DEINDUSTRIALIZZAZIONE Grugliasco (To) 22 marzo 2026, cronaca del convegno organizzato dall’Associazione Culturale Interstampa e dal Partito Comunista di Unità Popolare sulla crisi economico produttiva e le responsabilità dei governi nazionali e della UE.

A cura della redazione

Oggi, 22 marzo si è svolto presso il centro civico “Nello Farina” di Grugliasco il convegno proposto dal PCUP sul tema. “Deindustrializzazione, la crisi economico produttiva dell’Italia e le responsabilità dei governi nazionali e della UE”

Hanno accettato l’invito a parteciparvi, fornendo il proprio importante contributo, Strumia Renato della CUB, Mannori Gianni della FIOM, Scarpone Andrea dei CARC, in collegamento Pellegrinelli Giorgio di Rifondazione Comunista, Turigliatto Franco di Sinistra Anticapitalista e ha chiuso il convegno Giannini Fosco segretario nazionale del PCUP.

La nota comune a tutti gli interventi degli invitati è stata la condivisione della proposta avanzata nel convegno e cioè quella di fare un fronte comune per perseguire un intervento della mano pubblica nella gestione delle crisi che affliggono tutti i settori produttivi del paese a cominciare dai settori strategici come automotive, acciaio, energia, infrastrutture e dei servizi fondamentali come la sanità, trasporti, scuola ecc.

Tutti gli interventi hanno confermato la necessità di attivare una campagna all’insegna della nazionalizzazione delle aziende operanti nei settori strategici e tra questi il settore dell’automotive, condividendo la proposta lanciata dal convegno di dare continuità a contatti reciproci finalizzati a realizzare iniziative, a partire dai territori, per contrastare la vulgata diffusa dai media mainstream “meno stato più mercato” denunciando come questo concetto liberale abbia portato alla disastrosa situazione attuale di deindustrializzazione nel Paese.

Nelle conclusioni del segretario Fosco Giannini ha destato molto interesse il fatto che attualmente, se ci fosse un adeguato rapporto di forza, si potrebbe esigere l’applicazione della “golden power” da parte del governo per impedire tutte le operazioni speculative di svendite ai fondi multinazionali, a prevalenza USA, delle aziende straniere strategiche per la nostra economia.

La “golden power” è stata istituita dal Decreto Legge del 15 marzo 2012 n° 21, convertito dalla Legge 11 maggio 2012 n° 56, e conferisce al governo poteri speciali per proteggere asset strategici nazionali, potendo imporre condizioni o bloccare acquisizioni societarie allargando il controllo a settori della difesa, sicurezza, energia, trasporti e telecomunicazioni.

Quindi, con l’applicazione della “golden power” si sarebbe potuta evitare la svendita del patrimonio industriale ai pescecani speculativi dei fondi multinazionali stranieri come avvenne, per esempio, con Magneti Marelli venduta da FCA alla giapponese Calsonic Kansei, e con la COMAU ceduta da Stellantis al fondo americano Ony Equity Parteners.

Il convegno si è chiuso con l’impegno di dare continuità al rapporto tra le organizzazioni presenti e ad allargare i contatti ad componenti sociali interessate al progetto discusso.

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