Usa: Trump minaccia di imporre dazi al 100% ai paesi BRICS se il gruppo smetterà di utilizzare il dollaro nelle transazioni commerciali

da “Brasil de fato”, 2 dicembre 2024. Versione italiana a cura di F.G.

Il presidente eletto degli Stati Uniti,  Donald Trump , ha usato le sue reti sociali, sabato pomeriggio 30 novembre, per minacciare di imporre dazi al 100% ai paesi Brics se il Gruppo adotterà, nelle sue transazioni commerciali, la propria valuta o qualsiasi altra valuta che sostituisca il dollaro USA.

Secondo Trump, gli Stati Uniti non staranno più “a guardare” e non si limiteranno ad “osservare” il tentativo dei paesi BRICS di abbandonare il dollaro come valuta utilizzata nelle transazioni commerciali internazionali.

“Chiediamo a questi paesi l’impegno a non creare una nuova valuta BRICS, né a sostenere qualsiasi altra valuta che sostituisca il potente dollaro americano”, ha scritto Trump sul suo account Truth Social, una piattaforma gestita dai media del nuovo presidente americano.

“Se il Gruppo di paesi insistesse nel dibattito sulla possibile de-dollarizzazione del commercio internazionale, si troverebbero ad affrontare” – ha ribadito Trump – “dazi al 100% e dovrebbero aspettarsi di dire addio al mercato e alla meravigliosa economia degli Stati Uniti”. “Potranno andare a cercare degli altri folli!”, ha esclamato Trump nel suo post. 
 Il gruppo BRICS è attualmente composto da Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa, Egitto, Etiopia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Iran.

Nell’ottobre di quest’anno, 2024, una lunga serie di dibattiti ha tentato di approfondire la questione della de-dollarizzazione e ciò durante il vertice dei BRICS, tenutosi a Kazan, in Russia. Le discussioni che ne sono nate e la successiva  “Dichiarazione di Kazan”   hanno finito per accentuare i sospetti degli Stati Uniti riguardo alle strategie del Gruppo volte a ridurre l’impatto dell’uso del dollaro nel commercio internazionale.

Una nuova valuta di riserva internazionale

In un  testo pubblicato nell’ottobre di quest’anno  su  “Brasil de Fato”, l’economista Paulo Nogueira Batista Jr. ha scritto che l’attuale ordine monetario e finanziario internazionale, dominato dal dollaro americano, è sicuramente “disfunzionale e insicuro”. “Il sistema è diventato un’arma geopolitica per applicare sanzioni, punizioni e confische”, ha sostenuto Paulo Nogueira Batista Jr.

Per l’economista in questione, paesi come Cina, Russia e Iran non sembrano essere molto intimoriti dalle pressioni di Trump, “ma lo stesso non si può dire per gli altri paesi BRICS. E anche Pechino potrebbe esitare ad avviare questa lotta con Washington”, ha riflettuto Paulo Nogueira, che è stato dal 2015 al 2017 vicepresidente della Nuova Banca di Sviluppo, sostenuta dai BRICS, a Shangai.

L’economista ha dichiarato altresì che il sistema di pagamento Swift, controllato soprattutto dagli Stati Uniti, “è utilizzato sistematicamente come strumento per punire e minacciare paesi ed entità considerati ostili agli USA”. “Le banche di questi paesi vengono drasticamente escluse dal sistema, come è successo con la Russia”, ha spiegato. Aggiungendo, con una postilla dalla grande densità strategica e persino storica: “L’avvio della eventuale de-dollarizzazione, da parte dei BRICS e soprattutto della Cina come paese guida del Gruppo, sarebbe interpretato dagli USA come una dichiarazione di guerra, di una guerra economica planetaria come ancor più potente abbrivio di quella guerra mondiale in armi già contemplata e praticata, peraltro, dagli USA. E ciò che occorre capire è che se ora i BRICS e la Cina possono ancora attendere e valutare l’avvio della de-dollarizzazione, essa è già inscritta nella storia mondiale, innanzitutto per il fatto che la potenza dei BRICS è in continua espansione e sempre più va acquisendo caratteri planetari inarrestabili”. “E ciò – ha chiosato Paulo Nogueira – significherà un totale e storico cambiamento del quadro internazionale generale, con una caduta del vecchio ordine occidentale e la nascita di un nuovo ordine planetario che si svilupperà dall’America Latina all’Asia passando dall’Africa. Un nuovo mondo”.

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