Venerdì 5 gennaio, Attivo regionale MpRC Marche: il dibattito, l’organizzazione e la Festa
A cura del MpRC Marche

Con uno spirito fortemente solidale e di amicizia tra le compagne e i compagni, si è tenuto ad Ancona, venerdì 5 gennaio, il primo Attivo Regionale Marche del Movimento per la Rinascita Comunista. Apertosi alle ore 17.00 e avendo come cronoprogramma una cena finale, l’Attivo si è tenuto tra gli odori della pasta alle melanzane, le lenticchie e il pecorino classico delle Marche che già pericolosamente invadevano la sala. Tanto da far rilevare ad un compagno molto incline alla storia del movimento comunista che “Lenin, nella breve fase del suo esilio a Parigi, un giorno uscì in bicicletta verso la periferia parigina per cercare una sede, un appartamento, ove tenere le riunioni della scuola quadri e che questa sede, per volontà dichiarata del futuro capo dell’Ottobre, doveva necessariamente avere una cucina, poiché alla fine dei seminari di studio i compagni e le compagne dovevano cenare assieme, per cementare nell’amicizia e con qualche bicchiere di vino l’unità politica e la fratellanza”.

Nella sala piena di futuri dirigenti e militanti del MpRC (mancavano gli operai della Whirlpool di Fabriano per impegni di lotta in quella fabbrica e in quel territorio e i compagni di Pesaro e Matelica per iniziative politiche coincidenti con l’Attivo regionale, assenze alle quali si rimedierà attraverso “attivi” sugli stessi territori) il compagno Stefano Tenenti, dirigente storico del movimento sindacale di classe marchigiano, ha aperto i lavori, per poi passare la parola al Coordinatore nazionale del MpRC, Fosco Giannini.
Giannini ha esordito, nella propria relazione introduttiva mettendo a fuoco la centralità della “questione comunista” in Italia, una questione, ha affermato il Coordinatore nazionale, “aperta e non risolta, nel nostro Paese, da circa 50 anni, dalla fase, cioè, della piena involuzione del PCI storico (compromesso storico, accettazione della Nato, rottura col movimento comunista mondiale e con il leninismo, sino alla “Bolognina” e poi all’autoscioglimento dello stesso PCI) sino alla fase attuale in cui nessuna delle piccole organizzazioni comuniste presenti sembra in grado di fornire una risposta alla crisi politica, teorica e organizzativa del movimento comunista italiano”.
“Un segno probante della crisi delle attuali formazioni politiche comuniste in campo in Italia- ha proseguito Giannini- è dato dal fatto che, sia di fronte alla guerra russo-ucraina che di fronte al genocidio condotto da Israele contro il popolo palestinese a Gaza, mai si sia levata, da parte di ognuno dei partiti comunisti italiani, una proposta di lotta e di azione comunista unitaria, come atto iniziale della costruzione di un più vasto fronte di mobilitazione, sia contro l’invio delle armi all’Ucraina amerikana, che per denunciare il fascismo israeliano”. “Un atteggiamento autoreferenziale e settario – ha affermato Giannini- che ha contraddistinto anche in questa fase l’atteggiamento dei tre piccoli partiti comunisti in campo, incapaci di promuovere una lotta unitaria, questione politicamente drammatica che dice al nascente MpRC ciò che “non bisogna fare”, non proseguire cioè verso questa folle politica della divisione dei comunisti ma cercare la loro unità di lotta come essenziale preambolo dell’unità dei lavoratori e del popolo nella lotta contro la Nato e la guerra imperialista”.
Giannini, delineando poi il nuovo quadro internazionale “segnato dalla grande espansione, attorno al cardine della Cina socialista, dei BRICS e del fronte antimperialista, un fronte che ha già spuntato le unghie agli USA e al fronte imperialista”, ha, in seguito a tale rilievo, affermato che “questo stesso, nuovo, quadro mondiale, molto più favorevole ai popoli, alle classi e agli Stati che vogliono liberarsi dal dominio imperialista, consegna ai comunisti, alle forze antimperialiste dei paesi capitalisti la liceità dell’azione rivoluzionaria, ratificando la natura razionale e non velleitaria di tale azione”.
“Naturalmente” – ha puntualizzato Giannini – “i Brics non fanno la rivoluzione per noi, in Italia” e si pone, dunque, la questione della costruzione, nel nostro Paese, del soggetto comunista e rivoluzionario, del partito comunista, oggi mancante, quale forza propulsiva centrale per la lotta antimperialista e per un cambiamento politico che rimetta al centro gli interessi di classe e popolari”.
“Per tutto ciò – ha chiarito il Coordinatore nazionale- si è costituito e si impegnerà il MpRC. Per tutto ciò oggi chiediamo ai compagni e alle compagne presenti in questo Attivo regionale di dire con chiarezza se intendono far parte in modo organico al MpRC, iscriversi al MpRC e per esso impegnarsi e militare”.
“Per l’esigenza di lanciare questa lotta -ha poi concluso Giannini- siamo chiamati innanzitutto ad organizzarci e strutturarci nei territori, per questa esigenza mi sento di chiedere al compagno Stefano Tenenti, dirigente di primo piano del movimento sindacale di classe marchigiano, legato alla classe ed espressione stessa della classe, di assumersi in prima persona la responsabilità della costruzione, assieme alle altre compagne e agli altri compagni, del MpRC delle Marche”.
Il compagno Stefano Tenenti, già alla presidenza e rispetto alla sollecitazione di Giannini, interviene immediatamente, affermando di accettare di assumersi l’incarico di dirigere la costruzione del MpRC nelle Marche, delineando nel suo intervento, per il lavoro politico e sociale da portare avanti, il quadro preciso della condizione operaia e dei lavoratori nelle fabbriche, negli uffici e nei luoghi di lavoro marchigiani.
Molti sono poi gli interventi all’Attivo regionale. Prendono la parola, affermando innanzitutto di volersi impegnare per il MpRC e sollevando (fortunatamente, per la vita stessa del MpRC) questioni e problemi di ordine sia politico che teorico, la compagna Laura Baldelli, della redazione del giornale del MpRC, “Futura Società”; il compagno Alberto Sgalla, docente di Diritto e scrittore, il compagno Fredi Perucci, grande “grafico e comunicatore” italiano e diversi altri, sino ai saluti del compagno Alessandro Belfiore (leader del Comitato “No guerra No Nato” di Ancona e “molto vicino”, così come si è espresso, al MpRC) e ai saluti, tutti politici, del Presidente del Centro Studi Nazionale “Domenico Losurdo”, compagno Alessandro Volponi.
Giannini, che doveva svolgere le conclusioni, affermando “di aver accolto con grande soddisfazione politica la scelta del compagno Stefano Tenenti di assumersi l’incarico di Coordinatore regionale del MpRC Marche”, propone all’assemblea che le conclusioni le tragga lo stesso compagno Tenenti, che in queste sue conclusioni, rivelando immediatamente la natura di classe e tutta la concretezza della sua personalità politica, pone la questione del tesseramento e dell’organizzazione del MpRC Marche come primi passi del lavoro politico e primi obiettivi da perseguire.
La pasta alle melanzane, le lenticchie dei “monti azzurri” delle Marche, il pecorino, il Verdicchio ed il Rosso Conero non possono più aspettare: come alle cene del Lenin di Parigi, dopo il dibattito politico si dia inizio alla Festa! Viva il MpRc!
