Come il nuovo missile russo l’Oreshnik sta cambiando il gioco

Di Orazio Dimauro

Definire un’arma come un “punto di svolta” sul campo di battaglia è spesso definita un’esagerazione. Numerosi sistemi d’arma forniti all’Ucraina sono stati presentati come decisivi, ma nessuno di questi ha modificato in modo significativo l’andamento della guerra. L’Oreshnik, però, rappresenta una singolarità. La sua capacità di portare devastazione senza essere un’arma nucleare lo rende davvero rivoluzionario.

Perché l’Oreshnik è differente e innovativo.

L’Oreshnik è equipaggiato con 36 testate cinetiche, è una risposta innovativa e non convenzionale, da parte degli ingegnieri russi, alla decisione degli Stati Uniti di abolire il Trattato INF (Forze Nucleari a Raggio Intermedio). A differenza dei missili nucleari, che esplodendo implicitamente causano conseguenze politiche e umanitarie devastanti, l’Oreshnik raggiunge un livello di deterrenza simile e paragonabile alle testate tattiche nucleari, senza usare la tecnologia nucleare.

Gli Stati Uniti avevano sperato che dispiegando i missili nucleari in Europa avrebbero raggiunto un vantaggio strategico sulla Russia. L’Oreshnik, però, annulla questo vantaggio senza infrangere le linee rosse associate alle armi nucleari. In questo modo, la Russia è riuscita a liberarsi dal tentativo statunitense di costringerla a scegliere tra la resa o l’attuazione del proprio arsenale nucleare, evitando di avvitarsi in una spirale di escalation che avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.

Un’alternativa strategica al nucleare

L’Oreshnik è parte della nuova strategia di Mosca che non vuolei cadere nella provocazione nucleare voluta dagli Stati Uniti. Durante la guerra in Ucraina, Washington ha gradualmente aumentato il livello e la potenza delle armi fornite a Kiev, sperando di forzare la Russia a rispondere con azioni estreme. La narrativa occidentale ha più volte paventato che Mosca fosse sul punto di ricorrere a testate nucleari, ma questa retorica si è rivelata infondata. L’Oreshnik offre alla Russia una risposta asimmetrica: può infliggere danni simili a quelli di un attacco nucleare tattico, ma senza violare le convenzioni internazionali o provocare una crisi diplomatica insanabile, oltre a non portare a conseguenze devastanti per la popolazione e l’ambiente che deriverebbero da un attacco nucleare. L’annuncio che l’Oreshnik sarà integrato nelle Forze Strategiche, fino ad oggi riservate solo alle armi nucleari, marca il peso strategico che la Russia attribuisce a questa tecnologia, considerata un’alternativa al nucleare ma con effetti comparabili.

La base dell’Oreshnik: l’energia cinetica

L’Oreshnik sfrutta un principio fisico semplice ma devastante: l’energia cinetica, data dalla combinazione di massa e velocità. Le sue testate, progettate per viaggiare a velocità ipersonica, possono colpire i bersagli con un livello di distruzione simile a quello di un’esplosione nucleare tattica, senza generare contaminazione radioattiva. Da decenni li Stati Uniti avevano provato a creare una simile arma ma si erano arenati davanti alle difficoltà tecniche. Gli ingegneri russi, invece, sembrano aver superato le sfide legate al volo ipersonico, grazie a materiali innovativi e a scoperte tecnologiche avanzate. L’Oreshnik è un’arma non nucleare con effetti nucleari, con una gittata di 5.000 chilometri, è un’arma interamente convenzionale, ma i suoi effetti distruttivi la rendono paragonabile alle armi nucleari tattiche. Non solo può colpire obiettivi strategici con estrema precisione, ma lo fa senza violare i trattati internazionali o oltrepassare le linee rosse associate all’uso del nucleare. In futuro, la Russia potrebbe sviluppare versioni dell’Oreshnik con una portata ancora maggiore, rendendo possibile colpire obiettivi in territori statunitensi o in basi militari chiave all’estero. Questo approccio permetterebbe a Mosca di esercitare una pressione strategica senza innescare una reazione nucleare.

Conseguenze geopolitiche

Nonostante il primo impiego dell’Oreshnik, gli Stati Uniti hanno continuato a incoraggiare l’Ucraina a colpire obiettivi in territorio russo, come dimostrano i recenti attacchi con missili ATACMS. Tuttavia, dal punto di vista militare, questi attacchi risultano irrilevanti, mentre l’Oreshnik sottolinea l’impossibilità di difendersi da un sistema d’arma simile.

Un suo primo uso strategico è il possibile attacco alla base missilistica statunitense di Redzikow in Polonia, un obiettivo dichiarato dalla Russia da tempo. Un attacco convenzionale preannunciato, che causerebbe danni significativi senza vittime, potrebbe mettere alla prova la volontà della NATO di invocare l’Articolo 5. Se ciò accadesse, la strategia americana rischierebbe di ribaltarsi: questa volta, sarebbero gli Stati Uniti a trovarsi nella posizione di essere sottoposti a una pressione crescente da parte di Mosca, senza il margine per reagire con un’escalation nucleare.

Conclusione

L’Oreshnik rappresenta una nuova categoria di armi: non nucleare ma con effetti strategici equivalenti al nucleare. Con questa tecnologia, la Russia dimostra di poter contrastare la pressione americana e mantenere la sua posizione strategica senza dover ricorrere ad azioni che potrebbero isolarla diplomaticamente o mettere a rischio la sicurezza globale. L’introduzione di armi come l’Oreshnik segna una svolta nel bilanciamento del potere militare, mostrando come la tecnologia non nucleare possa ridefinire le regole del gioco globale ed essere il modo nel quale sarà combattuta la terza guerra mondiale.

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