Salario, “scala mobile”, diritti: una nuova stagione di lotte che parta dalla stessa base operaia!
Di Vladimiro Merlin, Responsabile Dipartimento Lavoro del Movimento per la Rinascita Comunista (MpRC)
Negli ultimi decenni i salari dei lavoratori dipendenti italiani sono retrocessi dai primi posti in Europa ad essere, oggi, tra gli ultimi. I governi sono cambiati, di destra e di centrosinistra, ma nessuno ha agito per difendere i salari.

La situazione è diventata più grave con l’esplosione dell’inflazione.
Il problema dei salari bassi non è solo di alcune categorie, è di tutti i lavoratori dipendenti, e solamente tutti assieme, uniti, lo si può risolvere, conquistando aumenti salariali e riconquistando la “scala mobile”, che era un adeguamento automatico dei salari all’inflazione.
Se l’inflazione è alta le imprese alzano i prezzi dei prodotti, i commercianti alzano i prezzi di vendita, i liberi professionisti alzano la tariffa delle loro prestazioni. Solo i lavoratori dipendenti e i pensionati hanno i salari e le pensioni bloccate, solo loro pagano l’inflazione con una riduzione del reddito. Per questo ci vuole la “scala mobile”.
Questa situazione ha fatto nascere, in Italia, il fenomeno dei lavoratori poveri, che prima esisteva solo negli USA, persone che pur avendo un lavoro non hanno abbastanza di che vivere.
Questo mentre i ricchi sono diventati sempre più ricchi, anche con il Covid, anche con l’inflazione, è chiaro che questa loro ricchezza in più l’hanno tolta ai lavoratori.
Per ottenere dei risultati su queste e su altre questioni, come le pensioni e la sanità, non può bastare uno sciopero di protesta ogni tanto. Occorre costruire una piattaforma ed aprire una stagione di lotte, su cui chiamare tutti i sindacati ad agire insieme, in modo da avere la forza per vincere.
Ma i sindacati non praticano l’unità sui contenuti, devono essere i lavoratori, le RSU, i delegati a costruire una rete che promuova una piattaforma unitaria e chieda a tutti i sindacati di sostenerla.
Solo così si potrà fermare il continuo peggioramento delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici italiani e invertire la tendenza.
