Contro il genocidio, per la fine della guerra di sterminio, libertà e giustizia per il popolo palestinese. 

10 agosto 2024

È notizia di oggi quella dell’ennesima strage compiuta dalle forze armate dello Stato di Israele nell’ambito della crudele e indicibile guerra di sterminio che le autorità sioniste hanno lanciato, dallo scorso 7 ottobre, contro la popolazione palestinese di Gaza. 

Un bombardamento ad ampio raggio, particolarmente esteso e distruttivo, sferrato contro la scuola Al-Tabaeen nel quartiere Al-Daraj di Gaza, che ha causato la morte di oltre cento persone, con un computo innumerevole di feriti, molti gravissimi. 

Questa strage segue, per di più, di pochi giorni, quella che ha portato alla distruzione delle scuole Al-Nasr e Hassan Salama, che ospitavano in gran numero rifugiati provenienti dal nord di Gaza, e che ha causato oltre 35 morti e almeno un centinaio dei feriti. 

E questa, a sua volta, segue una ormai inenarrabile serie di attacchi, aggressioni, violenze brutali, crimini di guerra e crimini contro l’umanità che stanno letteralmente costellando la guerra di sterminio portata avanti dallo Stato di Israele, dalle autorità sioniste e fondamentaliste di quello Stato, da Netanyahu e dal governo di estremisti e di fanatici da lui guidato. 

Una guerra di sterminio che ha prodotto un tragico genocidio ai danni della popolazione palestinese, che ha già causato circa quarantamila morti e centomila feriti, in una escalation di violenza e di brutalità che ormai è perfino difficile definire e descrivere. 

Pesanti e criminali sono le responsabilità dei governi occidentali, del complesso dell’imperialismo euro-atlantico, delle potenze occidentali e, tra queste dell’Italia. 

È appena di due giorni fa la notizia che, escluso dalle autorità della città di Nagasaki lo Stato di Israele dalla cerimonia di commemorazione del bombardamento atomico della città, le potenze del G7, tra queste l’Italia, hanno addirittura deciso di non partecipare alla cerimonia, mostrando così, in maniera sin troppo evidente e spudorata, la propria complicità con il genocidio in corso e con i crimini di guerra e contro l’umanità di cui lo Stato di Israele si è reso e sempre più si rende responsabile a Gaza. 

Come Movimento per la Rinascita Comunista non possiamo che esprimere il più profondo sconcerto per questa ennesima, brutale, aggressione israeliana; la più decisa condanna per la reiterata e sistematica distruzione deliberata del diritto e della giustizia internazionale; la più profonda condanna del genocidio in corso a Gaza. 

Da sempre, con i comunisti e le comuniste di tutto il mondo, antimperialisti, antifascisti e antirazzisti, respingiamo con forza la falsa, sballata e mistificatoria equiparazione tra “antisemitismo” e “antisionismo”, vera e propria arma di distrazione di massa e trappola ideologica con la quale invano si cerca di mettere a tacere la critica e la condanna della pulizia etnica, del massacro e del genocidio perpetrato dallo Stato di Israele. 

Siamo totalmente e pienamente a fianco della lotta di resistenza e di liberazione nazionale del popolo palestinese e, in questo senso, salutiamo con favore la recente, paziente e costruttiva, iniziativa politica e diplomatica della Repubblica Popolare Cinese, che ha prodotto un importante passo avanti con la formulazione della Dichiarazione di Pechino, con l’obiettivo di “porre fine alla divisione nazionale palestinese, unificare gli sforzi nazionali per affrontare l’aggressione e fermare la guerra di genocidio”, accogliendo altresì con favore “il parere della Corte Internazionale di Giustizia, che ha confermato l’illegalità della presenza, dell’occupazione e del colonialismo di insediamento” sionista e affermando con forza “il diritto del popolo palestinese a resistere all’occupazione e a porvi fine” in conformità con il diritto e la giustizia internazionale e il diritto inalienabile dei popoli all’autodeterminazione. 

Non mancheremo un solo minuto e una sola occasione per denunciare l’occupazione illegale dei territori palestinesi, il colonialismo di insediamento, l’apartheid, la pulizia etnica, e il genocidio. Moltiplicheremo il nostro impegno e la nostra lotta, con i palestinesi e le palestinesi nel nostro Paese, per la resistenza, la liberazione e la piena autodeterminazione nazionale del popolo palestinese in terra di Palestina. 

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