di Sergio Leoni, della redazione di “Futura Società” e dirigente MpRC di Ancona
I recenti avvenimenti metereologici che hanno colpito nuovamente l’Emilia Romagna, questa volta hanno riguardato anche vaste zone della vicina e confinante regione Marche.

Quelli che ormai è del tutto riduttivo definire come “danni per il maltempo”, hanno riguardato questa volta anche diverse aree del territorio marchigiano. Attraverso un andamento delle cose che non può non essere ricondotto ad una gestione sconsiderata del territorio e in cui si devono riconoscere una volta di più i risultati dell’ormai consueta logica del profitto a tutti i costi e nella completa inosservanza delle più elementari norme di prudenza, si è consumata l’ennesima “emergenza”.
Tutta la stampa nazionale e le televisioni hanno parlato in questi giorni della grande alluvione a Castelferretti, quartiere di Falconara Marittima, provincia di Ancona, dove da venerdì 13 a domenica 15 settembre (presso la sede del Centro culturale “L’Isola che non c’è”) si è svolta la Festa nazionale del Movimento per la Rinascita Comunista (MpRC). Castelferretti è stata una delle zone più colpite dalle piogge imponenti di questi giorni e la piazza centrale, ove ha sede “L’isola che non c’è”, è divenuta un lago.
La sede del Centro culturale che ha ospitato la Festa nazionale del MpRC è andata del tutto sott’acqua. Non è stato possibile salvare niente.
I danni sono talmente rilevanti da mettere seriamente in discussione la possibilità che questo locali (chi li ha visitati e vissuti, come i compagni e le compagne del MpRC che, in tanti, sono stati alla Festa nazionale, sanno quanto fossero insieme accoglienti e adatti a iniziative come quella appena conclusa) possano tornare ad essere praticabili.
Abbiamo già visto quale sia stato l’atteggiamento del governo rispetto a realtà fortemente compromesse e altrettanto fortemente ignorate o ripagate con quella che non si può definire che un’elemosina.
Come è purtroppo evidente, il MpRC non dispone delle possibilità economiche per aiutare in qualche modo e seriamente i compagni che hanno subito questa vera e propria catastrofe, i compagni dell’“Isola che non c’è, ai quali va l’infinta riconoscenza del MpRC per la grande accoglienza e disponibilità che hanno sempre dimostrato nei nostri confronti, permettendoci di svolgere la nostra Festa nazionale e tante altre iniziative nella loro meravigliosa sede, ora distrutta dal quel maltempo che nella sua degenerazione è frutto dell’incuria del territorio. Tuttavia, stringendoci attorno ai compagni e le compagne dell’“Isola che non c’è”, riconoscendo in essi l’etica e la solidarietà comunista storica, vogliamo far sentire tutta la nostra vicinanza, rendendoci disponibili per ogni aiuto per noi possibile. Un abbraccio, compagni e compagne! E ancora grazie per tutto l’aiuto che sempre ci avete dato e che vorremmo corrispondere. La nostra speranza coincide con la vostra: tornare all’”Isola che non c’è”!
