– PER LA PACE E IL LAVORO IN EUROPA – CONTRO IL RIARMO E LA GUERRA DELL’UE E DELLA NATO – CONTRO LE POLITICHE INTERVENTISTE E SUICIDE DI MACRON – PER LA CHIUSURA DI TUTTE LE BASI USA SUL TERRITORIO ITALIANO – PER SOSPENDERE TUTTE LE FORNITURE DI ARMI ALL’UCRAINA
IL MOVIMENTO PER LA RINASCITA COMUNISTA LAVORA PER LA COSTRUZIONE DI UN VASTO FRONTE DI MASSA CONTRO LA GUERRA E PER L’USCITA DELL’ITALIA DALLA UE E DALLA NATO, PER IL MULTIPOLARISMO E PER COSTRUIRE NUOVI RAPPORTI CON I BRICS.

La decisione di Donald Trump di sospendere immediatamente la fornitura di armi, gli aiuti finanziari e tutte le operazioni cosiddette di “intelligence” a sostegno dell’Ucraina, ha costretto il burattino Zelensky a dichiarare di accettare la proposta del Presidente USA per una trattativa per una pace concreta sotto la direzione di Trump e di essere pronto a firmare anche l’accordo per lo sfruttamento delle risorse minerarie dell’Ucraina.
Una pace che avrebbe potuto essere raggiunta già tre anni fa con gli accordi di Istanbul boicottati dall’ex primo ministro della Gran Bretagna Boris Johnson e da Biden. In poche parole significa una evidente presa d’atto che l’Ucraina ha perso oggettivamente la guerra con la Russia e che su questa base è possibile giungere ad un reale accordo di pace.
Di fronte a tale evidentissima realtà oggettiva, cade la maschera di difesa “della democrazia e della libertà” dietro alla quale si è mascherato l’imperialismo dell’UE fino ad oggi. Infatti, anziché cogliere questa importante opportunità politica come occasione per favorire a costruire la pace in Europa, la guerrafondaia Ursula von der Leyen, a nome della UE, decide esattamente il contrario, decide per il riarmo dei Paesi europei e per l’invio di altre armi e soldi al burattino Zelensky, per proseguire la guerra contro la Russia, guerra che ha già provocato centinaia di migliaia di morti, il disastro economico e sociale in Ucraina e in tutta Europa, pagato dai lavoratori e dai ceti popolari.
La stampa e le televisioni, fedelissimi servitori mercenari della pseudo “democrazia e libertà” occidentali, ovvero degli interessi dell’industria bellica, si schierano e fanno quadrato intorno all’UE e i loro governanti bellicisti.
In questa direzione, il quotidiano “la Repubblica” fa l’avanguardia reazionaria e tramite il suo giornalista Michele Serra indice una manifestazione nazionale a Roma “pro Europa e pro Ucraina” a cui hanno dato la loro adesione alcune organizzazioni prima fra tutte la corporazione sindacale filogovernativa CISL.
Purtroppo, siamo venuti a conoscenza che anche la CGIL e l’ANPI hanno deciso di partecipare a questa manifestazione reazionaria e guerrafondaia! Una grave e vergognosa decisione politica che i gruppi dirigenti nazionali hanno assunto senza aver consultato le/i iscritte/i e tutti gli organismi dirigenti e da cui si stanno dissociando in migliaia.
Sosteniamo fino in fondo la scelta della FIOM-CGIL nazionale che, come categoria più avanzata e combattiva, non ha aderito e non partecipa a questa manifestazione funzionale all’imperialismo dell’UE e sosteniamo l’ANPI provinciale di Roma che ha deciso di non partecipare alla Manifestazione “per l’Europa” del 15 marzo, come stanno facendo già migliaia di iscritti/e ANPI che hanno aderito all’appello “STOP REARM EUROPE“ (https://sites.google.com/view/anpi-appello-15marzo).
In questo modo la CGIL perde credibilità e coerenza politiche quando rivendica la difesa della sanità pubblica e l’aumento dei salari ben sapendo che il governo della fascista Meloni dirotterà ingenti masse di capitali nella produzione bellica.
Noi del Movimento per la Rinascita Comunista (impegnati nel percorso di “Prospettiva Unitaria” verso il Partito Comunista), di cui molti sono militanti attivisti anche della CGIL e dell’ANPI, insieme a migliaia e migliaia di iscritte/i, chiediamo ai gruppi dirigenti nazionali della CGIL e dell’ANPI di ritirare la propria adesione come già hanno fatto altre organizzazioni e, al contrario, di rendersi protagonisti, insieme agli altri sindacati europei, per organizzare una grande manifestazione che mobiliti milioni di lavoratrici e lavoratori, contro questi governi guerrafondai della UE attraverso la proclamazione di scioperi e manifestazioni per la pace, a sostegno dei salari, della sanità e della scuola pubblica, del diritto alla casa e alla pensione, e all’insegna dell’antifascismo.
