elevare il senso di responsabilità e la creatività delle imprese e, soprattutto, suscitare l’entusiasmo e la creatività rivoluzionari delle masse popolari. Un impegno decisivo dovrà essere inoltre dedicato al miglioramento della qualità dei prodotti, per uno sviluppo graduale e qualitativo nel periodo del nuovo piano a lungo termine. Oggi il tenore di vita materiale del popolo va migliorando quotidianamente e tutti, ovunque, richiedono prodotti di qualità; essa è legata principalmente al livello di modernizzazione delle linee produttive e degli equipaggiamenti e alla qualità delle materie prime e degli altri materiali; in particolar modo, dipende largamente dal livello delle abilità tecniche dei produttori”.

Schiacciata dalla retorica dell’imperialismo in un cono d’ombra di isolamento e di arretratezza, la Repubblica Popolare Democratica di Corea è viceversa artefice di un originale ed efficace progetto di trasformazione economica e sociale in senso socialista e, al tempo stesso, protagonista di un significativo processo di avanzamento nel senso del benessere diffuso e della qualità generale dello sviluppo economico e sociale in tutti i settori. Progresso sociale, innovazione tecnologica, sicurezza e difesa, uniti alla lotta per la pace e la sicurezza internazionale, contrastando la tendenza alla legge del più forte, lavorando per la difesa del diritto internazionale, promuovendo la difesa di un ordine internazionale basato in primo luogo sulla giustizia, sono alcuni dei temi emersi nel dialogo tenuto con la nostra delegazione, tra i tanti spunti di dialogo e di scambio di comune interesse che è stato possibile sviluppare. Tra questi, uno, nel tempo della disarticolazione dell’ordine internazionale, merita di essere sottolineato: il grande tema, sociale, politico e strategico, al tempo stesso, della giustizia, giustizia sociale e internazionale, come chiave di volta di un ordine internazionale in grado di garantire l’eguaglianza sovrana tra le nazioni, la non ingerenza nelle questioni interne, la difesa delle prerogative sovrane sulla base del diritto internazionale.

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