LE NUOVE REGOLE DELLA GUERRA. L’OPERAZIONE UCRAINA IN RUSSIA. A cura di Orazio Di Mauro

Affrontare e esaminare l’azione ucraina in Russia, iniziata poche settimane fa è cosa complessa, specie se fatta quando le operazioni sono ancora in corso e nulla ci dice che si avvicinino alla fine. Quindi esamineremo solo la parte iniziale di questa operazione, rimandando più avanti un’analisi più compiuta e sistematica dell’operazione ucraina. In questo breve scritto cercheremo di spiegare come abbiano fatto gli ucraini ad avanzare di 25 km in direzione della centrale di Kursk e che modalità abbiano utilizzato. 

Iniziamo col dire che gli obiettivi ucraini erano diversi ma quello predominante era la conquista della centrale nucleare di Kursk che si trova in Russia, nella regione di Kursk, vicino alla città di Kurchatova circa 40 chilometri a ovest della città di Kursk.  Una volta presa la centrale essa sarebbe stata minata e usata come scambio per costringere la Russia a ritirarsi dai territori ucraini occupati dal febbraio 2022. Ma come hanno fatto gli ucraini ad avanzare per 25 km dei 40 km che dista la centrale dal confine. Bisogna riconoscere che le forze ucraine supportate da esperti NATO hanno fatto tutto per bene. Le unità mobili sono avanzate dopo il facile, perché “inaspettato”, sfondamento del fronte. Le modalità d’avanzata sono state dettate e organizzate dalla Gran Bretagna che per paradosso ha seguito le tattiche e le manovre strategiche copiate dall’attacco tedesco del 22 giugno 1941. Ovviamente porzionalmente agli uomini interessati e al ridotto territorio disputato.

 Le forze ucraine, aperto il varco hanno cominciato a sfruttarlo. sono avanzate rapidamente attraverso di esso. Le unità di ricognizione hanno individuato i punti deboli del nemico e valutata la situazione sul campo, fornendosi di informazioni cruciali su movimenti russi sul terreno. A questo punto sono entrate le forze di penetrazione, che una volta aperto il varco, hanno proseguito verso gli obiettivi prestabiliti. Le forze mobili erano costituite da carri armati, veicoli corazzati e unità meccanizzate, L’obiettivo era evitare di restare impantanati in combattimenti prolungati e spingersi velocemente nelle retrovie nemiche verso la centrale nucleare. 

Le forze mobili sono avanzate in colonne, sfruttando strade sia principali che secondarie per mantenere alta la velocità. Se possibile, evitavano centri abitati o fortificazioni pesanti che potevano rallentare l’avanzata. La logistica del grosso delle forze era ridotta per evitare che finisse sotto i bombardamenti russi.  Le unità russe presenti nello scacchiere erano numericamente ridotte, e poco armate ciò ne ha ridotto l’efficacia operativa, consentendo alle forze avanzanti di concentrarsi sugli obiettivi più vitali. Le unità mobili miravano a conquistare rapidamente la centrale di Kursk, per quanto sottili e poco rifornite logisticamente queste unità ucraine, se fossero arrivate nei pressi della centrale l’avrebbero presa facilmente e vi si sarebbero asserragliate. Prima di passare a interpretare il fallimento dell’operazione è utile capire la disposizione delle forze russe nell’area interessata erano poche e le guardie di frontiera non ne aumentavano di molto la consistenza. Soprattutto le guardie di frontiera si sono battute con coraggio ma vanamente. Ma allora cosa ha salvato la centrale. 

Prima di passare ad interpretare il fallimento della presa della centrale è utile capire la disposizione delle forze russe nell’aria. Bisogna dirlo le truppe russe erano poche e le guardie di frontiera non erano in numero sufficiente a fermare l’attacco tempestivamente. Le forze ucraine giunte a meno di 15 km dalla centrale hanno modificato la linea di marcia e fatto una conversione verso nord-ovest muovendosi e spostando l’incursione verso la regione di Belgorod, quella sì fortemente presidiata. Perché abbiano fatto questo è un mistero e ad oggi nessuno lo ha spiegato, certo è che la centrale si è salvata. In ultimo risulta falsa l’affermazione che gli ucraini siano entrati in Russia in piccoli gruppi. Al contrario all’inizio dell’attacco le forze ucraine sono entrate nel territorio di kursk in lunghe e compatte colonne che  occupavano  lo spazio di oltre 3 km per colonna. Un tributo va dato alle guardie di frontiera russe, che avevano segnalato almeno cinque giorni prima grossi movimenti al confine ucraino. Non sono stati ascoltati e l’esercito russo ha sottovalutato i pericoli incombenti. Personalmente penso che siamo di fronte alla classica indolenza russa la quale spesso ha portato il gigante slavo a sottovalutare dei pericoli incombenti salvo poi recuperare.

Lo scontro a sarà ancora lungo e lunga sarà la guerra, le speranze sorte dall’iniziativa diplomatica di Orban sono state distrutte. In questo breve scritto mi sono occupato del tentativo ucraino di conquistare la centrale di Kurchatova. Tentativo fallito, possiamo dire che la centrale sarebbe stata presa se l’unità mobile Ucraina deputata a questo scopo vi fosse arrivata. Non vi è arrivata e i motivi ancora non sono chiari, l’umanità sarebbe stata in pericolo di una guerra nucleare qualora gli ucraini l’avessero presa, minata e iniziato a ricattare Il Cremlino. In una tale situazione La Russia avrebbe avuto solo due  possibilità, patteggiare con gli ucraini un ritiro quindi perdere la guerra, oppure minacciare ed effettuare un attacco nucleare sul territorio ucraino come ritorsione per la distruzione della centrale. A questo punto il pericolo di una guerra nucleare sarebbe stato quasi certo.

Il paradosso è che l’obiettivo primario dell’attacco ucraino consistente nella presa della centrale È stato quello più vicino a verificarsi. Gli altri obiettivi, distogliere forze dal donbass, gettare la Russia nel caos sono falliti. Uno però è andato a buon fine. Consiste nella galvanizzazione dei media occidentali. Al  popolo occidentale iene sempre più fatto credere che la il crollo della Russia è imminente. La realtà è che l’avanzata in Donbass continuerà sempre più e in Russia nella piccola regione conquistata dagli ucraini la presenza dagli stessi sarà ridotta a poco a poco e quindi ci vorrà del tempo e la guerra continuerà. Oramai la Russia sa che l’occidente la vuole distruggere e quindi farà di tutto per non farsi distruggere e per distruggere essa stessa d’occidente.

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