Cuba di fronte a nuove aggressioni e sfide gigantesche

“Cuba non è sola”: contro la nuova, criminale e feroce, escalation degli Stati Uniti contro Cuba socialista, contro tutti i tentativi, fatti di sanzioni coercitive, blocchi criminali, guerra economica e guerra mediatica, di strangolare Cuba e affamarne la popolazione, come Partito Comunista di Unità Popolare moltiplichiamo il nostro impegno, sempre, incrollabilmente, con Cuba, sostenendo e rilanciando tutte le battaglie di solidarietà e tutte le iniziative politiche e sociali a difesa della Revolución e delle sue gigantesche conquiste. 

A cura di Gianmarco Pisa Dipartimento Esteri PCUP

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Ultima in ordine di tempo, la nuova aggressione lanciata dagli Stati Uniti contro Cuba socialista si somma alle oltre 240 misure coercitive unilaterali e alle ormai innumerevoli azioni legate al criminale bloqueo, il blocco unilaterale statunitense di natura economica, commerciale e finanziaria, inumano e criminale, sistematicamente condannato, da trentatré anni a questa parte, dalla quasi totalità delle Nazioni Unite, e si dispiega nel quadro di una rinnovata aggressività da parte della Casa Bianca, ben inquadrata nei termini del “corollario Trump” alla dottrina Monroe e nella cornice della recente Strategia di Sicurezza Nazionale.

L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di sempre, annunciato sin dalle prime mosse del criminale bloqueo, e reso esplicito il 6 aprile 1960 da Lester D. Mallory, Vice-sottosegretario assistente per i temi interamericani quando, in un memorandum segreto del Dipartimento di Stato, osservava che “la maggioranza dei cubani appoggia Castro… l’unico modo prevedibile per sottrargli appoggio è mediante la delusione e l’insoddisfazione che sorgano dal malessere economico e dalle difficoltà materiali… bisogna usare rapidamente tutti i mezzi possibili per debilitare la vita economica di Cuba… per ottenere i maggiori sviluppi nella privazione a Cuba di denaro e forniture, per ridurle le risorse finanziarie e i salari reali, per provocare fame, disperazione e il rovesciamento del governo”. Ancora una volta, oggi con Trump, si cerca dunque di affamare la popolazione per provocare un cambio di sistema violento, letteralmente bloccando l’isola e asfissiando il popolo. Lo ha denunciato al mondo il presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel: “Cuba è sotto assedio”.

Ma al tempo stesso Cuba è un sistema pianificato e una società organizzata che, pur nel contesto di indiscutibili difficoltà e sfide gigantesche, è in grado di definire le priorità e organizzare la vita pubblica. Così, da subito, il governo cubano ha adottato una serie di misure per garantire i servizi pubblici e sociali essenziali. Come ha dichiarato il Vice Primo Ministro e Ministro del commercio estero e degli investimenti esteri, Oscar Pérez-Oliva Fraga, “è importante massimizzare l’utilizzo delle risorse di cui disponiamo nel Paese e diversificare le vie per continuare a ottenere le entrate di cui la nostra economia ha bisogno al fine di garantire i programmi di sviluppo economico e sociale”; di conseguenza, tutto il carburante disponibile nel Paese sarà utilizzato in via prioritaria per garantire la produzione di servizi essenziali come la sanità e le attività economiche basilari.

In cosa consistono dunque queste misure? Intanto, la produzione di energia elettrica sarà sostenuta “principalmente da centrali termoelettriche che consumano petrolio nazionale, dal gas prodotto a seguito dell’estrazione del petrolio e da fonti energetiche rinnovabili, che, entro il 2025, hanno registrato un incremento significativo”. Sono stati fissati quindi gli obiettivi del programma di installazione di moduli solari fotovoltaici a livello familiare e comunitario per: 20 mila sistemi per abitazioni, con relativi pannelli e batterie, distribuiti a livello statale, 10 mila sistemi in consegna rapida per scuole, ospedali e presidi sanitari, 5 mila moduli per elettrificare il 100% delle abitazioni isolate nei territori più remoti dell’isola, e altri 5 mila previsti per la prima metà dell’anno, destinati a luoghi sociali come case di cura, case di infanzia e servizi comunitari.

Nell’ambito della produzione alimentare il programma prevede un ulteriore sforzo per l’aumento della produzione a livello locale, con l’obiettivo di piantare, nel corso del 2026, ben 200 mila ettari di riso, nonché promuovendo l’agricoltura urbana e familiare, e, ancora, l’uso di fonti di energia rinnovabile per l’irrigazione.

Nell’ambito della salute, sarà garantita la fornitura di prodotti fabbricati a livello nazionale per soddisfare quanto più possibile tutte le esigenze del sistema sanitario cubano che, come è noto, per le sue caratteristiche pubbliche, gratuite e universalistiche, è noto e studiato a livello mondiale. In particolare, è stato già avviato un programma speciale per i pazienti cronici che vivono in zone remote o con difficoltà di trasporto, affinché possano accedere alle strutture sanitarie, garantendo così il trattamento quando necessario, mentre, al tempo stesso, sarà garantita la sorveglianza epidemiologica, assegnata priorità alle emergenze mediche e al programma di salute materno-infantile, e il carburante per la produzione nazionale di farmaci essenziali da parte di BioCubaFarma, il principale attore (anch’esso statale) della biotecnologia e della farmaceutica.

Nell’ambito dell’istruzione, questa continuerà ad essere garantita in tutto il Paese, prevedendo turni laddove necessario, ma dando comunque, sempre, priorità all’apprendimento in presenza, soprattutto nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, anche in questo caso definendo una serie di priorità, in primo luogo agli asili nido, in ragione della specifica vulnerabilità dei bambini, e nel sostegno alle famiglie che lavorano.

Nell’ambito della ricerca scientifica e tecnologica, saranno garantite tutte le risorse necessarie per i fondamentali sistemi di allerta precoce (meteorologia, sismologia, monitoraggio radiologico) volti a proteggere la popolazione dai grandi eventi avversi (ad esempio terremoti e maremoti, cicloni, uragani etc.), mentre, nell’ambito dei trasporti e della mobilità, anche in questo caso sarà adottata una strategia ad hoc, volta a dare priorità ai servizi essenziali, alle importazioni ed esportazioni, e al sostegno a settori critici come la sanità e l’istruzione.

I treni passeggeri nazionali, in servizio ogni quattro giorni, saranno resi operativi ogni otto giorni; nei giorni in cui i treni non saranno in servizio, saranno organizzati servizi di trasporto specifici per insegnanti, studenti e lavoratori che rientrano a casa; i servizi di autobus intermodali in collegamento con i treni nazionali verso zone remote continueranno a funzionare secondo il nuovo orario ferroviario; mentre per quanto riguarda gli autobus nazionali, le partenze saranno modificate o ridotte, mantenendo comunque un servizio giornaliero per i capoluoghi e, nel caso di Pinar del Río, due partenze giornaliere, nel caso di Baracoa una partenza alternata.

Questo il quadro generale, ma è disponibile un dossier analitico che il governo ha messo a disposizione per illustrare i dettagli delle misure di emergenza in tutti gli ambiti, disponibile in traduzione italiana. Il quadro che emerge è chiaro. Da un lato, Cuba affronta una minaccia, portata da un potere violento e criminale, quello degli Stati Uniti, con il chiaro intento di strangolarla e di affamarla, a maggior ragione se si considera che l’isola continua a essere, da 65 anni, sotto bloqueo. È lo stesso blocco economico, commerciale e finanziario che ha causato danni cumulativi stimati in oltre 1.500 miliardi di dollari (calcolati sul valore dell’oro), con un impatto di oltre 5 miliardi di dollari solo nell’ultimo anno, colpendo pesantemente l’economia (agricoltura, industria, trasporti) e il settore sanitario, con carenze di medicinali e tecnologie, generando un costo umano e sociale impressionante.

Sono cifre esorbitanti per un Paese delle dimensioni di Cuba, che, lo ricordiamo, ha una estensione di ca. 110 mila kmq (pari al 36% di quella dell’Italia) e una popolazione di poco meno di 11 milioni di abitanti (meno del 20% di quella dell’Italia): 1.500 miliardi di dollari, per intendersi, è più del Pil annuo di un Paese ricco dell’Ue, come i Paesi Bassi, il che dà la misura della ferocia inumana di queste misure. Dall’altro lato, Cuba affronta la stessa minaccia con disciplina e organizzazione: un contesto di straordinaria durezza, anzitutto per la vita della popolazione, ma dove non viene lasciato indietro nessuno, dove i diritti fondamentali sono garantiti, dove si stabiliscono le priorità e si preservano tutti i servizi di assistenza e protezione sociale.

Riferimenti:

Informan medidas del Gobierno para enfrentar la situación energética y garantizar los servicios esenciales, Granma 06.02.2026: https://www.granma.cu/cuba/2026-02-06/informan-medidas-del-gobierno-para-enfrentar-la-crisis-energetica-y-garantizar-los-servicios-esenciales-06-02-2026-23-02-17

Il governo cubano informa sulle misure adottate dal Paese per affrontare la situazione attuale, ANAIC 08.02.2026: https://italiacuba.it/2026/02/08/il-governo-cubano-informa-sulle-misure-adottate-dal-paese-per-affrontare-la-situazione-attuale

Mapa Geopolítico de Sanciones, Observatorio Venezolano Antibloqueo: https://observatorio.gob.ve

Immagine:

Cuba, Omnibus Nacionales, Kk70088, CC BY-SA 4.0, commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=90125646.

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