REFERENDUM: DALLA VITTORIA DEL “NO” LE BASI PER LA COSTRUZIONE DI UN FRONTE AMPIO CONTRO LA GUERRA, PER IL LAVORO E PER L’ALTERNATIVA!

Il NO ha vinto! I lavoratori, i giovani, la democrazia, hanno vinto!

Il Partito Comunista di Unità Popolare, con le sue tante iniziative e col suo forte impegno, dalla Calabria alle Marche, da Torino a Milano, dal Nord al Centro e al Sud d’Italia, ha offerto il proprio, significativo, contributo alla vittoria!

Ha vinto l’unità dei comunisti e delle forze della trasformazione sociale e politica popolare, ben lontana e alternativa alla complicità del centro sinistra/campo largo alle politiche di guerra e liberiste degli USA, della NATO e dell’UE.

Difendere la Costituzione nata dalla Guerra di Liberazione, dalla Resistenza partigiana e antifascista: è questo uno dei primari obiettivi che il Partito Comunista di Unità Popolare si è attribuito al proprio Congresso Costitutivo del 24/25 gennaio scorso: l’impegno per difendere libertà e la democrazia e garantire l’equilibrio dei poteri dello Stato per evitare che la stessa democrazia degeneri in dittatura.

E non vi è dubbio che la conquista della democrazia ratificata nella Carta Costituzionale è stata messa in pregiudizio dalla Riforma Meloni-Nordio, che costituiva un attacco violento alle fondamenta della Repubblica così come progettata e voluta dai Padri Costituenti.

Oggi, con la vittoria del NO,  questa giornata diviene storica per chi come noi crede nella democrazia: il risultato uscito dalle urne ha dimostrato che l’attacco ai valori costituzionali promosso dal governo Meloni è stato rigettato dagli elettori con un’evidente bocciatura (7/8 punti percentuali di scarto tra il NO ed il SI).

Ma l’esito largamente positivo di questo Referendum ci induce e deve indurci ad un’analisi di più ampio respiro.

Intanto, l’aumento percentuale dei votanti: dopo tanti anni si sono recati al voto tante cittadine e cittadini che da molto tempo disertavano le urne.

Tra questi, appare evidente come abbia svolto un ruolo decisivo, per la vittoria, la sinistra di classe diffusa, contraria alla guerra, contraria alle politiche ultraliberiste e antioperaie dell’UE, in opposizione al governo Meloni e alle destre, ma che   che da anni non votava perché non riteneva e non ritiene le opzioni politiche esistenti (ed in particolare quelle del PD) adeguate alla lotta contro la guerra ed il riarmo e a soddisfare i bisogni delle fasce sociali più deboli. Quella stessa area che crede fortemente e convintamente nei valori costituzionali e in massa si è recata alle urne per difendere la Costituzione.

Lo scarto decisivo (tra il 7 e l’8%, ripetiamo) tra il consenso al SI e quello al NO è stato costituito dai comunisti e dalle forze della sinistra di trasformazione sociale, uniti nelle urne.

Il voto giovanile è stato, assieme al ritorno dei lavoratori e di tanta parte dei cittadini e delle cittadine al voto, la vera, positiva, sorpresa di questo Referendum.

La vittoria del NO ha dimostrato che vi à un forte desiderio dei lavoratori e dei giovani di vero cambiamento, al quale desiderio i comunisti e le forze avanzate devono ora dare risposta!

In queste stesse ore successive alla vittoria del NO, nel campo largo già si litiga per le primarie e per definire la leadership del centro sinistra, rimuovendo drasticamente da questa non nobile discussione, priva di princìpi, programmi e ideali, le questioni della guerra, del riarmo, della NATO e delle politiche guerrafondaie e antipopolari dell’UE.

Ed è questa stessa inclinazione moderata e subordinata del campo largo a dire al vasto Fronte di comunisti e di forze per la trasformazione sociale che il NO ha messo in luce, che l’ora è giunta per l’unità e per la messa in campo di un Fronte Ampio per l’alternativa!

Il Fronte Ampio è la proposta unitaria, razionale e di cambiamento sociale e politico che il Partito Comunista di Unità Popolare sta lanciando ovunque e lancia a tutte le forze avanzate, libere dal centro sinistra e inclini alla trasformazione sociale!

La vittoria del NO ci dice che la costruzione del Fronte Ampio è possibile! Sin dalle prossime ore, dunque, sia a livello nazionale che nei territori, avanzi e si consolidi il Fronte Ampio per l’alternativa! 

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