Di Orazio Di Mauro

Gli Stati Uniti hanno dispiegato il sistema THAAD presso la centrale di Dimona, nel deserto del Negev. È noto che la centrale di Dimona contiene almeno 200 bombe atomiche, che si dice siano a disposizione di Israele. A mio parere, però, le armi nucleari dislocate a Dimona non sono completamente sotto il controllo di Israele, ma potrebbero essere a disposizione dell’esercito americano, con Israele che ne è solo il custode. Di questo problema parlerò in un altro articolo.
Partendo da questa premessa, ritengo che le bombe atomiche di Dimona abbiano avuto un ruolo nella storia una sola volta, durante la guerra del Kippur. Secondo lo storico militare israeliano Martin Van Creveld, esse furono utilizzate come minaccia e deterrente quando la battaglia sul Golan stava volgendo a favore dei siriani. La minaccia di utilizzare queste bombe causò il rapido ritiro delle truppe siriane, permettendo agli israeliani di avanzare, evitando così di essere cacciati dall’altopiano del Golan.
Oggi, come dichiarato dal Segretario alla Difesa Austin, le bombe a Dimona sono state messe in sicurezza grazie al dispiegamento della batteria THAAD. Le batterie THAAD operative sotto controllo americano sono 8, e ciascuna è composta da 45 lanciatori, con un equipaggio di circa cento uomini. Tuttavia, esiste un problema molto serio: gli Stati Uniti temono che non vi siano più di qualche centinaio di missili THAAD disponibili, il che significa che ogni batteria potrebbe essere dotata di un numero limitato di missili. In particolare, le batterie THAAD potrebbero lanciare circa 50 missili prima di rimanere senza risorse. Sperare in una produzione accelerata negli Stati Uniti è inutile, poiché l’industria militare americana riesce a produrre al massimo un centinaio di missili all’anno. Questo rappresenta un limite fisico evidente per la batteria THAAD, e una saturazione da parte di Iran o Russia potrebbe risultare devastante sia per la batteria stessa che per la centrale di Dimona.
Rimane il fatto che la centrale di Dimona non è completamente sotto il controllo di Israele, ma funge da deposito di bombe atomiche, alcune delle quali sotto il controllo degli israeliani, ma non utilizzabili a loro piacimento.
Il Segretario Austin, su indicazione del Presidente, ha autorizzato il dispiegamento di una batteria THAAD e di personale militare statunitense in Israele per rafforzare le difese aeree dopo gli attacchi senza precedenti dell’Iran contro Israele il 13 aprile e il 1° ottobre. Questo schieramento aumenterà il sistema di difesa integrato di Israele, sottolineando l’impegno degli Stati Uniti per la difesa del paese e degli americani in Israele.
Non è la prima volta che gli Stati Uniti dispiegano una batteria THAAD nella regione: il Presidente aveva già ordinato il dispiegamento di una batteria l’anno scorso dopo gli attacchi del 7 ottobre per proteggere le truppe americane e gli interessi nella regione. Una batteria THAAD era stata precedentemente schierata in Israele nel 2019 per addestramento e esercitazioni di difesa aerea integrata.
In conclusione, appare chiaro che gli Stati Uniti, temendo un’escalation da parte di Israele e il possibile danneggiamento delle bombe di loro proprietà, siano fortemente impegnati a preservare la loro forza nucleare, che potrebbe essere messa in discussione in futuro da Russia e Cina. Nonostante questo, non abbiamo certezza che una guerra nucleare totale possa avvenire, ma piuttosto si potrebbe trattare di un conflitto limitato all’uso di bombe nucleari tattiche. La domanda che pongo è: ci sono bombe nucleari tattiche a Dimona? Credo di sì. Tuttavia, ogni bomba ha bisogno di un vettore e, nello specifico, l’uso di armi nucleari tattiche richiede una strategia ben precisa, che, a mio parere, gli Stati Uniti non lasceranno totalmente nelle mani degli israeliani.
Ne consegue che l’esercito israeliano, pur essendo autonomo in molti aspetti, dipende in modo sostanziale dal Pentagono, e non ci si devono aspettare guerre nucleari di vasta scala in Medio Oriente. Piuttosto, assisteremo a una guerra devastante per i civili, ma senza un conflitto nucleare esteso. Gli americani non lo vogliono, e probabilmente nemmeno i russi. Se mai dovesse avvenire l’uso di armi nucleari tattiche, ciò potrebbe accadere in Europa, dove presto o tardi si dovrà affrontare la necessità di un riarmo, non solo di mezzi ma anche di uomini. Il primo passo, quando i governanti europei saranno messi alle strette, sarà la riconversione da un’economia civile e di pace a un’economia di guerra, qualcosa che purtroppo prima o poi accadrà.
