Per la più ampia mobilitazione a fianco della resistenza della rivoluzione bolivariana! Giù le mani dal Venezuela!

La rivoluzione bolivariana è sotto attacco e, da subito, organizza la resistenza e rilancia la mobilitazione.

Nelle prime ore dello scorso 3 gennaio, gli Stati Uniti hanno scatenato una criminale aggressione, con un bombardamento ad ampia scala contro strutture e infrastrutture civili e militari nel Paese, in primo luogo nella capitale, Caracas, ma anche nei territori di Miranda, Aragua, La Guaira, e hanno addirittura sequestrato e rapito, manu militari, il presidente legittimo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, insieme con la consorte, Cilia Flores. Si tratta di un crimine inaudito e di un esempio lampante della violenza e della brutalità, feroce e criminale, degli Stati Uniti e dell’intera catena di complicità dell’imperialismo occidentale.

Vergognosa, in tal senso, la presa di posizione ufficiale del governo italiano, che si è spinto addirittura a definire “legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”. Una vera e propria carrellata di subalternità, di servilismo e di menzogna: non si è trattato di un intervento “difensivo”, ma di una vera e propria aggressione, che le stesse Nazioni Unite hanno qualificato come un gravissimo e pericoloso precedente, e una grave violazione del diritto internazionale; non esiste alcun narcotraffico che riguardi il Venezuela, tanto è vero che il Rapporto mondiale sulle droghe 2025 dell’Onu sancisce che il Venezuela è territorio libero dalla coltivazione di foglia di coca, marijuana e simili, e solo una frazione più che marginale, pari ad appena il 5% della droga colombiana, transita attraverso il territorio della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

L’obiettivo degli Stati Uniti è ben altro e lo ha ribadito lo stesso presidente Usa in una dichiarazione criminale resa in conferenza stampa: “governeremo il Paese e faremo intervenire le nostre grandi compagnie petrolifere statunitensi, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture e inizieranno a fare soldi”. Cade cioè la maschera dei presunti diritti violati, del presunto narcotraffico, del presunto autoritarismo, e si annuncia la vera posta in gioco: un governo fantoccio, da cercare di imporre dall’esterno, con la violenza, in Venezuela, per porre fine al processo rivoluzionario, bolivariano e socialista, e per impossessarsi delle formidabili risorse del Paese. È l’Opec a registrare che il Venezuela possiede oltre 300 miliardi di barili di riserve di petrolio accertate, 5.5 trilioni di metri cubi di gas naturale, e ancora enormi giacimenti auriferi e di coltan nell’Orinoco.

La rivoluzione bolivariana non si è fatta trovare impreparata – e resiste. Il Consiglio Nazionale di Difesa ha riunito, il 3 gennaio, tutte, nessuna esclusa, le massime autorità istituzionali, giudiziarie, civili e militari del Venezuela. Il comunicato letto e diffuso dal ministro della difesa e comandante strategico operazionale delle FANB, le Forze Armate Nazionali Bolivariane, conferma la solidità del sistema istituzionale del Venezuela a difesa del presidente legittimo e della rivoluzione bolivariana. Il popolo venezuelano è nelle strade e nelle piazze, non solo a Caracas, a difesa della sovranità e della indipendenza, della rivoluzione e delle sue conquiste.

Di fronte a un’aggressione, quella degli Stati Uniti, che fa carta straccia di tutto, Carta delle Nazioni Unite e norme e principi di giustizia e di diritto internazionale, siamo presenti e chiamiamo alla mobilitazione attiva, immediata e permanente a difesa delle istituzioni e del popolo della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Difendere il Venezuela non è solo difendere l’intera America Latina, Zona di Pace, ma è anche difendere noi stessi e tutti i popoli del mondo. Se l’imperialismo può arrivare, solo perché lo decide e lo impone con la forza e la prepotenza, a bombardare un Paese e sequestrarne le autorità, siamo davvero, tutti e tutte, in pericolo.

Tutti e tutte in piazza a difesa della Rivoluzione bolivariana e delle sue conquiste!

¡Resistiremos y venceremos!

Lascia un commento