Il Movimento per la Rinascita Comunista (MpRC) ha avuto l’onore di essere stato invitato, da Sua Eccellenza Mirta Granda Averhoff, Ambasciatrice della Repubblica di Cuba in Italia, alla celebrazione dell’anniversario della nascita del Comandante Fidel Castro Ruz, che si è tenuta lo scorso 13 agosto 2024 presso la Sala “Celia Sánchez”, all’Ambasciata di Cuba, Roma. Il MpRC ha inviato all’importante evento il proprio Responsabile Esteri, compagno Gianmarco Pisa, di cui pubblichiamo, di seguito, il saluto che invieremo anche all’Ambasciata di Cuba.
Il saluto del compagno Gianmarco Pisa

“Nel discorso di chiusura del V Incontro sulla globalizzazione e i problemi dello sviluppo, L’Avana, 14 febbraio 2003, Fidel affermava: «Forse il più utile dei nostri sforzi nella lotta per un mondo migliore sarà quello di dimostrare quanto si può fare con così poco se tutte le risorse umane e materiali della società vengono messe al servizio del popolo».
In questo passaggio emergono due tra i tratti più significativi del pensiero e dell’opera di Fidel:
– l’internazionalismo, il contributo fattivo e trasformativo alla costruzione di un mondo migliore, in senso socialista, o, per dirla con le parole stesse di Fidel, «l’internazionalismo è l’essenza più bella del marxismo-leninismo e dei suoi ideali di solidarietà e fratellanza tra i popoli. Senza l’internazionalismo la Rivoluzione cubana non esisterebbe nemmeno. Essere internazionalisti significa saldare il nostro debito nei confronti dell’umanità» (F. Castro, 1978);
– il socialismo, declinato sempre come socialismo concreto, umanista, marxiano e martiano; e nello stesso discorso del 2003, come in tanti altri, del resto, i riferimenti a Marx e Martì, certo non mancano, come quando, nel 2000, Fidel sottolineava che «Rivoluzione è unità, è indipendenza, è lottare per i nostri sogni di giustizia per Cuba e per il mondo, il che è la base del nostro patriottismo, del nostro socialismo e del nostro internazionalismo» (F. Castro, 2000).
Il carattere attraverso il quale emergono con maggiore evidenza queste ispirazioni di Fidel, e che peraltro hanno sempre accompagnato, dal 1959 in avanti, lo sviluppo del socialismo a Cuba, è la straordinaria capacità innovativa di questo socialismo, il suo porsi come “via nazionale” e ispirazione per il “socialismo del XXI secolo”, la sua capacità di generare trasformazione e innovazione. Tre esempi su tutti, tra quelli più recenti:
1. la riforma costituzionale, che ha portato alla nuova Costituzione di Cuba del 2019, uno straordinario esempio di revisione e redazione costituzionale popolare, tanto è vero che oltre il 60% degli articoli di questa nuova Costituzione sono stati modificati a partire da oltre 780.000 proposte scaturite da oltre 130.000 riunioni di tutte le articolazioni politiche, sociali, economiche, produttive, culturali del complesso della realtà sociale cubana.
Cuba è definita per la prima volta uno “Stato socialista di diritto e di giustizia sociale, democratico, indipendente e sovrano, organizzato con tutti e per il bene di tutti” (art. 1) e pone come fondamento della propria struttura, riconoscendo le diverse forme di proprietà, tra le quali la proprietà privata “con un ruolo puramente complementare nell’economia”, “un sistema di economia socialista basato sulla proprietà di tutto il popolo sui mezzi di produzione fondamentali, come forma principale di proprietà, e sull’indirizzo pianificato dell’economia, che tiene conto, regola e controlla il mercato in funzione degli interessi della società” (art. 18).
2. il nuovo Codice delle Famiglie, approvato con referendum popolare nel 2022, dopo uno straordinario processo di discussione ed elaborazione popolare e di massa, che si pone oggi come uno dei codici di famiglia tra i più completi e avanzati del mondo, riconoscendo “le diverse forme di organizzazione delle famiglie, basate su relazioni di affetto, in quanto si creano tra parenti, indipendentemente dalla natura della parentela, e tra coniugi o partner affettivi” (art. 2) e sancendo “la piena uguaglianza tra donne e uomini […] preservando in ogni caso il diritto delle donne di decidere sul proprio corpo” e “il pieno sviluppo dei diritti sessuali e riproduttivi, indipendentemente dal sesso, dal genere, dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, dalla disabilità o da qualsiasi altra circostanza personale” (art. 4).
3. la “nuova politica economica” lanciata con il Piano di aggiornamento del socialismo cubano, approvato dal VI Congresso del Partito Comunista di Cuba (PCC), il 18 aprile 2011, introducendo una serie di nuove politiche e modelli socioeconomici, decentralizzando la produzione agricola, consentendo attività private in alcuni settori minuti, migliorando le strutture dei servizi sociali pubblici e lanciando, a partire dal 2012, più di 40 nuove proposte normative su tasse, produzione, investimenti nazionali ed esteri.
Cuba, al tempo stesso, avanza nella costruzione del proprio sistema socialista, e risponde allo strangolamento imposto dal bloqueo, il genocidio più grande della storia, contro il quale ogni anno si schiera praticamente tutto il mondo: il 2 novembre 2023 la risoluzione dell’Assemblea Generale per la fine dell’embargo illegale e criminale degli Stati Uniti contro Cuba (in vigore dal 1962) è stata approvata con 187 favorevoli, 2 contrari (Usa e Israele) e un astenuto (Ucraina).
“Bloqueo” significa una perdita netta di entrate per Cuba dal 1962 pari a 1400 miliardi di dollari (calcolati secondo il gold standard), l’impossibilità per Cuba di importare tecnologie, macchinari, attrezzature, farmaci, medicinali e persino alimenti, l’impossibilità di dare corso a transazioni monetarie, finanziarie e commerciali.
Una politica di vero e proprio strangolamento – che non ha impedito a Cuba, nel periodo della pandemia, di inviare le proprie brigate mediche e il proprio aiuto umanitario, tra gli altri, a un Paese del G7 come l’Italia (Lombardia e Piemonte e ora Calabria, con 497 medici, 270 tuttora presenti, senza i quali la sanità calabrese si sarebbe letteralmente fermata), e, in generale, di inviare ca. 5.000 medici, paramedici e infermieri cubani in giro per il mondo e di inviare sostegno medico e cooperazione sanitaria in 40 Paesi in tutto il mondo durante la pandemia.
Continuava Fidel nel celebre discorso del 2003: “L’ordine economico prevalente non è né sostenibile né sopportabile. Non c’è soluzione possibile senza grandi e profondi cambiamenti. […] All’esercito dello scontento nel Terzo Mondo si uniscono milioni di lavoratori istruiti, uomini e donne provenienti dai settori professionali e dalle classi medie dei Paesi sviluppati, sempre più preoccupati per il proprio destino e quello dei propri figli. […] L’esistenza delle persone ovunque diventa sempre più una lotta per la sopravvivenza. […] Che l’umanità non abbia altra alternativa che cambiare rotta è qualcosa che non può essere messo in dubbio. Come cambierà? […] In questo, il fattore soggettivo deve giocare il suo ruolo più importante. Trasmettere informazioni, incoraggiare dibattiti, sensibilizzare e mobilitare, sarà compito dei più avanzati. […] A Cuba chiamiamo questa lotta la Battaglia delle Idee”.
Consapevoli della grandezza del ruolo e dell’esempio, rivoluzionario, umanista e socialista, che Cuba rappresenta per il mondo intero, facciamo nostro il motto di Fidel, “Unidad, Firmeza y Victoria”, e ci battiamo per la fine del criminale bloqueo, per l’immediata rimozione di Cuba dalla cosiddetta “Lista di Stati sponsor del terrorismo”, per la fine immediata dell’occupazione illegale di Guantanamo, contro le minacce, le aggressioni e la guerra multidimensionale portata avanti dall’imperialismo contro Cuba.
A fianco di Cuba, come sempre, si schiereranno non solo i comunisti e le comuniste, e tutti gli amanti della pace e della giustizia sociale, ma anche i sentimenti sinceri di amicizia e di solidarietà di tutti i popoli del mondo”.
Riferimenti:
Discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica di Cuba, Fidel Castro Ruz, a chiusura del V Incontro su globalizzazione e problemi dello sviluppo, Palazzo delle Convenzioni, L’Avana, 14 febbraio 2003:
www.cuba.cu/gobierno/discursos/2003/ita/f140203t.html
Discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica di Cuba, Fidel Castro Ruz, all’atto centrale nazionale in occasione del 25. anniversario dell’assalto alla caserma Moncada, celebrato nella città scolastica “26 Luglio”, Santiago di Cuba, 26 luglio 1978:
www.cuba.cu/gobierno/discursos/1978/esp/f260778e.html
Discorso pronunciato dal presidente del Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba, Fidel Castro Ruz, nella tribuna aperta dei giovani, degli studenti e dei lavoratori, in occasione della Giornata internazionale dei lavoratori, Piazza della Rivoluzione, Primo Maggio 2000:www.cuba.cu/gobierno/discursos/2000/esp/f010500e.html
