di Fosco Giannini, Coordinatore nazionale MpRC; del Tavolo nazionale di Prospettiva Unitaria
È l’ora! Nessuno si tiri indietro!
È l’ora della costruzione del partito comunista!

Sabato 25 gennaio, a Roma, presso il Teatro Flavio, dalle ore 10.oo, Prospettiva Unitaria, le comuniste e i comunisti del nostro Paese daranno vita ad una grande Assemblea nazionale dalla quale partirà il percorso concreto per la costruzione del partito comunista!
Nessun comunista con la coscienza del tempo che vive, del nostro tempo terribile, può mancare all’appuntamento! Conosciamo i compagni e le compagne: i nostri stipendi sono magri, le nostre pensioni sono spesso da sopravvivenza, i treni ci falciano il salario, con i lunghi viaggi in auto potremmo pagarci una bolletta del gas e questo pesa sulle nostre famiglie; ma quando viene l’ora che conta i comunisti ci sono, si sono sempre stati e nessun’ora è giusta come quella che va scoccando, quella della costruzione del partito comunista! Nessun sacrificio è giusto, nessuna mobilitazione varrà la pena di essere vissuta da protagonisti come questa che inaugura il cantiere per il partito che da anni, attraverso il nostro duro impegno collettivo e nazionale, stiamo costruendo, del partito che verrà, il partito delle lavoratrici e dei lavoratori, degli intellettuali e dei giovani: il partito comunista!

Le compagne e i compagni del Movimento per la Rinascita Comunista lavorano da tempo per l’unità dei comunisti e per la costruzione del partito comunista. Hanno già investito in questi due grandi e nobili progetti tanta parte della loro vita, si sono sacrificati e sanno cos’è il sacrificio. A testa alta faranno anche questo nuovo pezzo di strada che ci porterà a Roma il prossimo 25 gennaio!
Queste compagne e questi compagni, l’intero MpRC, hanno fornito un contributo determinante all’unità dei comunisti e al progetto di costruzione del partito comunista. Mentre altre aree comuniste del nostro Paese hanno continuato ad essere “isole” – sole, tenacemente lontane l’una dall’altra – perdute nell’oceano gelido della terza guerra mondiale incipiente, del dominio “golpista” della Nato, dell’attacco durissimo alle condizioni di vita del movimento operaio complessivo, del ghigno feroce del grande capitale italiano e delle politiche reazionarie dal sapore neofascista del governo Meloni, centinaia di compagne e compagni, provenienti da tante e diverse “postazioni” comuniste, hanno avviato uno straordinario processo unitario e nel novembre del 2023 si sono congiunti nel MpRC, invertendo finalmente quella nefasta e spesso narcisista pulsione all’atomizzazione, alla continua polverizzazione che ha segnato di sé gli ultimi decenni del movimento comunista italiano, inaugurando, al contrario, una virtuosa tendenza unitaria comunista che ha già dato frutti e altri ne darà, corposi, già nel prossimo futuro. Una nuova tendenza unitaria che è sfociata, nel maggio del 2024, nell’Assemblea nazionale a Roma nella quale il MpRC ha proposto un nuovo allargamento unitario, allargamento avvenuto e dal quale è nata Prospettiva Unitaria, l’insieme del MpRC, di Resistenza Popolare, Patria Socialista e Costituente Comunista. Un allargamento unitario che oggi permette a Prospettiva Unitaria di essere presente, in forme organizzative diverse, in 19 regioni!
Di fronte a questi successi unitari, il MpRC vuol di nuovo rivolgersi alle “isole” comuniste che vanno perpetuando la loro, stremata, separatezza, lanciando ancora una volta quest’appello: “Uniamoci, abbandoniamo la suicidaria spinta alla moltiplicazione di noi, che ci spinge all’inessenzialità. Uniamoci, invece, per la costruzione del partito comunista!”.
Mai come ora vale anche per noi il senso dei toccanti versi del poeta inglese John Donne, che rispetto alla solitudine umana e all’esigenza perenne della fratellanza, scriveva nel 1624, in un verso della sua Meditazione XVII, “Nessun uomo è un’isola”. Cosicché oggi possiamo e dobbiamo dire, sotto questi cieli oscuri, “nessun comunisti è un’isola”!
È l’ora! Nessuno si tiri indietro. Dopo tanti sacrifici un altro occorre farne, decisivo: sabato 25 gennaio tutti a Roma!
Dobbiamo costruire il partito comunista! E non ne vogliamo costruire “un altro”. Vogliamo costruirlo perché, ora, il partito comunista non c’è!
L’Italia è un Paese occupato da un esercito straniero, la Nato. Circa 130 basi Nato e Usa dispiegate su tutto il nostro territorio nazionale costituiscono un immenso e terrificante potere extranazionale che ha esautorato di poteri il parlamento, l’esercito, le forze dell’ordine, i servizi segreti. L’Italia è in guerra, lo è già da ora; come disperatamente sempre “ci avvisa” il compagno fisico nucleare Massimo de Santi (nostro, per noi prestigioso, compagno) la guerra nucleare è stagliata sull’orizzonte tragico dei popoli, sulla skyline del loro prossimo futuro; i nostri soldati già marciano dietro i carri americani, nelle basi Nato e Usa si va già costruendo il verosimile e terribile avvenire del popolo italiano e di fronte a queste basi militari non garriscono le bandiere rosse con la falce e il martello!
Ecco che cosa intendiamo quando asseriamo che in Italia il partito comunista non c’è e noi vogliamo/dobbiamo costruirlo! Non ne vogliamo costruire “un altro”, vogliamo costruire l’organizzazione d’avanguardia, rivoluzionaria e di lotta delle comuniste e dei comunisti del nostro Paese!
La terza guerra mondiale rimbomba come un tuono dal tallone di ferro degli Usa, della Nato e dell’intero fronte imperialista, e nelle piazze, nelle strade, davanti alle fabbriche non c’è un movimento di popolo, di massa, che alzi la testa e dica “No alla guerra! No alla Nato!” E questo movimento non c’è anche perché non è in campo un partito comunista capace di unire le forze, i lavoratori, gli studenti, di indicare la strada unitaria della lotta antimperialista e per la pace! Di costruire un Fronte ampio di lotta e di liberazione dalla guerra imperialista!

Non c’è un partito comunista in grado di sollecitare le forze più avanzate, di seminare il valore dell’unità, dell’unità nella lotta, di rendere popolare la lotta contro quella dittatura della Nato che ci sta portando alla guerra! Non c’è un partito comunista in grado di formulare e disseminare l’idea-forza della lotta contro la guerra e per la pace! Non c’è questo partito comunista, non lo si vede agire tra le avanguardie, tra il popolo e noi non vogliamo dunque, “costruirne un altro”, non siamo folli o così innamorati di noi stessi. Vogliamo colmare un vuoto che è già drammatico, vogliamo colmare questo vuoto con l’organizzazione e la messa in campo di un partito comunista capace di alzare un braccio e di indicare la strada, di urlare alle avanguardie, ai lavoratori, alle forze più combattive, al popolo: “Uniamoci, è l’ora! Lottiamo assieme, è l’ora!”.
Alla Stellantis, alla ex Whirlpool, alle Cartiere Miliani di Fabriano, ai Cantieri navali, migliaia e migliaia di operai sono già stati brutalmente espulsi dalla produzione o il loro posto di lavoro è fortemente minacciato, ma davanti alle fabbriche non garriscono le bandiere rosse con la falce e il martello! Perché? Perché è finito storicamente il movimento comunista? No! Esso è più forte e più vivo che mai e nell’intero quadro mondiale governa circa un quinto dell’intera umanità! Il movimento comunista è in crisi qui, in Italia ed è per questo che le bandiere rosse sono tristemente assenti davanti alle fabbriche e nei luoghi di lavoro! Non vogliamo costruire un nuovo partito comunista! Vogliamo consegnare alla “classe”, ai lavoratori, il partito comunista!
Israele continua – impunita, con un vergognoso beneplacito degli Usa e dell’Ue che la storia, invece, condannerà e punirà duramente – la sua guerra fascista, volta a massacrare il popolo di Gaza e i popoli dell’intero Medio Oriente. Ma le bandiere rosse con la falce e il martello, portate da militanti comunisti e rivoluzionari disposti anche allo scontro e la galera, non garriscono di fronte all’ignobile ambasciata israeliana a Roma. Non garriscono perché quel partito comunista che vogliamo noi, coraggioso, di lotta, di strada e di piazza, partigiano, antimperialista, filopalestinese sino al punto di urlare di fronte all’ambasciata di Israele che Netanyahu ed il suo esercito di sterminio sono neonazisti, capace di unire e unirsi alle forze più avanzate, non c’è! Non è “un altro partito comunista” che vogliamo! Ciò che vogliamo è il partito comunista che porterà le proprie bandiere rosse con la falce e il martello di fronte alle ambasciate di Israele, degli Usa, di fronte alla sede della Scuola militare della Nato, la Defense College della Cecchignola di Roma, in via Pelosi 1! Vogliamo costruire quel partito comunista che non c’è, capace di lavorare con le altre forze comuniste e antimperialiste europee per un’unità d’azione nella lotta di fronte al Quartier Generale della Nato, lungo il boulevard Lèopold III, a Bruxelles, senza la paura della repressione, affinché la lotta sia un urlo, un tuono a cui rispondano i lavoratori, i giovani, gli intellettuali di tutte le capitali dell’Ue!
Vogliamo costruire un partito comunista senza più balbettii: vi è una guerra della Nato contro la Russia, vi è una risposta della Russia e di Putin, una risposta volta a far sì che l’Ucraina non si trasformi in un’altra, sterminata, base Nato ai confini russi e pronta a minacciare e colpire anche la Cina e così l’intero mondo multipolare in costruzione!
Non sono più sopportabili i balbettii timorosi di alcuni “comunisti”: noi vogliamo costruire un partito comunista capace di affermare in modo chiaro e forte che Zelensky è un fascista, che gli Usa, la Gran Bretagna, la Nato e l’Ue hanno sostenuto il processo di nazificazione dell’Ucraina e che i comunisti stanno totalmente dalla parte del Partito Comunista della Federazione Russa, della Russia e di Putin! Non più balbettii, opportunismi, prudenze, tatticismi: per costruire il partito comunista occorre stare “da una parte della barricata” e chi non sta da una parte della barricata è la barricata. Noi vogliamo così costruire il partito comunista che non c’è: lottando, costruendo coscienza di classe, internazionalista e conseguentemente antimperialista!
La Sanità pubblica è sempre più distrutta e privatizzata, le liste d’attesa per un esame o per una visita sono sempre più lunghe, anche di anni. Il Trattato di Maastricht, le politiche ferocemente liberiste e antisociali dell’Ue e le spese militari dei governi Ue asserviti alla Nato, con alla testa il governo Meloni, come lo erano i governi di “centro – sinistra”, sono alla base della distruzione della Sanità pubblica. I grandi padroni hanno già in bocca il “topo” della Sanità pubblica, ma davanti agli ospedali, ai Cup, davanti alle sedi delle Regioni, sotto Palazzo Ghigi, davanti alla sede della Commissione europea a Roma, Palazzo dei Campanari, via IV Novembre, non garriscono le bandiere rosse con la falce e il martello! Vogliamo costruire un partito comunista che porti i propri militanti di fronte ai Pronto Soccorsi, che porti pacificamente i propri volantini nei Pronto Soccorsi e nei reparti d’ospedale, denuncino con forza il martirio della Sanità pubblica, che non disorientino più i lavoratori raccogliendo firme solo contro i ticket, ma popolarizzino l’idea e la verità che il problema è la lotta per la cancellazione della legge di aziendalizzazione e regionalizzazione della Sanità pubblica, che ha esentato lo Stato centrale (sempre più liberale e anticostituzionale) a farsi carico, come chiederebbe un paese civile, dalla spesa generale della Sanità!
Un partito comunista, dunque, in grado di rilanciare la lotta di classe attraverso la “verità di classe” e non con mezze misure!
Devono finire i balbettii di alcuni “comunisti” che ancora parlano di “un’altra Europa”! Vogliamo costruire un partito comunista che lanci ai lavoratori, al popolo italiano un messaggio forte e chiaro: “Fuori l’Italia dall’Ue e dall’euro”. E dir loro che ciò si può fare, appellandosi al Trattato di Lisbona che prevede questa scelta autonoma di un Paese e di un popolo e che “la dittatura della geografia” non può condannare il popolo italiano alla subordinazione a Bruxelles, alla Nato e al grande capitale transnazionale europeo, ma che occorre una nuova collocazione filosofica e politica dell’Italia, che liberi l’Italia ed il suo popolo dal dominio della Banca centrale europea e dal capitale finanziario sovranazionale europeo e che questa nuova collocazione è possibile, è storicamente data, e sta nell’uscire dall’Ue ed entrare nel fronte, libero e senza impegni militari, dell’ormai grande area planetaria dei Brics-plus, l’area mondiale socialista e progressista.
È l’ora!
Nessuno manchi all’appuntamento!
Non è lecito farlo, non è possibile, non è da comunisti mancare!
Sabato 25 gennaio, Roma, Teatro Flavio, vogliamo gettare le basi per costruire un partito comunista che riporti le bandiere rosse con la falce e il martello di fronte alle Basi Usa e Nato, di fronte alle sedi dell’Ue, di fronte alle fabbriche e nel cuore di tutti i comunisti, dei lavoratori, dei giovani e del nostro popolo!
