Traduciamo in italiano alcuni tra i passaggi più significativi dell’intervento di Noura Erakat, Professoressa di Studi Africani e Giustizia Penale, presso la Sede centrale delle Nazioni Unite, New York, nella circostanza della commemorazione del 77° anniversario della Nakba – la Catastrofe del popolo palestinese.

Oggi è il 585° giorno di genocidio. Ogni giorno è un giorno di atrocità senza precedenti. […] Israele ha distrutto il 92% degli edifici residenziali di Gaza, reso inagibili i suoi 36 ospedali e impedito l’ingresso di cibo e di beni di prima necessità. Così facendo, Israele non solo sta uccidendo i palestinesi, ma sta anche minacciando la possibilità di un futuro palestinese.
Una campagna che cerca di cancellare il futuro di un popolo è un genocidio.
Eppure, nonostante queste statistiche agghiaccianti e una decisione della Corte Internazionale di Giustizia che ne indica la plausibilità, permangono controversie su questo fatto fondamentale.
Perché?
L’argomento più ricorrente è che Israele non sta prendendo di mira i palestinesi come popolo, ma solo Hamas. Tralasciando le significative questioni di diritto e di fatto che militano contro questo punto, permettetemi di condividere alcune statistiche: quello che sappiamo, finora, è che almeno il due percento dei palestinesi di Gaza è stato ucciso (52.400), inclusi oltre 20.000 bambini sepolti e scomparsi.
I nomi di coloro che avevano meno di un anno riempiono le prime 14 pagine di un documento di 649 pagine.
Finora, 1200 intere famiglie sono state cancellate dall’anagrafe. A tre mesi dall’inizio della guerra, il responsabile umanitario dell’ONU ha descritto Gaza come “inabitabile”, e da allora la situazione non ha fatto che peggiorare. […]
Lo scopo di questa campagna è la distruzione del popolo palestinese al fine di raggiungere la sicurezza israeliana a lungo termine, quella che io chiamo una “Pace Nakba”, un violento ossimoro che basa la sicurezza israeliana sull’eliminazione dei palestinesi.
Nel perseguimento delle sue ambizioni territoriali di ottenere una sovranità coloniale sionista senza freni, Israele ha rimosso i palestinesi per 77 anni e continua a farlo; ha imposto un’occupazione militare permanente in Cisgiordania e a Gaza per 58 anni e oltre; e ha assediato 2.3 milioni di palestinesi per 17 anni e oltre.
Ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi 585 giorni è l’episodio più crudele e violento della Nakba in corso. […]
Nonostante una crudeltà senza precedenti, i palestinesi si sono rifiutati di arrendersi e sono tornati a casa a piedi.
È proprio per questo che i palestinesi vengono discriminati come una minaccia alla sicurezza: perché loro/noi rifiutiamo di scomparire.
La Nakba è in corso, così come la resistenza palestinese alla loro/nostra eliminazione.
