Di Fosco Giannini, Segretario generale PCUP
Alle compagne e ai compagni, ai dirigenti territoriali, a tutti i militanti e agli iscritti del nostro Partito, il Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP):

vi sono momenti decisivi per tutti noi, per dimostrare l’utilità politica, il senso politico profondo del nostro Partito, per dimostrare a noi stessi la giustezza della nostra scelta di militare nel PCUP, per la crescita stessa del nostro Partito, per il suo futuro. Un momento decisivo è ora, mentre gli Usa e Israele compiono l’orrore della guerra contro l’Iran, massacrano deliberatamente il popolo iraniano, colpiscono città, quartieri popolari, scuole (a che ideologia perversa appartiene, se non a quella nazista, il bombardamento della scuola femminile di Minab, nel sud dell’Iran, con 90 ragazzine ammazzate, come fossero mosche, mentre entravano, allegre, come ogni ragazzina americana e israeliana, nelle loro classi, il mattino di sabato 28 febbraio?); assassinano i governanti, i leader di un Paese come veri, agghiaccianti e irridenti padroni del mondo, come hanno ammazzato Kamenei? Proseguendo, Trump e Netanyahu, il genocidio dei 75mila palestinesi di Gaza? Trump è il Joker di Gotham City, solo che esiste davvero. Netanyahu è il degno erede del generale israeliano Ariel Sharon, che si vantò di aver strozzato con le proprie mani, nel massacro di Sabra e Shatila, settembre 1982, dei bambini palestinesi, tra le 3.500 vittime della furia sionista e della destra filo sionista.
Ora è il vostro, il nostro tempo, care compagne e cari compagni del PCUP, da Ivrea a Lampedusa, da Milano a Firenze, da Genova ad Ancona, in ogni territorio in cui il nostro Partito è presente, e tanti sono ormai questi territori. Occorre scendere in piazza, assieme ad ogni altra forza comunista, antimperialista, antifascista, da soli se siamo soli. Queste sono le ore decisive: occorre chiamare unitariamente ogni altra forza avanzata a scendere in piazza, davanti ai mercati, davanti ai luoghi di lavoro! Con gli altri, in mezzo agli altri compagni, uniti per il fronte di massa e di popolo che deve nascere, con noi in prima fila, per la lotta contro la guerra e per la trasformazione sociale! Uniti nel fronte popolare in costruzione con le nostre bandiere, con i nostri volantini, che la nostra Organizzazione e il nostro Dipartimento Esteri vi ha fornito.
L’imperialismo Usa è in crisi, i rapporti di forza a livello mondiale sono divenuti ad esso sfavorevoli; Israele è il cane da guardia americano con il sangue alla bocca. Trump e Netanyahu contemplano “serenamente” la possibilità di una terza guerra mondiale, la sollecitano. Sfidano la Russia e la Cina ad entrare in campo, ad avventurarsi in un conflitto mondiale, visto dagli Usa come risolutore del proprio declino storico. Ed è proprio questa rabbia inconsulta di belva ferita che sembra guidare gli Usa: hanno favorito il genocidio israeliano di Gaza per distruggere Hamas e non ce l’hanno fatta a distruggerlo. Oggi attaccano forsennatamente l’Iran privi di un progetto: vogliono il cambio del regime? Sarà molto difficile e comunque, Trump, non ha alternative in campo, oltre quella, debolissima, della “rivoluzione arancione” iraniana sostenuta dagli stessi Usa, dall’Ue e persino da una certa e totalmente cieca “sinistra” occidentale nella quale spesso spicca quella italiana.
Il ruolo di Israele nell’odierno attacco contro l’Iran è già stato decisivo, tanto chirurgico, quanto mostruoso, nella sua rinnovata ferocia. Prosieguo dell’inumano genocidio di Gaza. L’attacco militare di sabato 28 febbraio contro l’Iran (certo sostenuto dagli Usa) è partito da Israele e, come nei terribili 12 giorni del terrorismo sionista del giugno 2025, è scattato mentre i negoziati tra Usa e Iran sul nucleare erano in corso. Siamo di fronte ad uno spasmo folle della storia: l’Iran ha aderito ai Trattati di non proliferazione nucleare internazionali, mentre il grande arsenale nucleare militare israeliano è del tutto illegale, totalmente privo di ogni legittimazione internazionale. Tuttavia, sabato 28 marzo, Israele ha attaccato in modo orrendo, micidiale l’Iran con la scusa che l’Iran stesse preparando “la bomba atomica”, e ciò mentre negli stessi negoziati Usa e Iran gli esponenti iraniani (in testa, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi) stavano dichiarando la loro totale disponibilità a lavorare solo per un nucleare civile e per la possibilità che ciò fosse controllato dall’ Agenzia internazionale sul nucleare, l’Aiea (rammentando, peraltro, che gli Usa sono usciti dai Trattati internazionali sul nucleare militare e che nel 2025 Tulsi Gabbard, direttrice dell’intelligence nazionale Usa, affermava che “non esistono prove di un arricchimento dell’uranio in Iran per la bomba atomica”).
Cosa vuole Trump? Un progetto, pur sempre miserabile, ma compiuto, non c’è. Israele sputa fuoco e terrore solo per confermare il proprio ruolo di poliziotto americano nella regione e con ciò ribadire la propria dittatura fascista in quest’area cruciale del mondo.
E un progetto statunitense chiaro di fase non c’è perché ciò che muove l’imperialismo Usa è il sentore del proprio declino, per evitare il quale “si può” agire mettendo a soqquadro l’intero pianeta ed evocando, provocando, la terza guerra mondiale.
Per tutto questo, care compagne e cari compagni del PCUP, è oggi così importante stare sui territori, uscire nelle piazze, essere i primi fautori del movimento di lotta e per l’unità dei comunisti e delle forze antimperialiste, contro il riarmo e per l’uscita dell’Italia dalla Nato. In queste ore cruciali, decisive.
