L’eventualità che l’Italia debba impegnare consistenti forze di terra in Ucraina su richiesta di Washington comporta una serie di considerazioni complesse e multidimensionali, che vanno dalla capacità operativa e logistica alla volontà politica e sociale e non meno al fattore umano.
Di Orazio Di Mauro

Considerazioni Operative e Logistiche. Le Forze Armate Italiane sono ben addestrate e possiedono efficaci capacità, ma l’impegno di consistenti forze di terra in un conflitto ad alta intensità, come quello ucraino, richiede una pianificazione dettagliata e risorse notevoli. Questo include la mobilitazione di truppe, l’approvvigionamento di equipaggiamenti moderni e la logistica necessaria per supportare operazioni prolungate in un teatro di guerra lontano e difficile so prattutto perchè l’Ucraina è un territorio che consuma e logora le forze ivi impegnate. Per quanto riguarda l’ddestramento e la preparazione: preparare i coscritti italiani, molti dei quali potrebbero essere inesperti, richiederebbe un addestramento intensivo e specializzato per affrontare le condizioni specifiche della guerra moderna in Ucraina. Questa procedura potrebbe richiedere mesi, se non anni, per garantire che le truppe siano pronte e adeguatamente capaci di usare le armi per le quali sono equipaggiate. Un certo supporto lo potrebbe dare la collaborazione con altri Paesi NATO: L’Italia non opererebbe isolata essendo isolata e integrata con altri paesi membri della NATO. La partecipazione a una missione così significativa risolverebbe qualche problema logistico.
Analisi dell’impatto sulla società italiana. L’opinione Pubblica nei confronti di un conflitto su larga scala come quello in Ucraina sarebbe estremamente impopolare tra la popolazione italiana. La mancanza di motivazione tra i giovani, l’opposizione ideologica alla guerra e l’agitarsi di movimenti pacifisti potrebbero creare una forte resistenza interna. Le proteste e il dissenso potrebbero influenzare significativamente le decisioni politiche. Anche se le spinte guerrafondaie della dx e dei suoi think thank tenterebbero a creare uno spirito marziale tra i giovani. Indubbiamente però l’invio di consistenti forze di terra comporterebbe un impatto significativo sulle famiglie dei militari e sulle comunità locali. Questo potrebbe ulteriormente alimentare l’opposizione e richiederebbe un robusto sistema di supporto psicologico e sociale da parte del governo per mitigarne gli effetti negativi.
Conseguenze Militari e Strategiche. Inviare truppe inesperte in un conflitto contro un nemico esperto come la Russia comporterebbe un alto rischio di perdite umane. La superiorità tattica e tecnologica delle forze russe potrebbe rendere le operazioni estremamente difficili e pericolose per le forze italiane. Il rimpatrio in Italia. Inoltre l’impegno in Ucraina esporrebbe l’Italia a una visibilità internazionale significativa, con possibili conseguenze geopolitiche. Questo potrebbe influenzare le relazioni con altri paesi e blocchi regionali, compresi quelli all’interno dell’Unione Europea.
Sebbene l’Italia possieda le capacità militari per contribuire a operazioni internazionali, l’impegno di consistenti forze di terra in Ucraina su richiesta di Washington sarebbe una decisione complessa e potenzialmente controversa. La necessità di un addestramento intensivo, le difficoltà operative, la mancanza di motivazione tra i giovani e la presenza di forti movimenti pacifisti, insieme alle potenziali conseguenze politiche e sociali, rendono questa decisione estremamente delicata e richiederebbero un consenso politico e sociale ampio e ben articolato. Le perdite italiane in Ucraina potrebbero essere significativamente influenzate da una formazione inadeguata: I coscritti potrebbero non essere pronti ad affrontare situazioni di combattimento reale. La mancanza di esperienza pratica in scenari di guerra può rendere difficile la gestione delle situazioni di emergenza, aumentando il rischio di ferite o perdite. Alla formazione inadeguata una limitata imperfetta tattica ristretta che può portare a decisioni poco efficaci durante le operazioni militari. Questo include la mancanza di conoscenza delle migliori pratiche di movimento sul campo, la gestione del fuoco nemico e l’uso delle coperture e dei ripari. Inoltre l’esercito italiano non ha nessuna esperienza dell’uso sul campo di battaglia della nuova arma i droni, che hanno profondamente modificato la tattica sul campo di guerra terrestre. Non minore impatto negativo giocherà la scarsa familiarità dei giovani coscritti con le armi in dotazione e la mancanza di addestramento nel loro utilizzo. Sotto stress si avranno gravi e talvolta mortali incidenti. La mancanza di precisione e inefficacia durante gli scontri armati sarà causa di morti e perdite di non poco conto. I coscritti potrebbero non essere addestrati a combattere in contesti di guerra simmetrica, come quelli che potrebbero incontrare in Ucraina, dove il dominio dell’aria non è certo ne probabile. I soldati italiani poco preparati potrebbero non essere pronti a gestire lo stress psicologico del combattimento, il che può portare a disorientamento, errori tattici e incapacità di reagire in modo adeguato alle minacce. La coesione e la fiducia all’interno di un’unità sono fondamentali per operazioni militari efficaci. La poca preparazione può portare a una mancanza di coordinamento e comunicazione tra i membri dell’unità, aumentando il rischio di perdite dovute a errori interni.
Insufficienza della Logistica e del Supporto delle caserme che non ci sono più.
La mancanza di addestramento nella gestione logistica e nel supporto alle operazioni può portare a carenze critiche in rifornimenti, munizioni e assistenza medica, aumentando il rischio di perdite tra le truppe. Quindi è essenziale che, in caso di un coinvolgimento in conflitti come quello in Ucraina, i coscritti ricevano un addestramento adeguato e approfondito per ridurre al minimo il rischio di perdite. Investire nella formazione, nella preparazione psicologica e nella coesione delle unità è cruciale per garantire che i militari siano pronti ad affrontare le sfide del campo di battaglia. Ma dove le reclute riceveranno l’addestramento, se le caserme in Italia non sono sufficienti. La poca esperienza militare dei coscritti italiani in Ucraina non solo aumenterebbe il rischio di perdite, ma avrebbe anche un impatto significativo sui costi umani e materiali.
I costi umani. L’inesperienza sul campo di battaglia potrebbe portare a un numero maggiore di perdite di vite umane, sia tra i coscritti stessi che tra i civili coinvolti nelle operazioni. I coscritti meno preparati saranno più suscettibili a ferite, che potrebbero variare da quelle minori a quelle gravi, richiedendo un impegno medico e riabilitativo notevole. La mancanza di preparazione psicologica potrebbe aumentare il rischio di disturbi post-traumatici da stress (PTSD) e altri problemi di salute mentale, con conseguenze a lungo termine per i militari e le loro famiglie.
I costi materiali L’inesperienza nel maneggiare e mantenere l’equipaggiamento militare può portare a un aumento dei danni o delle perdite di attrezzature costose, inclusi veicoli, armi e tecnologie avanzate. I coscritti meno addestrati potrebbero fare un uso inefficiente delle risorse, consumando più munizioni e forniture di quanto necessario, aumentando così i costi operativi. La scarsa preparazione può p.ortare a una minore efficienza operativa, rendendo le missioni meno efficaci e prolungando i tempi delle operazioni militari. Questo prolungamento può comportare costi aggiuntivi in termini di logistica e mantenimento delle truppe sul campoLa mancanza di esperienza aumenta il rischio di fallimento delle missioni, il che può comportare ulteriori costi in termini di risorse necessarie per ripetere o correggere le operazioni.
Investire nell’addestramento e nella preparazione dei coscritti non è solo una questione di ridurre le perdite umane, ma anche di contenere i costi materiali e garantire l’efficacia delle operazioni militari. Una preparazione adeguata è essenziale per minimizzare i rischi e garantire che le forze armate possano operare in modo sicuro ed efficiente in contesti di conflitto come quello in Ucraina.Diversamente i giovani italiani chiamati a fare la guerra lasceranno nelle pianure ucraine la loro vita, per il desiderio di potere che i governi filo-atlantici italiani perseguono da anni sulla pelle del popolo.
15 luglio 2024
