Di Vladimiro Merlin

Il governo Meloni dopo aver ampiamente utilizzato una propaganda mediatica, ormai completamente asservita, promettendo mari e monti ( in particolare FdI e Lega ) approva una finanziaria che aggrava i problemi e le difficoltà dei ceti popolari.

E’ prima di tutto una finanziaria di guerra con miliardi destinati alla spesa militare, ancora di più se si considerano i continui finanziamenti all’Ucraina, che oltre a prolungare inutilmente la guerra finiscono nelle tasche di una classe dirigente corrotta, a partire da Zelenski e tutti i suoi uomini.
Miliardi che potrebbero essere stanziati, per esempio per la sanità, dove la cifra stanziata non permette di recuperare gli aumenti dei costi ed i tagli effettuati negli anni precedenti, non permette di aumentare gli organici che sono attualmente insufficienti, anche regioni che, in passato, venivano considerate efficienti, sono sempre più vicine al collasso, le liste di attesa sono di mesi e mesi, costringendo i cittadini, ma solo chi può, a ricorrere ai canali privati a pagamento.
Si peggiorano i parametri per le pensioni, mentre avevano promesso di abolire la Legge Fornero, continuando nella retorica che le pensioni sono una spesa per lo Stato, mentre sono soldi dei lavoratori, che versano ogni mese i contributi, soldi che non verranno loro restituiti in pensione, perché l’attuale sistema ( falsamente contributivo ) ne restituisce solo una parte, le pensioni non sono un costo sono usate come bancomat dai governi.
Vengono aumentate le accise sul gasolio che aumenteranno i prezzi di tutte le merci, perché in Italia i trasporti sono quasi solo su gomma, già negli ultimi anni il cosiddetto “carrello della spesa” è aumentato più del doppio dell’inflazione ufficiale e le famiglie popolari faticano ad arrivare alla fine del mese.
Il tanto sbandierato taglio delle tasse sull’Irpef non da nulla ai redditi sotto i 30 mila euro, da poco più di 30 euro all’anno ai redditi da 30 a 33 mila euro, ma da 440 euro ai redditi tra i 50 mila e i 200 mila euro, da a chi non ha bisogno!
In Italia c’è bisogno, nuovamente, di un forte partito comunista, per riuscire a cambiare una situazione che è sempre più disastrosa.
