Di Sergio Ruggieri, Punto Rosso “Umberto Terracini”, Jesi (Ancona)

Sono ormai diversi anni che Fidel ci ha lasciato, il suo lascito è un popolo orgoglioso e libero che resiste al bloqueo infame.
Resiste agli uragani come all’imperialismo feroce degli yankee: ricordarlo è un dovere di ogni comunista, di ogni animo libero che si ribella al dominio e allo strapotere delle multinazionali.
Il lascito in primo luogo riguarda Cuba e tutta l’America Latina, ma vogliamo provare a farne un ricordo fuori dalla consuetudine, dall’ufficialità, dalla retorica persino…
Fidel fu tra i promotori di una esperienza eccezionale: il Movimento dei non Allineati, che vedeva la partecipazione di tanti paesi, anche di ispirazione e nodelli sociali diversi.
Un’esperienza che prefigurava il Multipolarismo, fuori dai blocchi egemonici, per una società possibile, umana, egualitaria, rispettosa delle diversità e della natura.
Nell’attuale 2025 non bisogna fare grandi voli pindarici per trovare le tracce del progetto di Fidel Castro in quell’esperimento che va sotto il nome di BRICS.
Unità di tanti paesi e popoli che vogliono sottrarsi al dominio dell’imperialismo americano che è tornato ad essere aggressivo e dispotico, rapace e guerrafondaio, amico dei genocidi che non rispettano nessun diritto internazionale ed umano.
Il progetto di Cooperazione economica degli attuali paesi non allineati, del fronte BRICS, è invece diretto a costruire un mondo fuori dalla guerra, dall’oppressione, nel rispetto delle diversità.
Un cammino lungo, difficile, ma necessario, questo del fronte dal carattere antimperialista BRICS, quando nell’Impero Usa si parla di Internazionale Nera.
Fidel parla ai popoli fuori dai confini di Cuba, parla a quanti non vogliono continuare la corsa al riarmo e continuano a devolvere miliardi per nuovi e sofisticati armamenti.
Fidel parla una lingua universale, umana: “medicos, non bombas!”.
W Fidel!
