di Laura Baldelli, della redazione di “Futura Società”
Sabato 22 marzo, ad Ancona, importante e molto partecipata conferenza-dibattito dal titolo L’unione europea va alla guerra! Per un fronte di popolo contro il riarmo e per la pace!, organizzata da Prospettiva Unitaria con il Comitato No guerra No Nato e No Ue; incontro coordinato da Alessandro Belfiore, dello stesso Comitato, e durante il quale sono intervenuti: Marinella Mondaini, filologa all’Università di Mosca e storica dell’Ucraina e del Donbass; Alberto Fazolo, giornalista ed attivista antimperialista; Evgheni Utkin, giornalista, esperto di economia e geopolitica, già docente Università “Lomonosov” di Mosca; Davide Fuschi, di Ottolina TV multipolare; David Monticelli, coordinatore regionale del Fronte del Dissenso Marche, con le conclusioni di Fosco Giannini, coordinatore nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista e dell’Esecutivo nazionale di Prospettiva Unitaria.

La grande sala dell’ex Fiera della Pesca di Ancona, contenente circa 140 persone, è strapiena di compagne e compagni, di militanti per la pace e nell’introduzione di Belfiore c’è tutta la preoccupazione per il clima guerrafondaio alimentato dagli Usa e dall’Ue che, con cinismo e crudeltà, s’inventano nemici, fomentano timori per la sicurezza, mistificano i concetti di democrazia e libertà e con analisi e valori e pesi differenti valutano i conflitti in Ucraina e in Palestina.
Il riarmo europeo, che avverrà a scapito del welfare, è spaventoso ed immotivato, in quanto né la Federazione russa, né il popolo russo sono mai stati nostri nemici, se non durante la seconda guerra mondiale, quando il regime fascista inviò i poveri soldati italiani ad invadere l’Urss e a morire congelati, chi si salvò fu grazie alle cure dei cittadini sovietici. Ora di fronte all’Ue della finanza, guerrafondaia e golpista, con gli organi d’informazione che diffondono falsità ideologiche, non c’è una sollevazione di popolo, specie in Italia dove le voci del dissenso neanche si accordano per unire le forze contro il riarmo, contro la guerra e per la pace.
Qui sotto il link per il video dell’iniziativa
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Il primo degli interventi è affidato alla compagna Marinella Mondaini, che non si stanca di girare l’Italia per informare sul Donbass, la guerra patriottica della Federazione russa nell’Ucraina nazificata, nel rispetto del diritto alla corretta informazione. In Italia da anni si alimentata un’immotivata ed irrazionale russofobia, attraverso la quale gli organi d’informazione mainstream, come servi dei padroni, hanno fatto a gara per diffondere menzogne, senza neanche comprendere che le illegali sanzioni contro la Russia, perché non decise dalle Nazioni Unite, hanno solo danneggiato l’economia e l’occupazione italiana. Bisogna ricordare a Pina Picierno, l’europarlamentare del Pd, che l’Ue con gli Usa hanno concorso al colpo di stato a Kiev nel 2014 e che da anni si preparava “un nemico” che giustificasse un conflitto per depredare l’Ucraina. Oggi continuano a soffiare venti di guerra con la Germania che si riarma e prepara la guerra. Oggi è chiaro che Trump si smarca dalla guerra e dall’Ue perché la Russia ha vinto sul campo, ed ora il nuovo presidente Usa pensa a rafforzarsi contro la Cina. Le ricchezze del sottosuolo dell’Ucraina sono ridimensionate: i minerali sono in profondità, di difficile estrazione e trasporto, inoltre nessuno ha mai quantificato l’entità dei giacimenti; Trump vuole anche il controllo delle centrali nucleari ed elettriche, ma non sono solo gli Usa a voler depredare l’Ucraina, in campo ci sono l’Ue e Uk. Altro che lotta per la libertà del popolo ucraino minacciato da Putin! La Russia ha immense ricchezze estrattive e non ha bisogno di depredare alcun Paese, anzi sostiene e lavora per un mondo multipolare di liberi scambi per una pace duratura.
La Mondaini sottolinea come gli Usa agiscano sempre con la stessa tattica: vendere armi, fomentare conflitti, intervenire per “la liberazione” per partecipare al tavolo del saccheggio, che chiamano “pacificazione”; ma ora ci sono anche la Francia con il golpista Macron e il Regno Unito, impegnati in un nuovo neocolonialismo, che rivendicano diritti al saccheggio. L’Ue della finanza e dei burocrati pensava che la Russia con la guerra si sarebbe disgregata, ma gli europei non hanno mai compreso che il popolo russo è tenuto unito da un grande sentimento di unità nazionale.
La parola passa ad Alberto Fazolo, legato da fraterna amicizia e stima con i compagni di Prospettiva Unitaria e ad Ancona si sente come a casa per il clima e la forza delle nostre iniziative politiche, necessarie contro la disinformazione, che ci ha visto spesso inascoltati, a causa del martellamento della propaganda contro la Federazione Russa, che viene da lontano, dai tempi dell’Urss. Alberto sottolinea quanto l’Ue abbia perso anche sul piano dei valori, oltre che militarmente; infatti l’opinione pubblica sembra spiazzata di fronte ad un Trump che vuole la pace e tratta con la Russia direttamente, umiliando l’Ue che non ha saputo condurre la guerra. L’Ue ha avuto lo stesso atteggiamento vorace di Mussolini quando nel 1940 entrò in guerra per spartirsi il bottino europeo e coloniale, ma tragicamente ha invece portato l’Italia alla disfatta. Il programma re-arm, che copia l’ossessione americana della sicurezza, è davvero ridicolo se non fosse purtroppo tragico: le 600 bombe atomiche di Francia e Uk e il riarmo della Polonia non bastano nemmeno come deterrenti minacciosi. Inoltre pensare a nuovi arruolamenti di leva in Ue non sarà facile, in Italia è addirittura un tabù, soprattutto tutto è in controtendenza alla trattativa tra Russia, Usa e Cina per una moratoria sulle armi; tutto mentre l’Ue per riarmarsi fa sfacciatamente debito, però con brutalità fecero crepare la Grecia proprio per non fare debito, mentre in Italia ci ossessionarono e dissanguarono con lo spread. Altro che valori europei! Inoltre gli F35, imposti dagli Usa, per i quali i popoli hanno subito tagli al welfare, possono essere disattivati a distanza proprio dagli States, quindi si dipende dal Pentagono anche per l’utilizzo! Oggi si spenderanno 800 miliardi per le armi, ma non si è voluto salvare la Piaggio, per la quale ne bastavano 45. Queste informazioni sono totalmente assenti nelle reti televisive e nella stampa italiana, come il preoccupante Libro bianco sulla difesa europea, approvato a scatola chiusa il 12 marzo a Strasburgo…trascinati in guerra senza sapere come: ormai si procede senza le regole democratiche. Fazolo riguardo alla manifestazione di sabato scorso, il 15 marzo, lanciata dal servo sciocco Michele Serra, ha parlato di autolesionismo, perché molta gente ha partecipato in buona fede per la pace, mentre è stata strumentalizzata per la guerra e il riarmo, nel falso mito americano della sicurezza. Ci priveranno di sanità, scuola e tanto altro. Anche il sindaco di Roma Gualtieri si è scomodato, sottraendo ai cittadini romani ben 270.000 euro per finanziare la manifestazione, mai accaduto prima; la Coop ha pensato ai pullman gratuiti: una bella gita a Roma! E i comunisti sono ancora divisi, persino sul fronte contro la guerra.
È la volta di Davide Foschi per Ottolina Tv Multipolare, che ringrazia dell’invito e soprattutto per l’opportunità di fare controinformazione, sottolineando quanto danneggi la diffusione organizzata di false notizie, mescolate a quelle autentiche, scientemente voluta per seminare confusione in un contesto, in cui le forze sono impari. Ottolina Tv si muove su questa linea per la pluralità dell’informazione e la circolazione delle opinioni, purché abbiano, come conditio sine qua non, l’autenticità.
Il Fronte del Dissenso, nato durante gli anni della pandemia, è rappresentato da David Monticelli, che schiettamente afferma che dopo il guerrafondaio Biden, Trump sembra un pacifista, mentre invece, siccome la Russia sta vincendo, vuole sfilarsi e trattare la pace direttamente con la Russia, escludendo l’Ucraina con il suo fantoccio di turno, che ha fatto combattere gli ucraini per procura contro la Russia, dopo che era stata accerchiata da testate nucleari della Nato. Inoltre sottolinea come il mainstream crei argomenti su cui dibattere ossessivamente ed unilateralmente, usati come armi di distrazione di massa: prima il covid, poi la guerra, ora le terre rare. Specchietti per le allodole per nascondere il disastro economico dell’Ue, che tocchiamo con mano nelle nostre Marche, dove si diffonde la desertificazione industriale di un territorio che commerciava proficuamente con la Russia.
Oggi gli Usa mollano l’Ucraina, incapace di vincere, e lasciano perpetrare il genocidio in Palestina e la maggioranza della gente non s’indigna, comportandosi da massa anestetizzata, mentre invece è assolutamente necessaria una sollevazione popolare per la pace.
È poi il turno del grande amico Evgheni Utkin, che ha voluto essere ad Ancona, nonostante fosse infortunato, perché il tema è molto importante, riguarda direttamente sia il suo Paese d’origine, la Russia, che il paese dove vive da molti anni, l’Italia, e la pace in un momento storico in cui la vita e il futuro di tutti sono in pericolo. Evgheni afferma che Trump vuol salire sul carro dei vincitori, lasciando la sconfitta agli ucraini: una dimostrazione palese della vittoria della Russia. Una storia che si ripete se ricordiamo che fino al 1939 gli Usa aiutarono la Germania e successivamente entrarono in guerra solo per impedire all’Urss di liberare l’Europa occupata dai nazifascisti e vincere la guerra da sola. Sappiamo quanto gli Usa abbiano poi fatto pagare la loro finta “liberazione” all’Italia, aggiunge chi scrive.
Utkin sottolinea che solo 1% degli 800 miliardi destinati al riarmo, salverebbero la sanità pubblica e la scuola italiana; inoltre ricorda che in Italia si è votato contro le centrali nucleari, assai più sicure delle testate nucleari della Nato, che invece sono ancora presenti sul territorio italiano. Altro che testate nucleari russe, il pericolo è in casa! Chi spinge per la guerra? In questo momento l’Ue è in concorrenza con gli Usa per depredare l’Ucraina, mentre la Russia non ha bisogno delle quelle risorse, in quanto è ricca di tutto. Il nuovo re-arm servirà solo ai produttori di armi, la Meloni è d’accordo perché favorirà i suoi amici e tutto sarà a spese del popolo e dei lavoratori italiani. Chi è interessata alla pace è la Russia perché crede nel mondo multipolare e lo ha dimostrato.
Per le conclusioni il corposo intervento di Fosco Giannini, che subito ricorda lo sterminio perpetrato da Israele contro il popolo palestinese, invitando il pubblico ad alzarsi per un minuto di raccoglimento in memoria dei 600 morti, di cui un centinaio di bambini, in Palestina per gli attacchi dell’esercito fascista di Israele solo in questi ultimi tre giorni.
L’analisi di Giannini parte dalle radici dei mali di oggi che incombono in Europa e risalgono al 1991 con la dissoluzione dell’Urss e la conseguente illusione, da parte del capitalismo occidentale, che fosse veramente la fine della storia, tanto da celebrare il capitalismo come natura: un assioma presto smentito dal crescere dei rapporti di forza antimperialisti dei Brics; ma il mondo occidentale, sempre più fagocitato dal rapace neoliberismo, lo ha ignorato ed ha manipolato le informazioni dei media. Inoltre il grande sviluppo economico, sociale e la supremazia scientifica e tecnologica della Cina ha vinto, mentre Putin ha detto no al saccheggio della Federazione Russa, per questo ora è stato, per gli Usa e Biden, l’uomo da annientare. Dobbiamo ricordarci anche come l’Ue, tanto celebrata dal falso pacifismo dello spocchioso Benigni, in tv per un milione di euro, abbia già infranto la pace con le guerre contro la Jugoslavia nel 1991, con le guerre in Iraq, in Libia, in Siria e con l’attuale guerra contro la Russia, per la quale Bruxelles ha già speso 150 miliardi di euro. E ci sono, oltre il golpe nazifascista di Euromaidan del 2014, odierne spinte golpiste nell’Ue, come quelle di Macron, che ha congelato le elezioni francesi, l’annullamento delle ultime elezioni in Romania e i tentativi per modificare la Costituzione tedesca per il riarmo. Gli Usa invece stanno sostenendo il riarmo del Giappone, in chiave anti-cinese.
La seconda guerra mondiale sembra non averci insegnato nulla.
L’analisi di Giannini si struttura per punti molto importanti: il primo riguarda il “trumpismo”, perché Trump ha capito che il fronte militare contro la Russia è sconfitto, quindi si ritira e tratta con la Russia. Ma il patteggiamento in corso tra Usa e Federazione Russa non mette discussione, per ciò che riguarda Mosca, i Brics, né i rapporti con la Cina, la strategia per un mondo multipolare non si cambia. Se Biden rappresentava la rabbia imperialista, Trump ha con sé la Silicon Valley, il mondo delle cripto-valute, Amazon, il mondo dell’AI, cioè tutto il V capitalismo, quello dello sfruttamento planetario intensivo e della sorveglianza.
Inoltre il protezionismo di Trump non è nulla di nuovo, è lo strumento dell’intera storia del capitalismo, dall’imperialismo inglese all’autarchia fascista.
La guerra doganale lanciata da Trump contro l’Ue contempla ritorsioni, da parte dell’Ue, che non spaventano certo gli Usa, perché essi già stanno rispondendo ad una bilancia commerciale Usa-Ue favorevole all’Ue per ciò che riguarda lo scambio di merci materiali, con un’invasione di merci immateriali, che determinano un enorme flusso di denaro europeo verso gli Usa e che rappresentano già il presente ed il futuro dello sviluppo capitalista e ciò farà indebitare l’Ue per l’acquisto massiccio della proprietà delle merci intellettuali.
Il secondo punto è l’Ucraina, nata dopo il golpe del 2014, con la sua natura ideologica nazifascista, dalla strage di Odessa alla messa fuorilegge di tutte le forze politiche democratiche del Paese, passando per le mancate libere elezioni. L’Ucraina fascista ha ricevuto 150 miliardi dall’Ue per combattere per procura contro la Russia, ma la tanto celebrata pacifista e libertaria Ue non ha voluto salvare la democratica Grecia. Una vergogna, di cui nessuno sembra ricordarsi!
Il terzo punto è proprio l’ideologia che muove l’Ue: il paradosso è che l’Ue non esiste, il suo parlamento non conta nulla, non è una federazione di stati come gli Usa, ma riesce ad essere sanguinaria. Nel 1992, due mesi dopo il dissolvimento dell’Urss, fu creata l’Ue, che oggi è solo una moneta senza stato, senza sistema fiscale, che sembra cercare una propria identità e coesione nel riarmo e nella guerra.
Per questo è necessario ed urgente uscire dalla Nato e dall’Ue.
Il quarto punto riguarda l’Italia, che è un paese occupato da 130 basi Nato e Usa, senza sovranità nazionale e bisogna ricordare che tutti gli attentati fascisti nel nostro Paese sono partiti dalle basi Nato.
Come lottare? In Italia esistono tre partiti comunisti, mai uniti, neanche per fare una manifestazione contro l’invio delle armi in Ucraina.
Noi dobbiamo partire dai territori, unire, in modo che la forza dei territori convinca anche i vertici politici all’unità d’azione e di lotta.
Prospettiva Unitaria vuole costruire una forza comunista con solide basi, con idee chiare, condivise per la lotta all’imperialismo e per la pace.
Dopo le conclusioni è seguito un dibattito ricco di domande che sarebbe continuato oltre l’orario, tanto è stato l’interesse e la partecipazione, di buon auspicio per costruire unità nella comune lotta contro l’imperialismo, per un mondo multipolare, per una pace sicura, per la prosperità sociale di tutti i popoli in nome del socialismo.
