A cura di Fosco Giannini

Elezioni presidenziali in Cile: la compagna Jeanette Jara Romàn, candidata del partito comunista nel fronte progressista, vince al primo turno superando il candidato fascista Antonio Kast. Il prossimo 14 dicembre ci sarà il ballottaggio. “Uniti per il Partito Comunista” si congratula con la compagna Jara e la sostiene per la vittoria finale.Jara, col 26,6% dei voti, ha un vantaggio di poco più di due punti sul candidato di estrema destra José Antonio Kast (24,32%) nostalgico ed epigone dichiarato del generale “golpista” Augusto Pinochet.
Franco Parisi, populista di destra, è arrivato terzo con il 19% dei voti; i suoi elettori saranno, dunque, decisivi al secondo turno.
Dopo Jara, Kast e Parisi, si piazzano la conservatrice Evelyn Matthei (13,47%); Johannes Kaiser (del Partito Nazionale Libertario, di destra ed anch’egli in odore di “pinochettismo”,13,92%); Harol Mayne-Nicholls (populista, tendenzialmente di destra, 1,28%); Marco Enríquez-Ominami (progressista, 1,12%) ed Eduardo Artes (del Partito Comunista d’Azione proletaria, 0,64%).
La sorpresa è stato il terzo posto del candidato di destra Franco Parisi, che è stato tra i protagonisti della tornata elettorale, avendo significativamente migliorato i propri numeri rispetto al primo turno del 2021.
Parisi supera già di gran lunga la percentuale ottenuta quattro anni fa – 900.000 voti – il che gli permette di superare Johannes Kaiser ed Evelyn Matthei.
Il suo balzo in avanti si registra di nuovo nelle regioni settentrionali del Paese, le stesse che produssero la sorpresa delle elezioni del 2021. Quattro anni fa, Parisi era riuscito ad arrivare secondo ad Arica e Parinacota, Tarapacá e Atacama e primo solamente ad Antofagasta.
In questa tornata elettorale, l’economista ultra conservatore ha fatto un ulteriore passo avanti e si è imposto come l’opzione più votata nelle quattro regioni dell’estremo nord: Arica e Parinacota (25,67%), Tarapacá (28,13%), Antofagasta (30%) e Atacama (30,88%).
I comunisti ed i progressisti cileni sono ora, seppur di poco, primi, dimostrando che le aree sociali, politiche ed intellettuali più avanzate stanno tornando ad un consenso di massa, sono dotate di coscienza di classe e rimangono fedeli all’idea della trasformazione sociale.
Tuttavia è anche vero che tante aree territoriali e sociali cilene sono ancora sotto il dominio del terrore fascista “pinochettista” e reazionario seminato tra la popolazione.
Per la comunista Jeannette Jara Romàn il ballottaggio sarà molto duro, vista la possibilità che gran parte della destra possa verosimilmente convergere nel nome del fascista Antonio Kast. Ma la compagna Jara, alla testa del fronte progressista, rimane la speranza del popolo più avanzato e di tutto l’antifascismo e l’“antipinochettismo” cileno, come rimane, ora, la speranza dei popoli dell’America Latina e dei comunisti e dei progressisti del mondo.
